RACCONTI ROMANI

1955



Incasso lire 755.198.000 - Spettatori 5.172.589

Scheda del film

Titolo originale Racconti romani
Paese Italia - Anno 1955 - Durata 110 min - Colore - Audio sonoro - Rapporto 2.35 : 1 - Genere commedia - Regia Gianni Franciolini - Soggetto Alberto Moravia, Sergio Amidei - Sceneggiatura Sergio Amidei, Age & Scarpelli, Alberto Moravia, Francesco Rosi - Produttore Niccolò Theodoli per I.C.S. - Distribuzione(Italia) Diana Cinematografica - Fotografia Mario Montuori - Montaggio Adriana Novelli - Musiche Mario Nascimbene - Scenografia Aldo Tomassini - Costumi Beni Montresor


Totò: professor Semprini - Vittorio De Sica: avvocato Mazzoni Baralla - Silvana Pampanini: Maria - Franco Fabrizi: Alvaro Latini - Antonio Cifariello: Otello - Maurizio Arena: Mario - Sergio Raimondi: Valerio Zerboni - Nando Bruno: Amilcare - Mario Riva: cameriere - Aldo Giuffrè: avvocato - Mario Carotenuto: il commendatore - Eloisa Cianni: Iris - Giovanna Ralli: Marcella - Maria Pia Casilio: Annita - Turi Pandolfini: un cliente del barbiere - Anita Durante: madre di Alvaro - Gisella Monaldi: madre di Marcella - Ciccio Barbi: primo poliziotto allo stadio - Elio Crovetto: secondo poliziotto allo stadio - Dino Curcio: il barbiere cognato di Spartaco

Soggetto, Critica & Curiosità

1954-racconti-romaniSoggetto

Quattro giovani romani, Otello, Mario, Spartaco e Alvaro si incontrano dopo che quest'ultimo viene rilasciato dalla prigione. Vedendo che Alvaro lavora in proprio e fa buoni guadagni, gli altri 3 decidono di imitarlo e si interessano all'acquisto di un camioncino a rate. Ma non avendo denaro sufficiente per l'anticipo e la prima rata, e lavorando rispettivamente come cameriere, aiuto barbiere e garzone di pescheria, ricorrono a vari espedienti escogitati da Alvaro per far quattrini in fretta.

Prima provano a fare bagarinaggio ad una partita della Nazionale Italiana, ma vengono scoperti dai poliziotti che sequestrano loro tutti i biglietti. Poi, con l'aiuto di uno scrittore in bolletta, tentano di imbrogliare un avvocato, ma vengono preceduti nella truffa proprio dallo scrittore a cui si erano rivolti.
Provano quindi a spacciare delle banconote false, ma nemmeno questa trovata riesce. Infine si fingono guardie della buoncostume per poter multare le coppiette colte in atteggiamenti intimi a Villa Borghese, ma vengono scoperti e arrestati: tutti tranne Alvaro, che riesce a fuggire. I suoi compagni, dopo la lezione imparata con una notte in cella, decidono di "scaricare" finalmente il loro cattivo maestro e ritornano ai loro vecchi lavori.

Critica e curiosità

Nel film Totò è presente solo in alcune scene. Il film riceve il premio "David di Donatello"1956 per il miglior regista (Gianni Franciolini) e la miglior produzione (GIanni Theodoli).
La sceneggiatura è ispirata all'omonima opera di Alberto Moravia.


Scriveva Luigi Chiarini:

«[..] De Sica e Totò , con le loro scene costituiscono quasi un numero a parte e lo fanno con piacevole condiscendenza . Totò vi ripete la divertente trovatra del "babbo" costruendovi su , come Paganini , numerose variazioni [..]»

«Era fatale, inevitabile che il cinema s'imbattesse nei racconti, centinaia, che Roma ha suggerito ad Alberto Moravia. Non esito a paragonare questa materia a un giacimento di petrolio cinematografico: il film di Gianni Franciolini Racconti romani lo ha raggiunto con una facile sonda, è il fatidico pozzo numero uno della prevedibile Kansas City o Baku specifica, nella quale regista e produttori nostri si avvicenderanno infaticabilmente, potete giurarci, con le loro dannate, magiche trivelle. [...]»

di Giuseppe Marotta


Così la stampa dell'epoca

 

1955 12 17 Settimana Incom mini

Le location del film, ieri e oggi

logodavi
Tutte le immagini e i testi presenti qui di seguito ci sono stati gentilmente concessi a titolo gratuito dal sito www.davinotti.com e sono presenti a questo indirizzo
 1955 Racconti romani 01  
  La trattoria dove lavora Mario (Maurizio Arena), dove la cassiera è la sua fidanzata nonché figlia del titolare, è in via del Banco di Santo Spirito a Roma.
   
  La stradina dove Otello (Antonio Cifariello) chiede un prestito di 25.000 lire alla sua fidanzata Marcella (Giovanna Ralli) per un nuovo progetto di lavoro (visto il rifiuto della donna il dialogo terminerà tra ingiurie e offese) è via del Velabro a Roma. Sulla destra del l'Arco di Giano e sullo sfondo la chiesa San Giorgio al Velabro. La stesa stradina la vedremo in Dolci inganni.
   
  La casa dell'avvocato Mazzoni Baralla (Vittorio De Sica) vittima della truffa da parte del professor Semprini (Totò), rubando l'idea ad Alvaro (Franco Fabrizi) e i suoi amici è, come suggeriva B. Legnani e precisava Allan, Villa Torlonia al Gianicolo in Via Giuseppe Garibaldi a Roma
   
  
  L'officina dove Alvaro (Franco Fabrizi) troverà un lavoro onesto è in Piazzale Ostiense a Roma. Questo ciò che si vede dietro. Quindi, osservando il controcampo nel terzo fotogramma, possiamo dire che l'officina era sistemata al tempo dietro all'edicola che si vede oggi
   
  Il laghetto (qui invisibile) davanti al quale Alvaro (Franco Fabrizi) e i suoi amici provano a spacciarsi per guardie cercando di beccare qualche adultero è nel Giardino di Villa Borghese a Roma. Qui sullo sfondo il solito tempietto di Esculapio
   

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