L'opulenza della contadina non piace al censore

Il film "Sua Eccellenza si fermò a mangiare" del 1961, ultimo film di Totò diretto dalla regia di Mario Mattioli, è stato riedito nel 1967 col titolo "Il dottor Tanzarella, medico personale del... fondatore dell'Impero". 

Pur passando inosservato dai filtri della censura preventiva imperante nel periodo, incappa inesorabilmente nelle maglie della censura definitiva. Come prima cosa viene cambiato il titolo, verrà diffuso con la limitazione del divieto ai minori e, per ultimo, dovranno essere applicati diversi tagli in battute considerate offensive del decoro e del prestigio dei funzionari e agenti della Forza pubblica, nonché lesivi della morale. Analizzando quest'ultima motivazione, i censori impongono che «sia ridotta la scena della ragazza coi seni eccessivamente scoperti, visitata da Totò finto medico». È quella in cui Totò, scambiato per il medico personale del Duce, viene pregato di visitare un vecchietto di 94 anni (salta anche un pezzo di dialogo in cui Totò, cinico disfattista, gli dice: «Questo se ne va, se ne va...») ma anziché visitare lui decide di auscultare la nipote, una straripante contadinotta che ha tutto, «freschezza, giovinezza, bellezza e opulenza».

Di qui in poi il censore taglia la scena che proseguiva con questo dialogo:

Ragazza: «Come?»
Totò: «Opulenza.»
Ragazza: «Ma che è?»
Totò: «Sì, io più ti guardo e più mi convinco che tu sei opulenta.»
Ragazza: «Ma che è, una cosa grave?»
Totò: «Sì, in questi casi io consiglio sempre di mettersi a letto. Ah! oh...»
Ragazza: «Ma che fa?»
Totò: «Voltati, fammi sentire, fammi sentire. Queste villane! Oh!»

Più che dal dialogo il censore è rimasto turbato appunto dall'opulenza della ragazza che, invitata a spogliarsi da Totò, rimane in mutandine e corpetto. E Mattoli, cercando di salvare la continuità della scena, è costretto a metterci una pezza aggiungendo un primo piano del vecchietto che si lamenta: «Dotto', io sto male e voi visitate mia nipote!».

(Fonte: "Totò proibito" - Alberto Anile)