QUESTA È LA VITA

1954

(Episodio: La Patente)

Incasso lire 226.274.000 - Spettatori 2.283.185



Detti & contraddetti

Voglio la mia patente, di iettatore. Con tanto di bollo: legale! "Iettatore patentato dal Regio Tribunale"...

Una ragazza con una buona dote trova anche se il padre è uno jettatore

Mi vesto a lutto perché sono morto: mi hanno assassinato, spargendo la voce che sono uno jettatore.

Rosario Chiarchiaro

Scheda del film

Titolo originale Questa è la vita
Paese Italia - Anno 1954 - Durata 92 min - B/N - Audio sonoro - Genere commedia - Regia Aldo Fabrizi, Giorgio Pàstina, Mario Soldati, Luigi Zampa - Produttore Felice Zappulla per Fortunia Film - Distribuzione (Italia) Titanus - Fotografia Giuseppe La Torre - Montaggio Eraldo Da Roma - Musiche Carlo Innocenzi, Armando Trovajoli - Scenografia Peppino Piccolo, Salvatore Prinzi


Totò: Rosario Chiarchiaro - Armenia Balducci: Rosinella Chiarchiaro - Mario Castellani: giudice istruttore D'Andrea - Nino Vingelli: venditore di fuochi artificiali - Anita Durante: la moglie di Rosario - Fiorella Marcon: figlia di Rosario - Isabella Nobili: figlia di Rosario - Attilio Rapisarda: l'usciere - Carlo Giuffré - Lino Crispo - Renato Libassi

Soggetto, Critica & Curiosità

1954-questa-e-la-vitaSoggetto

Rosario Chiarchiaro (Totò) è considerato lo iettatore del piccolo paese in cui vive: la cosa impedisce all'uomo e alla sua famiglia di vivere serenamente, e inizialmente Rosario pensa di denunciare i compaesani che mettono in giro questa voce. In seguito, però, ritira la denuncia e anzi pensa di farsi dare una vera e propria patente di iettatore, in modo che le persone a cui si avvicina debbano pagarlo per farlo allontanare e neutralizzare così i suoi influssi. Il progetto viene accettato e Rosario detta alla propria figlia, in lacrime per la vergogna e l'umiliazione, il listino dei prezzi che l'uomo chiede per allontanarsi da situazioni a rischio.

Totò era molto superstizioso e aveva lui stesso una gran paura degli iettatori; accettò di girare l'episodio - fra l'altro considerato uno dei più alti esiti della sua carriera cinematografica - e di vestirsi da iettatore (totalmente di nero, con occhiali neri e bastone con un pomo simile a un gufo) solo dopo aver provveduto a dotarsi di un buon numero di amuleti e di portafortuna.


Critica e curiosità


La pellicola racconta quattro episodi tratti dalle novelle pirandeliane: La giara, Il ventaglino, La patente e Marsina stretta. La pellicola è presentata dall'attore e doppiatore Emilio Cigoli, situato in sala doppiaggio; egli spiega il senso dei quattro episodi.
L'episodio interpretato da Totò è della durata di circa 15 minuti. Pare che anche in questo film la censura abbia messo lo zampino nella scena finale in cui Totò ottenuta dal tribunale la patente di jettatore alza il pugno in direzione del paese e grida :"Ed ora a noi due!", ma su questa inquadratura una voce fuori campo commenta: "Ma la lotta col paese non ci sarà perchè anche per Rosario Chiarchiaro la vita tornerà a sorridere, con e senza patente".

«[...] La patente è la biografia dì uno jettatore [...] L'episodio ondeggia fra il grottesco e la consueta perizia facciale di Totò [...]»


Tuttio Ceciarelli, «II Lavoro Nuovo», Genova, 4 febbraio 1954.
 
«[...] La patente trasforma in commediola e talvolta in farsa una stridente situa/ione drammatica, ma Totò è efficace[...]»
 

Mario Cromo, «La Nuova Stampa», Torino, 13 febbraio 1954.



Documento revisione censura n.15863 del 22 gennaio 1954


Così la stampa dell'epoca

 


LE INCONGRUENZE 

  1. Film in quattro episodi. Primo episodio "La giara": dal minuto 0.19.00 al minuto 0.22.05 circa, la legatura della corda che tiene la giara, in diverse inquadrature, varia di posizione.
  2. Film in quattro episodi. Terzo episodio "La patente": al minuto 0.48.40 circa, Rosario Chiarchiaro (Totò) invita il venditore di minutaglie (Nino Vingelli) ad entrare in bottega. Il venditore appena prima di entrare lascia ad una signora degli scopini ma appena dentro la bottega nella mano destra regge gli scopini (che è anche mancante dello scopino che pende).
  3. Film in quattro episodi. Quarto episodio "Marsina stretta": a circa 1.01.34 il professore Fabio Gori (Aldo Fabrizi) nel misurarsi i pantaloni cade. Nel prendere dal comò la vestaglia per coprirsi cade la foto ...il vetro si rompe e la foto esce dalla cornice. Il colonnello Alonzo (Luigi Pavese) prende la foto ... la foto che è nella cornice.

www.bloopers.it

Le location del film, ieri e oggi

logodavi
Tutte le immagini e i testi presenti qui di seguito ci sono stati gentilmente concessi a titolo gratuito dal sito www.davinotti.com e sono presenti a questo indirizzo
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EPISODIO "LA PATENTE" (con Totò)
 
L'episodio è stato girato tutto in Piazza del Pebliscito a Nemi (Roma). 
Totò è accusato dagli abitanti di essere uno jettatore, così, dopo aver parlato col giudice per avere la patente, esce di casa, vestito di nero, occhiali scuri per farsi vedere dagli stessi abitanti raccomandando a tutti di testimoniare che lui è davvero uno jettatore altrimenti saranno guai. 
L'episodio comincia con Totò in casa, poi va a trovare il giudice (sempre senza esterni), entra in paese, esce dal vicolo a fianco al bar (che vedete qui sotto).
Qui Totò entra in paese dopo aver parlato col giudice perchè vuole la patente da jettatore. Siamo a Nemi (Roma), in piazza del Plebiscito: gli esterni sono stati girati tutti lì.
   
  

Poco dopo, sempre lì, incontra l'ex fidanzato della figlia con cui ha una discussione

Le Locandine


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