Un vero nobiluomo

In casa, Antonio parlava sempre a voce bassa. Lui che era così esplosivo in scena, esigeva che i familiari non pronunciassero mai parole spinte, lui che dallo schermo ne diceva di tutti i colori, si comportava in maniera estremamente compita con i domestici; il campanello elettrico, in capo al letto, lo teneva solo per bellezza, in realtà non lo adoperava mai, né permise mai che qualcuno gli pulisse le scarpe. Iniziava la giornata segnandosi devotamente e la concludeva recitando le preghiere; andava a messa quasi ogni domenica e, ogni volta che ne avvertiva il bisogno, si confessava e si comunicava. Vizi? Solo quello del fumo: ottanta e anche novante «Turmac» al giorno (e almeno 15 caffè, n.d.r.). La gola? Mangiava al massimo una minestra e il colmo della buona tavola era per lui rappresentato da un piatto di pasta e fagioli.

Vittorio Paliotti