Daniele Palmesi, Federico Clemente Nov 2016

Lo scandalo del Monaco di Monza

Il Monaco di Monza

Nel 1963, con una nuova legge di censura approvata e funzionante, un filmetto come Il monaco di Monza non fa più tanto scandalo in Ministero; in Curia invece inorridiscono e questo porterà i funzionari a un ripensamento. Il Centro cattolico si scaglia con veemenza contro la pellicola: "Film di pessimo gusto e gravemente offensivo del sentimento religioso. La stupida storiella pare non avere altro obiettivo che sfruttare qualunque pretesto per parodiare la religione e vilipenderne i simboli: dal farsesco e irriverente uso degli abiti e delle cose sacre fino a quello blasfemo delle preghiere, delle formule liturgiche e sacramentali in un contesto di volgarissimi doppi sensi e di battute triviali. È un lavoro veramente disonorevole per la produzione e per coloro che ne consentono la circolazione. Escluso."

Fonte: "Totò proibito" - Alberto Anile


I cattolici e l'osceno: tra censura amministrativa e revisione cinematografica