I TARTASSATI

1959



Incasso lire 392.776.000 - Spettatori: 2.414.706

Detti & contraddetti

  • Ognuno ha la faccia che ha, ma qualche volta si esagera.
  • Siccome soffro di raffreddori, la mattina mi inalo.
  • In Italia c'è peluria di ragionieri, ma per chi vuole sempre ragionare, il ragioniere è necessario.
  • Che nobiltà! Che parole evelate!
  • Hai le mani pulite? Allora fammi una cortesia, spegnimi la luce.
  • Vada come vada, la vita costa e il rischio è tutto mio.
  • A proposito di carne in scatola: qui c'è un morto, e i morti si pagano, almeno con vent'anni di galera.
  • Ognuno ha la faccia che ha, ma qualche volta si esagera.
  • Quando incontro la tributaria, mi si chiude la bocca dello stomaco.
  • Chi va a caccia di lupi è un luparo.
  • "Giulietto e Romera", il capolavoro di Scic e Spirre.
  • Siete uno scrittore, lo so: avete tutti i sintomi del trammaturco. Giulietta e Romeo non potevano sposarsi per colpa delle loro famiglie: i Cappelletti e gli Agnolotti.
  • Io ho quel che ho rubato.
  • Quindici milioni ti fanno schifo, ti puzzano?
  • Ti chiami Michele? Non mi piace, ti chiamerò Michel.
  • Un salumiere assassino: la sua merce è epidermica. Un matricida: che uomo! Che grande bontà! Colpì la madre con ventisette pugnalate, tutte mortali, era un uomo estroso, pieno d'ingegno. Tipi come lui non ne nascono più.
  • Un condannato alla ghigliottina. Buona morte! Un condannato che ha ucciso la suocera: un eroe nazionale.
  • Lei è un ignorante! In materia fiscale!
  • Per fare un sondaggio, ci vorrebbe, prima di tutto, una sonda.
  • Per favore, portami un trinc. Quale trinc? Ma un trinchete tranchete!
  • Prendo tre caffè alla volta per risparmiare due mance.

Cavalier Torquato Pezzella

Scheda del Film

Titolo originale I tartassati
Paese Italia - Anno 1959 - Durata 105 min - B/N - Audio sonoro - Genere commedia/comico - Regia Steno - Soggetto Aldo Fabrizi, Roberto Gianviti,Ruggero Maccari, Vittorio Metz e Steno - Sceneggiatura Aldo Fabrizi, Roberto Gianviti,Ruggero Maccari, Vittorio Metz e Steno - Produttore Mario Cecchi Gori - Fotografia Marco Scarpelli - Montaggio Eraldo Da Roma - Musiche Piero Piccioni - Scenografia Giorgio Giovannini


Totò: cavalier Torquato Pezzella - Aldo Fabrizi: maresciallo Fabio Topponi - Ciccio Barbi: brigadiere Bardi - Miranda Campa: signora Topponi - Anna Campori: signora Pezzella - Cathia Caro: Laura Topponi - Louis de Funès: Ettore Curto - Luciano Marin: Agostino Pezzella - Piera Arico: commessa - Elena Fabrizi: infermiera dell'ospedale - Cesare Fantoni: don Ignazio - Ignazio Leone: guardia forestale - Anna Maria Bottini: Mara Topponi - Fernand Sardou: Ernesto, marito di Mara - Nando Bruno: ubriaco sul ponte - Salvo Libassi: cliente di Ettore Curto - Luciano Bonanni: cliente effeminato - Lamberto Antinori: cameriere del bar - Mariano Laurenti : cliente del bar occhialuto - Mario Meniconi: facchino - Mario Cecchi Gori: passante

Soggetto, Critica & Curiosità

1959-i-tartassati5Soggetto

Il cavalier Pezzella (Totò) possiede e gestisce un lussuoso negozio di abbigliamento molto ben avviato. Per sua natura però non ama e non ritiene giusto pagare le tasse e per questo si avvale di un consulente fiscale (Louis De Funes, doppiato da Lauro Gazzolo) per riuscire ad evaderle con maggiore tranquillità. Purtroppo per il cavalier Pezzella la Guardia di Finanza decide di inviare un'ispezione, nella persona del maresciallo Topponi (Aldo Fabrizi) e del brigadiere Bardi. Iniziano così i tentativi di Pezzella (guidati dai consigli del disonesto e poco capace consulente fiscale) di entrare nelle grazie dell'inossidabile maresciallo fino a cercare di corromperlo, talvolta anche dichiarandolo apertamente con eccessiva dose di servilismo. I goffi tentativi daranno non pochi grattacapi al maresciallo, a causa dell'invadenza e della cialtroneria di Pezzella e quindi si ritorceranno contro chi li aveva orditi. Topponi stende, infine, il suo rapporto di indagine fiscale che condannerebbe Pezzella al pagamento di un'enorme multa. Non ancora sconfitto, il cavalier Pezzella decide un gesto estremo, e adotta uno stratagemma per rubare la borsa del maresciallo con il rapporto. Ma alla fine, vinto forse dalla pietà per i guai che il Maresciallo avrebbe avuto a causa della borsa sparita, e su consiglio di un prete, il Pezzella fa ricomparire la borsa e la riconsegna. Il maresciallo ed il cavaliere si ritrovano così dopo tante peripezie amici e persino consuoceri: infatti i maldestri tentativi compiuti da Pezzella su Topponi avevano permesso al figlio del commerciante di conoscere la figlia del Maresciallo.

Critica & Curiosità

Ottima interpretazione del duo Totò - Fabrizi; il ruolo di Funes, imposto dalla partecipazione francese al film, risulta marginale. Tra le scene più divertenti quelle della battuta di caccia, e i repentini voltafaccia politici del Pezzella cercando di assecondare il maresciallo Topponi.

Ritorna il tema della “guardia” Fabrizi e del “ladro” Totò già sperimentato nel 1951. Ma a differenza di quanto succede in “Guardie e ladri” dove il ladro è in qualche modo “moralmente giustificato” dalla sua povertà per i suoi furti, qui Totò è ricco e ruba per avidità. Questo rende tutto il film più leggero rispetto al precedente e più propriamente comico. Sullo sfondo la vicenda dei due rispettivi figli che si conoscono e si innamorano e fungono da parziali deus-ex machina della vicenda, danno a questo film i contorni di una intrepretazione corale, dove gli attori secondari non sfigurano.
La coppia dei protagonisti si dimostra in gran forma ed un Fabrizi burbero, incorruttibile, ma alla fine buono e perfetto per controbilanciare sull’altro piatto della bilancia un Totò infingardo, falso e disonesto (ma che alla fine pare pentirsi). La coppia più collaudata (Totò – Peppino) sarebbe stata in questo caso probabilmente meno adatta ai due ruoli principali.
Di questo film esiste anche una versione francese sotto il titolo di "Fripouillard et Cie". Il montaggio è piuttosto diverso. Nel complesso il film è molto più corto. I tagli tendono a diminuire l'importanza di Fabrizi, mentre quella di De Funes aumenta grazie a delle scene non incluse nella versione italiana, in particolare grazie ad una sequenza in cui De Funes finisce in carcere dopo essere stato scambiato per bracconiere. Tuttavia, anche nella versione francese, il ruolo di De Funes resta marginale.


 

00 I tartassati 00013«[...] Il film non manca al suo proposito principale: divertire il pubblico con una commedia buffa, ispirata al tema sempre attuale delle tasse [...] Il ricorso a due comici di grosso calibro, Totò e Aldo Fabrizi, ha assicurato lo spettacolo che, se non sempre fine, scorre però sempre vivace e divertente [...] Il film non manca al suo proposito principale: divertire il pubblico con una commedia buffa, ispirata al tema sempre attuale delle tasse. [...]»

Leo Pestelli, «La Stampa», Torino, 27 aprile 1959

«[..] L'antica lotta fra guardia e ladro (che è una delle chiavi di volta del cinema italiano comico, e non delle più fragili); la schermaglia ormai annosa fra Totò perseguitato e Fabrizi persecutore, viene riporoposta, in questo filmetto di Steno, in chiave fiscale [...] II film ha contenuti decorosi, senza ricorrere alla volgarità che così spesso deturpa soprattutto i nostri film di pretese comiche. Sorretto e salvato dal mestiere antico e furbesco dei due protagonisti, che hanno tanta esperienza da tenere in piedi, da soli, sceneggiatura e regia di dieci opere equivalenti.»

Claudio G Fava, «Corriere Mercantile», Genova, 23 aprile 1959


«Dopo essere stati ladro e guardia in un film che ancora oggi viene ricordato con simpatia, Totò e Fabrizi tornano insieme in una vicenda forse ancora più attuale.[..] Sulla linea di un dialogo particolarmente spassoso, Totò e Aldo Fabrizi hanno dato il meglio delle loro apprezzate doti che, specialmete per quanto riguarda il primo, sembravano un pò offuscate in questi ultimi tempi [..]».

Alberto Albertazzi, 1959

«Il secondo (e ultimo) film di Totò con de Funès è I tartassati di Steno. Il collega francese, imposto dalla Champs Elysées Productions di Parigi, interpreta il ruolo di Ettore Curto, scriteriato commercialista alle dipendenze del cavalier Pezzella (Totò). Il ruolo è comunque marginale: il film è basato sulla contrapposizione tra Totò e Fabrizi, tornati insieme per la prima volta dal tempo di Guardie e ladri. Steno, che di quel film era stato regista con Monicelli, tenta di aggiornarlo in chiave fiscale: il Pezzella, negoziante di tessuti, viene sottoposto ad accertamento fiscale da Fabio Topponi (Fabrizi), irreprensibile maresciallo della Tributaria. [...]»

di Alberto Anile


Così la stampa dell'epoca


 

DIALOGHI

Consulente fiscale: Lei è un ignorante!
Cavalier Torquato Pezzella: In materia fiscale!

Maresciallo Topponi: Questo mi fa pensare all'epoca della buonanima...
Cavalier Pezzella: [Cercando di dimostrarsi delle stesse idee politiche del maresciallo] Ah! Cosa ha detto! Mi ha toccato sul debole... "l'epoca della buonanima". Quelli sì che erano tempi, caro maresciallo! E non tornano più, eh ? Ah no, non tornano più!
Maresciallo Topponi: Quali tempi, scusi?
Cavalier Pezzella: Come quali tempi? Quei tempi lì! Adesso siamo... ma dico siamo uomini o siamo bambini? Abbia pazienza... I tempi che [imitando Benito Mussolini] "italiani"! Eh, Bardi ?
Maresciallo Topponi: Vuole spiegarsi meglio, per cortesia?
Cavalier Pezzella: E come non mi sono spiegato?
Maresciallo Topponi: Lei non ha afferrato.
Cavalier Pezzella: [sulla melodia di "Giovinezza"] Maresciallo, maresciallo...
Maresciallo Topponi: Guardi lei...
Cavalier Pezzella: ...ho afferrato, la la lala!
Maresciallo Topponi: [portandosi un fazzoletto agli occhi] ...lei non ha afferrato.
Cavalier Pezzella: Vabè, non si commuova, su...
Maresciallo Topponi: No, che è? È un po' di congiuntivite.
Cavalier Pezzella: Nostalgico, nostalgico! Me la chiama congiuntivite per tergi e versare!
Maresciallo Topponi: Lei non ha capito.
Cavalier Pezzella: Ho capito benissimo: io la penso come lei, e anche Bardi se non mi sbaglio. A noi, Bardone!
Maresciallo Topponi: Come la pensa lei?
Cavalier Pezzella: Come la pensa lei.
Maresciallo Topponi: Ma io non la penso come lei.
Cavalier Pezzella: E come la pensa allora, scusi? Allora ha cambiato idea?
Maresciallo Topponi: E daje... se mi fa finire, io dicevo: all'epoca della buonanima di mia nonna.
Cavalier Pezzella: Aaaaah... ma allora lei è anti, come me! Io sono anti.
Maresciallo Topponi: Lei prima non ha detto che era anti. Ha detto che era pro.
Cavalier Pezzella: Ho detto pro?
Maresciallo Topponi: Eh già.
Cavalier Pezzella: Mi sarà scappato un pro, ma io sono anti, mi guardi bene, maresciallo, dico stiamo qui...
Maresciallo Topponi: Ma non ha importanza.
Cavalier Pezzella: ...a sottilizzare le parole ! Mi sarà scappato e non me ne sono accorto, abbia pazienza. E poi che diavolo: siamo tutti italiani! Siamo italiani! Abbiamo fatto la guerra! Maresciallo mio! [sulla melodia del brano omonimo] Tuppe-tuppe-marescià! Ta-ta-ta-ta-ta-taà!

 


LE INCONGRUENZE

 

  1. Mentre alle cinque di mattina Aldo Frbrizi si prepara in cucina per andare a caccia, la posizione degli oggetti sul tavolo cambia: in particolare la pompetta dell'olio vicino ai proiettili sparisce all'improvviso e gli occhiali che prima erano poggiati con le lenti sul tavolo e una delle stanghette in alto, al cambio di inquadratura sono coricati con ambo le stanghette aderenti al tavolo.
  2. Mentre Aldo Fabrizi pulisce il fucile gli parte accidentalmente un colpo. Il fucile e' orientato verso il vetro di una finestra ma lo sparo non provoca alcun danno.
  3. All'inizio del film Totò da il resto ad una signora e le dice: "Lei potrebbe vincere una vespa, controlli, signora, cotrolli!" ma si nota benissimo che il doppiaggio è completamente sballato e sconquassato perchè dal labiale di Totò si capisce che le parole non sono quelle.
  4. Durante il viaggio sul sidecar del maresciallo Topponi (Fabrizi), il cavalier Pezzella (Totò) non ha più con sé il suo fucile.
  5. Il fratello del maresciallo Topponi sferra un pugno al figlio del cav. Pezzella colpendolo sul lato destro del viso ma quando questi si reca nel negozio dove lavora la figlia di Toponi ha una vistosa medicazione sul lato sinistro del viso
  6. Totò parla a suo figlio che ha scoperto l'inghippo della valigia con gli accertamenti: La scena è in presa diretta, ma improvvisamente il sonoro cambia, la voce è sempre quella di Totò ma si nota che c'è stata una sovrapposizione della sua voce stessa al doppiaggio, evidentemente per correggere eventuali allusioni alla politica
  7. Nel finale totò prima di firmare il verbale dice che non può perche' si e rotto l'arto inferiore destro. Ma lui si e rotto il braccio quindi superiore destro
  8. Quando la parente del maresciallo va a fare acquisti nel negozio del cavalier Pezzella avendo ricevuto un volantino con lo sconto del 75%, il maresciallo dice che la signora è la moglie del cugino, quindi un altro Topponi. Quando Laura (figlia del maresciallo) va a bussare proprio a casa di questi si legge sulla targa della porta M.Topponi. Ma dopo la zia chiama il marito Ernesto, quindi sulla porta dovrebbe esserci scritto E.Topponi.

www.bloopers.it

Immagini dal set




Le location del film, ieri e oggi

logodavi
Tutte le immagini e i testi presenti qui di seguito ci sono stati gentilmente concessi a titolo gratuito dal sito www.davinotti.com e sono presenti a questo indirizzo.
 1959-Tartassati 01  
  La casa del maresciallo Topponi (Fabrizi) è in via Portico d'ottavia a Roma: sta di fronte alla sinagoga. Qui Totò sta aspettando il maresciallo Fabrizi per riconsegnargli la borsa rubata in precedenza
   
  Qui la vediamo meglio la casa di notte, quando il maresciallo esce per andare a caccia
   
  Il negozio "confezioni Pezzella" del Cavalier Pezzella non è in Via Aurelia come si dice nel film ma, come dice Tmodnt, in via Porta Cavalleggeri. Qui siamo di fronte, sta arrivando il maresciallo Fabrizi per il controllo
   
  Ecco il negozio del Cavalier Pezzella (Totò) visto di fronte
   
  Oggi al posto del negozio di tessuti c'è una gelateria (Columbo dice che la gelateria c'è solo da qualche anno. Prima c'era realmente un negozio di vestiti e tessuti, poi ridimensionato). Il civico esatto è fortunatamente visibile anche nel film (altrimenti le porte del palazzo sembran tutte uguali). Giorni fa sono andato nel "negozio di tessuti". Il gestore mi ha detto che l'interno non è quello, ma io ho dei forti dubbi. Probabilmente molte scene, specie negli uffici dove discutono Fabrizi e Totò, sono state girate in studio, ma per me molte scene sono state girate lì, nel vero negozio di tessuti. Perchè altrimenti far vedere Fabrizi dall'interno quando entra? Perché ricostruire la vetrina, il manichino esterno... è vero che la gelateria è molto più piccola di quanto si vede nel film, ma a vedere quando entrano sia Fabrizi che, in seguito, la figlia, sembra proprio lì...
   
  L'ufficio delle tasse dove lavora Topponi (Fabrizi) è in realtà l'anagrafe di Roma e sede del Municipio I in via Petroselli a Roma
   
  L'ospedale dove vengono portati Topponi (Fabrizi) e Pezzella (Totò) malridotti di ritorno dalla partita di caccia (con incidente stradale in sidecar) è l'ospedale San Giovanni in via Amba Aradam a Roma
   
  Il ponte dove Topponi (Fabrizi), disperato per aver perso la borsa coi documenti, incontra nel finale un ubriaco, è il Ponte Sisto (pre-restauri) a Roma
   
  Il negozio di articoli religiosi dove lavora la figlia di Topponi (Fabrizi) e dove il figlio di Pezzella (Totò) va a trovarla (comprandole un cero) è in Piazza della chiesa nuova a Roma. Il negozio era quello che vedete indicato con la lettera C, oggi una banca
   
  Anche il palazzo che sta di fronte ci conferma l'esattezza della location
   
  

La casa del fratello di Topponi (Fabrizi), dove Totò fa spedire un televisore in regalo credendo di aver individuato la casa del vero Topponi (in realtà il commercialista aveva seguito la figlia di Topponi e vedendola entrare lì aveva concluso che fosse la casa del Topponi che cercava) è in piazza Navona 93 a Roma ed è la stessa di Giovanni Doria (Clift) in Stazione Termini

   
  Il bar dove Topponi (Fabrizi) "perderà" la borsa coi documenti grazie a un'abile stratagemma del commercialista (De Funes) di Pezzella (Totò) è un bar sito in Via di Priscilla 93 a Roma (oggi è un ristorante cinese), lo stesso che venne utilizzato in Il segno di Venere. Qui vediamo come siano gli stessi i palazzi sullo sfondo
   Qui da più lontano, per vedere meglio i palazzi in fondo
 
 
Ecco come si presenta oggi

Le Locandine


LA VIDEOTECA

Liliana de Curtis - I tartassati Liliana de Curtis - I tartassati

Durata: 00:00:57

Estratti dalle serie televisive prodotte dalla RAI "Il Pianeta Totò", ideata e condotta da Giancarlo Governi, trasmessa in tre edizioni diverse - riviste e corrette - a partire dal 1988 e "Totò un altro pianeta" speciale in 15 puntate trasmesso nel 1993 su Rai Uno e curato da Giancarlo Governi.