Oddo Ferretti vs Antonio Clemente, in arte Totò

Correva la fine degli anni '20 del 1900, Totò - Antonio Clemente ancora non era un affermato attore di teatro, bensì un precario come tanti. Aveva un contratto in scadenza con Don Peppe Jovinelli, titolare del famoso teatro romano. Si presentò quindi in direzione per ricevere il compenso per il periodo in cui aveva lavorato, inclusa la liquidazione. Aveva avuto un buon successo di pubblico e don Peppe sentenziò: «Finito? Chi vi ha detto che avete finito?» Poi rivolto ad un segretario: «Salvatore, ordinate per domani i nuovi striscioni che farete attaccare immediatamente. Scrivete - continuò - "Il grande successo di Totò al Teatro Jovinelli"... Poi rivolto ad Antonio, aggiunse: Voi non mi abbandonerete più!»
Allo Jovinelli non si recitava solamente, tra gli spettacoli vari previsti, c'era la boxe molto in voga in quegli anni. Prima di uno di questi matches di boxe fu deciso di far precedere lo spettacolo da una esibizione di notissimi attori di varietà, tra i quali Totò, Zara I ed altri.

Il Teatro Ambra-Jovinelli in un'immagine degli anni 70 (foto Archivio l'Unità)

Si trattava di un particolare pubblico di tifosi del pugilato, presi dall’imminente scontro di boxeurs famosi, e impegnati in discussioni che creavano un’atmosfera di attesa fremente.

L’unico attore che riusciva a rompere, con la sua prepotente personalità, l’atmosfera che si era determinata nella sala e a far chiedere persino il bis a quella turba scalmanata, era Totò.

C’è chi ricorda ancora il tiro mancino giocato da Antonio al pugilatore Oddo Ferretti, allora campione dei pesi medi. La Direzione aveva avuto l’idea di organizzare un incontro scherzoso tra Ferretti e Totò. Si sarebbe dovuto boxare per burla. Incominciato il primo round, Antonio, che, sotto una apparente modesta struttura muscolare, cela delle notevoli possibilità atletiche, dopo alcune finte accompagnate da lazzi e smorfie che fecero ridere a crepapelle il pubblico, saettò un improvviso quanto violento diretto sul naso del campione.

Ferretti credette in un equivoco ; ma, poco dopo, esauriti altri lazzi, Totò, fintando con abilità, lo colpì con un secondo diretto ancora più violento del primo.

Il pugilatore allora vide rosso. — Ah, tu stai facendo veramente?!... Adesso ti accomodo io... — esclamò il campione.

Totò capì la tempesta che si sarebbe, da un momento al l’altro scatenata su di lui, e sgusciò via tra le corde del ring, inseguito da Ferretti, reso furibondo. «Fermati, vigliacco! fermati, delinquente! » urlava il popolare Oddo incitato dalla folla, che, nello stesso tempo, gridava ad Antonio: « Scappa, Totò! Scappa! ». Il pubblico eccitato da quell’inseguimento urlava e fischiava, salendo sulle sedie per vedere meglio...

Infine Totò — vistosi a mal partito — infilò il corridoio e, ansante, penetrò come un fulmine in Direzione gridando e facendosi schermo di don Peppe: «Cavaliè, mi mena!... Cavaliè, mi mena!... Fermatelo voi!»

Tratto da "Siamo uomini o caporali?" di Passarelli/Ferraù, Ed. Capriotti, 1952