Il neorealismo e la miseria

Sugli ambienti miserevoli del set di Dov'è la libertà? - ricorda Franca Faldini - Totò fece questa considerazione: "E me lo chiamano neorealismo. Altro che neo, è un'atmosfera vecchia almeno quanto me, questa schifezza di odore che è stato lo Chanel numero cinque di tutta la mia infanzia. Ci sono giorni che me lo sento ancora addosso e allora mi riprende una paura e la smania di arraffare, arraffare contratti, buoni o cattivi, denaro, perchè oggi mi vogliono, domani chi lo sa e io di una realismo così ne ho avuto a iosa."