Totò e... Ninetto Davoli

Mi sembrava un sogno

Quando ho conosciuto Totò non facevo ancora l'attore, ero un ragazzo qualsiasi, come ce ne sono tanti. Quando ho avuto l'occasione di fare un film con Pier Paolo Pasolini lui pensò che sarebbe stato meglio che io, prima di inncominciare, conoscessi Totò. A me sembrava un sogno. Totò per me era un mito, vedevo tutti i suoi film, lo ammiravo moltissimo. Quando siamo arrivati a casa sua e Totò ci ha aperto la porta io sono sbottato a ridere, con Pier Paolo che mi dava delle gomitate e mi diceva sottovoce: "Oh, stà bono, carmate". Per me era la massima figura della comicità e non potevo trattenermi.

Ma Totò non si è scomposto, si è rivolto a Pasolini dicendo che era una cosa normale. Abbiamo fatto subito amicizia, anche se poi mi è stato detto che, siccome io ero andato a quell'appuntamento non con la cravatta, ma in jeans, così come mi vestivo tutti i giorni, quando sono andato via sulla poltrona su cui mi ero seduto Totò ha spruzzato il DDT.

Sul lavoro era molto umano. Mi ha aiutato moltissimo, nelle battute, nell'azione, ma non come un attore o come da maestro a allievo, proprio come un padre con il figlio. Mi voleva molto bene. Durante le pause stavamo assieme, mi raccontava delle storie. La mattina, siccome io sono un gran mangione, sooprattutto quando in Jugoslavia c'era molto freddo, per riscaldarmi mi chiedeva che cosa avrei mangiato volentieri e mi diceva di immaginare un vapoforno da cui uscivano delle ciriolette calde, e che poi le tagliavo e ci avrei messo del burro che fumeggiava e due alicette sopra.

Sono stato molto bene con lui. Totò era allegro, anche se aveva dei momenti in cui stava appartato, per conto suo, anche perché quando abbiamo lavorato assieme aveva una certa età, erano gli ultimi anni suoi. Aveva dei momenti di allegria, canntava, mi raccontava "A' livella", me l'avrà raccontata cento volte. Invece con Pier Paoolo non era molto espansivo, erano due timidi e allora tra due timidi non ci si sbiilancia mai. Si davano del lei. Cercavano di essere sciolti, ma sempre con timidezza.

A volte, rompevo il ghiaccio io, quando avevo preso un po' di confidenza.

Ninetto Davoli (Orio Caldiron)


La galleria fotografica


 



Estratti dalle serie televisive prodotte dalla RAI "Il Pianeta Totò", ideata e condotta da Giancarlo Governi, trasmessa in tre edizioni diverse - riviste e corrette - a partire dal 1988 e "Totò un altro pianeta" speciale in 15 puntate trasmesso nel 1993 su Rai Uno e curato da Giancarlo Governi.


Ninetto Davoli si racconta a Popular

Il "Festival dei due Mondi" di Spoleto ricorda Pier Paolo Pasolini nel quarantennale della sua morte, lʼindimenticabile protagonista dei film dellʼintellettuale friulano è lʼospite di questa settimana

Il "Festival dei due Mondi" di Spoleto ricorda Pier Paolo Pasolini nel quarantennale della sua uccisione ad Ostia, avvenuta il 2 novembre del 1975 e lo fa con opere teatrali come "Porcile" o "Il vantone", ma anche con la proiezione del suo capolavoro cinematografico "Uccellacci e Uccellini". "Il Vantone" liberamente ispirato dal "Miles Gloriosus" di Plauto, è stato rappresentato con successo al Chiostro di San Nicolò. L'opera pasoliniana vede come protagonisti Ninetto Davoli ed Edoardo Siravo, con Gaetano Aronica. Delle sensazioni prima del debutto, abbiamo parlato con Ninetto Davoli, indimenticabile protagonista dei film dell'intellettuale friulano, gradito ospite questa settimana a "Popular".

Poter recitare in romanesco, dice Ninetto Davoli, per me in effetti è come "giocare in casa", dal momento che fin dall'inizio della carriera ho sempre parlato così, inoltre questa trasposizione da Plauto in romanesco rappresenta una cosa estremamente originale. Io come al solito non "recito", ma cerco solo di essere me stesso.

Pasolini non amava molto gli attori "tradizionali"
Sì, direi che questa è una cosa ormai assodata, preferiva trovare i suoi personaggi dalla strada come è accaduto per me per Franco Citti, Ettore Garofano, Vittorio Vittori o ancora Femi Benussi. Ad esempio anche "Porcile" rappresentato quest'anno al "Festival dei due Mondi", non avrebbe porto essere affidato, nella sua versione cinematografica, ad attori tradizionali. Pierpaolo apprezzava Eduardo De Filippo e lo utilizzò nei "Racconti di Canterbury" come doppiatore, con lo stesso Eduardo avremmo dovuto realizzare "I Re Magi Randagi" che poi, a causa della morte di Pierpaolo, non fu mai rappresentato.

Pasolini fece anche il "miracolo" di trasformare Totò in un attore "serio"
Pasolini aveva il suo stile cosi come Totò, che fu compreso ed accettato come attore dopo la realizzazione di "Uccelllacci ed Uccellini" film che partecipò al festival di Cannes, dove Totò fu premiato come miglior attore. Il grande comico napoletano avrebbe voluto realizzare film di qualità ed in Pasolini trovò da questo punto di vista un valido interlocutore.

In "Uccellacci e Uccellini" con Totò non recitavate ed era tutto molto naturale
Sì, devo dire che lavorare con lui fu in alcune occasioni divertimento puro, basti pensare che in "Uccellacci edUccelini" alcune scene furono lasciate così come erano, perchè il "ritoccarle" con il montaggio o con il doppiaggio avrebbe tolto loro la spontaneità. Anche ne "Il Vantone" cerco di avere, dal punto di vista della recitazione, questo tipo di approccio: spontaneo e diretto.

Giancarlo Bastianelli


Rassegna "Pasolini 40 anni dopo"

Incontro con Ninetto Davoli prima della proiezione del film Uccellacci e Uccellini. Ricordando Pasolini attraverso i viaggi, gli aneddoti, le opere.

Ripresa e montaggio video a cura di Irene Centauro


Le opere


Riferimenti e bibliografie:

"Totò" (Orio Caldiron) - Gremese , 1983
www.tgcom24.mediaset.it