Daniele Palmesi, Federico Clemente, Giancarlo Governi Gen 2017

Totò, Peppino e la rivalità

I rapporti tra Totò e Peppino furono quasi sempre abbastanza freddi. Peppino, che amava il teatro e si era dedicato al cinema con l'intenzione di fare prodotti "nobili", tendeva a minimizzare il lavoro fatto con Totò, esaltando a dismisura il suo ruolo: «Ho fatto tanti film con Totò fin dal 1956» racconta Peppino De Filippo a Orio Carldiron (nel libro "Totò") «venne nel mio camerino al Teatro delle Arti, mi pregò di fare un film con lui, c'era solo una traccia, non c'era neppure il titolo, bisognava inventare tutto. Il titolo lo trovai poi io e il film si chiamò "Totò, Peppino e la malafemmina", andavamo a braccio, ero soprattutto io che trovavo degli spunti, tiravo fuori delle cose. Certo, Totò era un ottimo attore di rivista [...] e sentivo che mi rispettava come attore di prosa [...]» Ritroviamo tante "cattiverie" postume nella testimonianza di Peppino, quasi una "vendetta" per le angherie subìte e per aver dovuto lavorare in subordine: «trovai poi io il titolo...», «ero soprattutto io che trovavo gli spunti», «Totò era un ottimo attore di rivista...» (mentre lui esercitava il genere più "nobile della prosa"), «ne abbiamo fatti tanti di questi film. Io lavoravo per pagare il fisco...», ecc, ecc. Piccole cattiverie di antichi compagni di lavoro che hanno giocato sempre a prevaricarsi, a disputarsi il favore del pubblico. Ruggiti di "vecchi leoni" che non accettano mai di essere sconfitti.

(Giancarlo Governi - Il pianeta Totò - Gremese Ed.)