TOTÓ CERCA MOGLIE

1950



Incasso lire 296.700.000 - Spettatori 2.852.885

Detti & contraddetti

  • L'aria condizionata è un prodotto della civiltà, ma io mica mi posso prendere una polmonite civile.
  • Signora, sono a sua completa disposizione, corpo, anima e frattaglie.
  • Vado soggetto ad amnistie cerebrali.
  • Io sposare una come me? Brutta e racchia, allora? No, non se ne fa niente, meglio una delle mie condizioni, con la condizionale.
  • Sprizzo salute da tutti i pori, sono uno sprizzatoio.
  • Vorrei una moglie, possibilmente di prima mano.
  • Da un occhio ci vedo male, sono preside.
  • Il matrimonio non m'interessa, voglio restare nubile. Lo so, si dice celibe; ma tanto, nubile o celibe, sempre scapolo è.
  • Le salsicce viennesi, sì, mi piacciono. Si deglutiscono con maggiore facilità di quelle di Norcia, a patto che non siano sigari toscani.
  • Queste ostriche puzzano. Dite che sono venute da Taranto? Allora sono venute a piedi, facendo una puntatina a Gorgonzola.
  • Comunque, che puzzino o no, per me fa lo stesso.
  • Sono un uomo virtualmente virtuoso, morigerato etcetera.
  • Una ragazza con gli occhi a mandorla, la bocca a ciliegia e le guance di pesca. Non sarà mica un'ortolana? Mah, purché non abbia il naso a patata e la testa a pera.

Totò

Scheda del film

Titolo originale Totò cerca moglie
Paese Italia - Anno 1950 - Durata 76 min- B/N - Audio sonoro - Genere Comico - Regia Carlo Ludovico Bragaglia - Soggetto Vittorio Metz, Age (Agenore Incocci), Furio Scarpelli, Sandro Continenza - Sceneggiatura Vittorio Metz, Age, Furio Scarpelli, Sandro Continenza - Produttore Forum Film, Roma - Fotografia Mario Albertelli - Montaggio Roberto Cinquini - Musiche Amedeo Escobar - Scenografia Alberto Boccianti


Totò: Totò - Mario Castellani: Castelluccio - Aroldo Tieri: Pippo - Ave Ninchi: zia Agata - Elvy Lissiak: Teresa - Anna Maestri: la donna di colore - Luigi Pavese: cavalier Bellavista - Marcella Rovena: la signora Bellavista - Enzo Garinei: Severino Bellavista - Vira Silenti: Matilde Bellavista - Zoe Incrocci: Norina, la cameriera dei Bellavista - Marisa Merlini: Luisa, la modella - Paul Muller: Zeta 15, lo zoppo - Nerio Bernardi: il dentista - Bruno Cantalamessa: cliente del dentista - Giovanna Galletti: l'agente K 8 - Nino Marchesini: l'ambasciatore - Maria Laura Rocca: la moglie dell'ambasciatore - Mario Meniconi: Giuseppe - Annie Sommers: Adelina - Franca Tamantini: l'impiegata dell'agenzia Fido - Vittorio Tosti


Soggetto, Critica & Curiosità

1950-toto-cerca-moglieSoggetto

1950. La zia Agata, che vive in Australia, ha una pupilla, Adelina, che intende far sposare con suo nipote Totò, per questo in una lettera acclude una fotografia della ragazza. Quando la apre, però, Totò si trova davanti a una sorpresa. La foto è quella di una donna di colore dai capelli crespi. Totò freme e corre a chiedere consiglio all'amico Castelluccio, che gli suggerisce di sposarsi immediatamente, prima dell'arrivo di questa fantomatica Adelina. Totò allora si mette alla ricerca di una moglie.


Critica e curiosità

Gli autori in 12 giorni scrivono la sceneggiatura e il regista ne impiega altri 28 per girare il film. Carlo Ponti, il produttore di "Totò cerca casa" cita in giudizio la Forum Film e li diffida dall'usare il titolo prescelto, ma alla fine il tribunale dà ragione ai produttori di Bragaglia. Indimenticabile la scena in cui Totò va a trovare la famiglia Bellavista e per mettersi al loro livello si mette un paio di occhiali che non gli permettono di vedere nulla in un susseguirsi di equivoci e disastri. Curioso il finale del film quando Totò e la futura moglie inseguiti si rifugiano al Teatro Sistina dove stanno proiettando proprio "Totò cerca moglie" e i due entrano per vedere come va a finire.
Indimenticabile la scena in cui Totò va a trovare la famiglia Bellavista: l'intera famiglia non vede ad un palmo dal naso, così per mettersi al loro livello, indossa un paio di occhiali che non gli permettono di vedere nulla, in un susseguirsi di equivoci e disastri.
Sul finire il film adotta una tecnica, rara nel cinema autoreferenziale. Totò e Adelina in fuga si rifugiano nell'allora nuovissimo Palazzo Sistina costruito da poco dove si proietta il film medesimo. Accortisi della locandina entrano in sala a vedere il finale e conoscere le sorti della loro storia d'amore.
In questo film Ave Ninchi interpreta la parte della zia di Totò, benché nella realtà fosse di ben 17 anni più giovane del grande comico napoletano.
E' diretto da Carlo Ludovico Bragaglia, regista con cui il Principe della risata lavora in diverse occasioni. Bragaglia esordisce nel 1933 con "O la borsa o la vita", lavora in sessanta film, di cui l'ultimo "I Quattro Moschettieri", nel 1963.

 

«[...] Comunque stiano le cose, dobbiamo riconoscere, almeno a giudicare dalle risate che hanno punteggiato la proiezione del film, e in qualche momento persino impedito la comprensione delle battute, che la grossa farsa, la quale riporta al cinema comico di Cretinetti, "funziona''. Alcune trovate della sceneggiatura non sono da buttar via e il tutto scorre vertiginosamente fino all'ultima inquadratura per il sollazzo di un pubblico che non guarda troppo per il sottile [...]»

Gaetano Garantirti, «La Voce Repubblicana», Roma, 17 marzo 1950

«[...] Abbiamo ascoltato i commenti di alcuni giovani che da principio si sbellicavano dalle risa e poi, alla fine, evidentemente delusi, riassumevano le loro impressioni così: Totò le trovate le ha, ma gli manca un regista. Negli ultimi film si tratta solo di variazioni sulle stesse battute. Siamo dunque ai primi segni di stanchezza del pubblico? Totò è bravo, ma è sempre lo stesso. Discrete le partiane di fianco, e meno male che non abbiamo le parolacce e poche frasi a doppio senso.»

Carlo Trabucco, «II Popolo», Roma, 16 marzo, 1950

Castelluccio: Io non capisco che razza di arte è la tua: astrattista, futurista, esistenzialista?
Totò: La mia arte è assenteista, cioè vale a dire: nelle mie opere manca sempre qualche cosa... Vedi questa?
Castelluccio: Cos'è? Un cippo funerario?
Totò: Profano! Questa è una Madre con il bambino che piange.
Castelluccio: E dov'è la madre?
Totò: La madre è uscita: ecco perché il bambino piange.
Castelluccio Sì, va be', ma io non vedo neanche il bambino.
Totò: Ma il bambino è sciocco: è corso dietro alla madre.


Così la stampa dell'epoca


 

NULLA OSTA CENSURA


LE INCONGRUENZE

 

  1. Nella scena in cui Totò è inseguito per le scale dal boomerang della zia si vede il filo che tira su l'oggetto.
  2. Quando Totò si trova sull'altissima sedia da barbiere, scende utilizzando la levetta apposita, ma i suoi movimenti non corrispondono a quelli della sedia: all'inizio muove freneticamente la levetta, e la sedia non si muove; poi inizia a muoversi e dopo un po' Totò lascia la levetta, e la sedia continua a scendere; poi ancora muove la levetta e la sedia continua a scendere. In pratica, Totò muove a caso la levetta della discesa, mentre qualcuno della troupe lo faceva scendere realmente.
  3. Quando Totò inchioda al muro il boomerang dispettoso, i suoni non corrispondono ai colpi di martello: i suoni sono uno in più.
  4. Nella sequenza dal dentista, Totò tenta di sfuggire al dottore tirando su la poltrona con una leva sulla destra. Ogni tanto, però, smette di muovere la leva per simulare la sua stanchezza, ma la poltrona continua a salire su senza che alcuno apparentemente la tocchi!
  5. Quando arriva il paziente del dentista, che scambia Totò per il dottore, è evidentissimo il rigonfiamento finto della sua faccia: si vede nettamente lo stacco tra la guancia vera e quella posticcia.

www.bloopers.it

Le Locandine


LA VIDEOTECA

1950-Toto cerca moglie 1950-Toto cerca moglie

Durata: 00:01:27