TOTÓ SCEICCO

1950



Incasso lire 484.600.000 - Spettatori 4.659.616

Detti & contraddetti

  • Che ve ne fate della mia pelle? È una pellaccia, un'imitazione...
  • Adiè mori peti sciù, sto partendo per la legione straniera e devo imparare il francese.
  • Avete fatto caso che i ribelli hanno la faccia da cretini?
  • -Coraggio, Antonio, moriamo da forti! - Signor marchese, io preferirei vivere da debole.
  • Morire, morire... Ma guardi che lei s'annoia, sa: tutto il santo giorno sotto terra, sempre le stesse facce da vermiciattoli. Oddio, sì, ci sono i fuochi fatui. Ma soltanto la domenica: gli altri giorni, sempre tappato in cassa. Creda, signor marchese: desista, e non insista. Sarebbe una vita da morte che a lei non confa: non le confa!
  • Hai perso un occhio per la causa? Mi dispiace, ma chi te lo fa fare a perdere tempo con le cause? Vanno sempre per le lunghe e poi gli avvocati costano cari. Non fare il causillo!
  • Guarda Omàr quant'è bello... spira tanto sentimento.
  • Sono stato con una settimana che aveva due lunedì e un sabato che era tutti i giorni domenica.
  • In Oriente alcuni uomini hanno cinquanta mogli e, per fortuna, solo quarantanove suocere. Tra tante mogli un'orfana c'è sempre.
  • Ti chiami Ali? Mortè? No, Babà. Allora salutami a mammà.
  • Siamo in una necropoli? Speriamo di trovare un necropolitano che ci aiuti a uscire.
  • Il sole africano è tremendo: produce colpi d'insolenza.
  • -Ma siamo in una tomba! - Allora siamo morti! -No, questa è una tomba antica! - Allora siamo morti da un pezzo!
  • Vado a soffrire in campagna, è l'unica.
  • È vero, ho rubato per venticinque anni, ma l'ho fatto per alleviare le sofferenze di un orfano, povero, senza casa, senza madre né padre: io.
  • Ho cercato di fermarlo con la forza, c'è stato un vero colluttorio.
  • Gli abitanti del deserto: i desertani.
  • I soldati per fare la guerra non guadagnano niente. Le persone se le paghi non hanno voglia di lavorare, è gratis che se le danno di santa ragione.
  • In guerra sono tutti in pericolo, tranne quelli che hanno voluto la guerra.
  • La guerra non è mai finita, è solo sospesa.
  • Posso intendermi con una principessa di sangue reale perché sono monarchico. Sa com'è, una mano lava l'altra.
  • Sono bello piaciucchio, ho il mio sex appello.
  • Con ventidue mogli mi dovrò fare un letto a ventitré piazze.

Antonio Sapone

  • Come soffro! Come soffro! (La Marchesa)

Scheda del film

Titolo originale Totò sceicco
Paese Italia - Anno 1950 - Durata 93 min - B/N - Audio sonoro - Genere comico - Regia Mario Mattòli - Soggetto Agenore Incrocci, Furio Scarpelli, Marcello Marchesi, Vittorio Metz - Sceneggiatura Agenore Incrocci, Furio Scarpelli,Marcello Marchesi, Vittorio Metz - Fotografia Mario Albertelli - Montaggio Giuliana Attenni - Musiche Armando Fragna (direz. orchestraFelice Montagnini) - Scenografia Piero Filippone


Totò: il maggiordomo Antonio Sapone - Tamara Lees: Antinea, la regina di Atlantide - Laura Gore: Lulù, la canzonettista - Lauretta De Lauri: Fatma, la principessa - Ada Dondini: la marchesa di San Frustone - Aroldo Tieri: Gastone, il marchese - Kiki Urbani: la danzatrice araba - Cesare Polacco: Mohamed - Arnoldo Foà: il matto nel regno di Atlantide - Mario Castellani: Zacarias, il colonnello dei ribelli - Riccardo Billi: l'arabo di Bitonto - Ubaldo Lay: il maggiore della Legione Straniera - Carlo Duse: un beduino - Carlo Croccolo: il cameriere del bar del porto - Ughetto Bertucci: Ludovico, l'autista - Raimondo Vianello: l'ufficiale della Legione Straniera - Aldo Giuffrè: primo legionario - Giacomo Furia: secondo legionario - Toto Mignone: terzo legionario - Pasquale De Filippo: quarto legionario - Eduardo Passarelli: il legionario medico - Franco Jamonte: Alì Babà - Ciro Berardi: il barista - Idolo Tancredi: l'energumeno delle botti - Ubaldo Loria: Battista, un cameriere - Pietro De Vico: l'arabo nella stanza - Paola Bertini: una ragazza araba - Rina Dei: una ragazza araba - Elsa Pavani: una ragazza araba - Tsao Hong Tche: il giapponese mefistofelico

Soggetto, Critica & Curiosità

1950-toto-sceiccoSoggetto

Antonio Sapone è capo maggiordomo della marchesa di San Frustone, obesa, che sfonda una dopo l'altre le sedie soprattutto quando soffre e piange a causa dei dispiaceri che gli procura il figlio, il marchese Gastone. Antonio usa il fischietto per chiamare gli inservienti della nobile casa ed una macchina di sollevamento per issare la marchesa. Quando il marchesino torna a casa è disperato per avere litigato con la fidanzata, la canzonettista Lulù. Decide di suicidarsi, subito dopo di essere sparato da Antonio, ed infine di arruolarsi nella Legione Straniera per non rivedere più Lulù. La marchesa continua a sfondare sedie ed è preoccupata per la sorte del figlio. Chiede ad Antonio di seguirlo e stargli vicino per impedire che commetta sciocchezze. Antonio accetta in cambio di un palazzo. I due, per equivoci, invece di arruolarsi nella Legione Straniera, finiscono nelle file dei ribelli, che scambiano Antonio per il figlio dello sceicco, morto poco prima, e lo nominano a sua volta sceicco. Dopo aver salvato la vita a Gastone - il quale, venuto per catturare lo sceicco, resta molto sorpreso nel riconoscere nel presunto capo dei ribelli il proprio maggiordomo - i due riescono a fuggire, ingannando le sentinelle. Durante il viaggio nel deserto un colpo di sole ha impazzire Gastone, che si convince di aver catturato veramente il figlio dello sceicco. Esposto al pericolo di esser fucilato dai legionari, Antonio viene salvato in extremis da Gastone, fortunosamente rinsavito, il quale per il momento ritrova la sua Lulù.
Catturati di nuovo dai predoni arabi durante un turno di guardia, i due capitano in una misteriosa città sotterranea, l'antica Atlantide, dove regna la reginaAntinea. Ella è tanto bella da indossare una maschera per evitare fatidici innamoramenti. Chi osa vederla in volto infatti, impazzisce e sarà colto dal desiderio irresitibile di baciarla, ma pagherà con la morte il bacio perché le labbra della regina sono avvelenate. Antonio e Gastone incontrano un pazzo che si aggira tra i templi in preda al desiderio di baciare la regina. Poi, catturati vengono condotti dinanzi ad Antinea, che, toltasi la maschera, provoca la follia di Gastone, dimentico di Lulù. Ma alla regina piace Antonio, il quale fa arrestare Gastone per concedersi agli amori della regina. Nel momento che precede il bacio, Antonio scopre che rimarrebbe morto, allora compie la strategia di far chiudere gli occhi alla regina e chiamare a baciarla il pazzo girovago, che non ha esitazione a dare il bacio che lo lascia stecchito. Segue la necessità di fuggire e far ritrovare nuovamente il senno a Gastone, mentre i legionari, che si sono accorti del passaggio segreto che porta ad Atlantide, piombano tutti nel sottosuolo e ingaggiano una zuffa generale con gli abitanti della città sotterranea. Il colonnello dei ribelli, una volta ammirate le splendide ricchezze conservate, impazzisce e con la dinamite fa saltare in aria i tesori dell'inesplorato mondo. Il finale è lietissimo, i fuggiaschi si sono salvati e sono rientrati in Italia. La marchesa di San Frustone è contenta di donare ad Antonio il suo palazzo per ritirarsi in campagna; Gastone, guarito, riabbraccia Lulù davanti alla mamma e nel raduno in salotto a fianco di Antonio ora c'è Antinea. Nella scena finale Gastone allerta Antonio, seduto in divano, di ricordarsi che non dovrà baciare la regina di Atlantide, ma Antonio risponde che ha provveduto a farla vaccinare, e così il bacio chiude il film.

Critica & Curiosità

Il film parodia alcune pellicole popolari all'epoca, Il figlio dello sceicco (1926) con Rodolfo Valentino e L'Atlantide (1948). La prima proiezione pubblica del film avvenne il 30 novembre 1950.
Girato tra il settembre e ottobre del 1950, poco dopo la lavorazione di "Tototarzan", Totò sceicco è probabilmente il punto più alto della collaborazione tra Totòe il regista Mario Mattoli e chiude l'annata cinematografica più laboriosa per l'attore napoletano. I quattro sceneggiatori si ispirano al film muto Il figlio dello sceicco (1926) interpretato da Rodolfo Valentino e al film L'Atlantide (Siren of Atlantis) diretto nel 1948 da Gregg Tallas.
In realtà il progetto originario era leggermente diverso: il primissimo soggetto era intitolato Totò e i dischi volanti, dove il nostro capitava in Arabia per trasmettere un documento segreto con i dati di una pista di lancio di dischi volanti. Questo soggetto verrà in seguito rielaborato per un'avventura a fumetti di Totò pubblicata qualche tempo dopo in una collana a lui dedicata.
La colonna sonora è totalmente basata sul motivo di una canzone composta da Armando Fragna, Lulù del Cabaret, che nel film viene eseguita per due volte, nella scena della taverna e in quella al comando della Legione Straniera. L'attrice britannica Tamara Lees, che interpreta il ruolo della regina Antinea, è anche l'unica attrice doppiata del film, in questo caso da Tina Lattanzi.
Dopo una primissima apparizione in "Tototarzan", dove interpretava un timido fidanzato in treno, Carlo Croccolo fa qui la sua prima apparizione accanto a Totò nel ruolo del cameriere della taverna.
Il deserto del film venne ricreato nella spiaggia di Sabaudia (Latina), mentre la celebre scena dell'innalzamento dell'addolorata marchesa di San Frustone - Ada Dondini - con la carrucola, accompagnata dalla frase tormentone "Come soffro!" è stata ispirata da una rovinosa caduta dalle scale della madre del comico; il suo richiamo di aiuto per rialzarla da terra era stato seguito dalle fragorose risate di un gruppo di ragazzini.

Secondo una testimonianza del regista Mario Mattoli, del film vennero girate alcune sequenze destinate al mercato estero - soprattutto francese - con le odalische a seno nudo. Quelle scene le diresse Mariano Laurenti, poiché Mattoli non se la sentiva. A un certo punto, mentre l'assistente dava ordini alle comparse senza veli, un proiettore della luce, inavvertitamente spinto, cadde sul sedile pieghevole del regista, fortunatamente vuoto. Quelle sequenze, in seguito, nessuno le ha più ritrovate.

Il film ottiene un grandissimo successo di pubblico, in Italia - dove incassò nelle prime visioni circa 483 milioni di lire - e anche in Germania, dove venne distribuito nel settembre 1951, col titolo Toto als Scheich.

Uno tra i pochi a non subìre vicissitudini censorie, contiene gag famosissime e in gran parte improvvisate sul set: la scena della taverna con l'ordinazione di birra e salsicce confusa con la parola d'ordine, la scelta tra una quarantina di mogli e il passaggio delle truppe dei soldati ribelli, la seduzione della principessa Fatma con la frase Guarda Omar quant'è bello... e quella della regina Antinea, le scene nel sottosuolo di Atlantide con il matto che guarda l'orologio in continuazione -Arnoldo Foà - e quelle col gelosissimo marchesino Gastone - Aroldo Tieri - sono state messe in un'ideale antologia dei pezzi di bravura del comico napoletano. La prima proiezione pubblica del film avvenne il 30 novembre 1950.

Il film trae spunti parodistici da almeno tre classici quali “Il Figlio dello Sceicco” con Rodolfo Valentino, “Atlantide” di Tellas, tratto dall’omonimo romanzo di Pierre Benoit, e “Beau Geste” con Gary Cooper.
Il Principe della risata girò nel 1950 ben altri 7 film oltre a Totò Sceicco.
Totò sceicco rappresenta uno dei pochi casi in cui critica e pubblico furono accomunati dallo stesso positivo giudizio su un film dell'attore napoletano.

Dati tecnici
Lunghezza pellicola: 2.604 metri
Iscrizione al P.R.C.: 927
Visto di censura: 8.922 del 21 novembre 1950

Marchese: Coraggio Antonio moriamo da forti. Antonio: Signor marchese io preferirei vivere da debole. Antonio [passando in rassegna la truppa, vestito da sceicco]: Come ti chiami? arabo: Alì Antonio Babà? E la mammà, come sta? arabo: Bene, grazie. Antonio [a un altro arabo con una benda sull'occhio]: Cosa ti è successo? arabo orbo: Ho dato un occhio per la causa! Antonio: Hai fatto male. Lo sanno tutti che le cause costano un occhio... Mohamed: Cerca di essere un po' più duro con questi uomini, ricordati che sei il loro capo. Antonio: Ah si? [passa il dito sul fucile di uno degli arabi] È così che pulisci il fucile, eh? [lo prende a schiaffi] Mohamed: Ma cosa fai?! Antonio: Non lo vedi? Castigat ridendo mores! Ridendo, castigo i mori...

«[...] Ormai con lo sfruttamento cinematografico di Totò siamo ad un punto morto: questo grande mimo non ha trovato la sua strada, le sue apparizioni cinematografiche sì mantengono sulla stessa linea delle sue apparizioni teatrali, puntano cioè sul suo fascino personale, sulla sua travolgente vis comica. Per realizzare un film con Totò basta offrire alla sua fantasìa uno spunto esìlissimo che egli riveste con variazioni di irresistibile efficacia [...] I soggettisti di Totò, anziché cercare di costruire un autentico soggetto comico, sì limitano a suggerire vaghi spunti, presi in prestito dall'avanspettacolo [...]»

Mario Landi, «Film d'oggi», Roma, 13 dicembre 1950.

“Metz, Marchesi, Age e Scarpelli, nello stendere il soggetto e la sceneggiatura di questo Totò sceicco, hanno apparentato la formula 'parodia di opere note' con quella 'comico avventurosa' tipo Bing Crosby-Bob Hope. Sicché hanno preparato un canovaccio, in verità molto ricco di gags, da cui Mattoli ha cavato un film assai dinamico..»

[senza fonte]
 
«Totò sceicco, ultima fatica di Totò e del regista Mattòli, è un film divertente. Soprattutto, al contrario delle pellicole più recenti interpretate da questo attore, si tratta di un film e non di un semplice pretesto per dar modo a Totò di esibirsi durante due ore di spettacolo. E'inutile d'altra parte raccontare la trama o citare le "gags" più divertenti; basti dire che il film riesce a far ridere durante tutta la sua proiezione e che spesso riceve applausi dal pubblico. Totò non ha ancora raggiunto il massimo delle sue capacità, ma ha mostrato che può fare di più e che forse ha trovato la sua strada. Contrariamente al solito, bravi tutti gli altri.»
 
vice da L'Unità 7 dicembre 1950

«Metz, Marchesi, Age e Scarpelli nello stendere il soggetto e la sceneggiatura di questo Totò sceicco hanno apparentato la formula "parodia di opere note" con quella "comico-avventurosa" tipo Bing Crosby-Bob Hope. Sicché hanno preparato un canovaccio in verità molto ricco di "gags", da cui Mattoli ha cavato un film assai dinami- co... [...] A parte la novità del soggetto - novità non sorretta purtroppo da un'adeguata fantasia - il film appare piuttosto desueto per l'impegno dei mezzi veramente rilevante; grandi e numerose costruzioni, ricchezza di ambienti, impiego di abbondanti masse di generici, insomma il film è stato realizzato con un notevole impegno produttivo ed è un peccato che a questa serietà industriale non abbia corrisposto l'estro inventivo dei soggettisti, che nell'episodica spicciola, si sono accontentati di ripetere moduli meccanici e tradizionali, ricorrendo persino a battute fulminanti come questa: "Ali... mortè?" - "No, Ali Babà - Come sta mammà?" - "Non c'è male" - "Salutala per me", [...] Toto [dà] prova del suo spirito estemporaneo [...]»
 
Caran. (Gaetano Carancíni), La Voce Repubblicana, Roma, 8 dicembre 1950

«Il titolo allude alla parodia del film di Rodolfo Valentino Il figlio dello sceicco, ma la vicenda punta più esplicitamente sulle pellicole ambientate tra la Legione Straniera e sull'elemento fantastico delle civiltà scomparse (Siren of Atlantis di Gregg Tallas, del 1949, è il referente più vicino). Brillantemente interpretato da un grandissimo Totò e da una schiera di impareggiabili comprimari, il film è un'antologia di battute memorabili e di momenti comici irrestibili, non privi di anarchica ironia contro gli "ismi" (il militarismo, il mammismo, il gallismo) che imperavano nella mentalità e nel costume italiano di quegli anni.»

Fantafilm



Così la stampa dell'epoca

LE INCONGRUENZE

  1. Il marchesino dando dei pugni al petto del maggiordomo, fa un buco alla bombetta di Totò, che in un paio di scene successive torna completamente integra.
  2. Nella scena in cui Totò viene estratto dal barile e anche in quella in cui viene "allungato", si vede chiaramente che Totò in realtà è un pupazzo.
  3. Nella scena in cui la sorella dello sceicco irrompe nell'harem facendo cessare il balletto di seduzione delle mogli, Totò abbracciando la donna esclama "Assaggiami! Assaggiami, e diventeremo amici!". La battuta è doppiata, sia perché è evidente lo sfasamento col labiale, sia perché il secondo "Assaggiami!" sembra una riproduzione del primo: lo si nota facendo caso al tono e alla espressione, praticamente identici.
  4. Quando la marchesa va nella camera di suo figlio e Antonio gli dice che non c'è lei si siede su di una sedia mandandola in pezzi, viene inquadrata e si nota che lo scialle è scivolato dalla spalla destra. Alla successiva inquadratura lo scialle è di nuovo a posto su entrambe le spalle.
  5. Totò finge di torturare Gastone il quale con una lampada a olio, delle sagome di carta ed un grammofono crea l’effetto di ombre che si inseguono. A parte il fatto che con quegli strumenti non sarebbe mai stato possibile creare un effetto cosi definito delle ombre in ogni caso si vede benissimo che le ombre muovono le gambe inseguendosi e tutte le volte che passano davanti all’ingresso della tenda hanno posizioni del corpo e distanze differenti tradendo il fatto che si tratta di comparse che si inseguono realmente alla luce di un faro.
  6. I poveri Totò e Aroldo Tieri sono sepolti nella sabbia fino al collo ed i predoni del deserto al galoppo gli scagliano le loro lance. Si vede bene la differenze di posizione delle lance scagliate realmente dai predoni a due sagome con cappello da legionario rispetto ai primi piani delle vere teste di Totò e Tieri.
  7. Totò e Aroldo Tieri, appena catturati, sono al cospetto della regina Antinea (Tamara Lees) che cela sempre il volto in presenza di uomini. Antinea decide di mostrare loro il volto e tra i due sceglie Totò, gli dice di amarlo e che sarà il futuro re di Atlantide. Totò subito entrato nella parte del sovrano chiama gli armigeri (che lo avevano appena catturato) i quali entrano nella sala costringendo la regina a coprirsi il volto. E’ possibile che in una situazione del genere, sebbene fosse consuetudine per la sovrana, della guardie che non avevano sentito le parole della regina potessero entrare nella sala chiamate da un prigioniero che avevano appena catturato?

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Analisi

Scene memorabili del Film Totò Sceicco

Il vero padrone di casa

Una delle primissime scene sottolinea l'importanza e l'influenza di Antonio. Per la reverenza del personale domestico, si potrebbe ritenere che Antonio sia il padrone di casa; invece è semplicemente il maggiordomo. Non è necessario essere un capo-guerriero come Totò sceicco per ricoprire un ruolo di potere (da "caporale").

Rassegna del personale domestico

Il maggiordomo Antonio, in questa scena, prima dell'inizio dell'avventura che lo porterà a diventare Totò Sceicco, passa in rassegna l'intero corpo del personale domestico; questa scena è simile, per certi versi, all'altra caratterizzata dalla rassegna che Antonio, divenuto Totò sceicco, terrà delle truppe arabe; anche qui, in casa dei marchesi, coglie l'occasione, come spesso capita ai personaggi di Totò, per approfittare del potere di cui dispone; famosa la frase lanciata a una nuova cameriera : "Guarda che volendo posso...".
Un momento prima, avendo notato la nuova ed avvenente dipendente, domanda: "questa chi è?".
La cameriera: "La nuova guardarobiera".
Antonio: "Guardaroba? Guarda che roba...!"

Come soffro!
 
La marchesa soffre molto per le avventure del figlio.
Ogni qualvolta viene a conoscenza di qualcosa che la turba, si siede su una sedia e ripete "ah! come soffro!"; purtroppo la sedia non regge al peso e la marchesa si ritrova per terra.
Segue il pronto soccorso guidato da Antonio: con una campanella, un fischietto e una cornetta chiede l'intervento della squadra che opera con un argano, per poi dirigerla con ordini perentori.

Birra e salsiccia

Antonio viene a sapere da un altro cameriere, Ludovico, che per arruolarsi nella Legione Straniera occorre recarsi in un certo Caffè Verdi in via del Porto e ordinare, a mo' di parola d'ordine, birra e salsiccia.
Il cameriere ha però fatto confusione, indicando un locale sbagliato: non si tratta infatti del Caffè Verdi in via del Porto ma del Caffè Porto in via Verdi!
Totò quindi ordina birra e salsicce nel posto sbagliato, cercando con la sua mimica facciale, di far capire che non vuole birra e salcicce, pur ordinando birra e salcicce!
Il cameriere, Carlo Croccolo, esegue invece letteralmente "la comanda", portando ripetutamente piatti di salsicce accompagnati da fiumi di birra.
Indimenticabile la mimica facciale di Totò quando ripete birra e salcicce per fare capire che vuole ben altro!
 
Rassegna delle truppe

Nella scena della rivista delle truppe arabe, Totò Sceicco propone una ricca serie di battute, alcune delle quali qui ricordiamo:
Totò sceicco a un beduino: “Chi ti ha fatto quella cicatrice?”
Il guerriero: “Un infedele”
Totò sceicco: “Tutte così queste mogli, prima ti fanno le corna e poi ti fanno la cicatrice. Pensa alla salute”.
Proseguendo la rivista, Totò sceicco domanda ad un altro guerriero con un solo occhio:
"Come hai perso l'occhio? ".
Il beduino: "Ho dato un occhio alla Causa ".
Totò sceicco: "Le cause costano, le cause costano un occhio! Lascia perdere gli avvocati, dai retta a me, non fare il causidico! ".

Totò Sceicco poi prende a schiaffoni un beduino di pelle scura; per giustificare la sua eccessiva durezza: "Castigat ridendo mores, ridendo castigo i mori!".


Totò sceicco e la bella araba

Da ricordare la scena in cui Totò Sceicco dialoga con la principessa Fatma, mostrando quali siano i suoi desideri...
Totò sceicco: "Fatma, dove sono le mie mogli?".
La donna: "Le ho mandate via".
Totò sceicco: "Perchè?".
La donna: "Non voglio che le mogli di mio fratello siano toccate da uno come te".
Totò sceicco: "Come sarebbe a dire?".
La donna: "Provaci, ma dovrai passare prima sul mio corpo"
Totò sceicco: "Se è per questo, ci passerò, ci passerò...".
La donna: "Come osi ?".
Totò sceicco: "Oso, oso!".
La donna: "Io sono una principessa di sangue reale".
Totò sceicco: "Andiamo d'accordo, io sono monarchico, sai, una mano lava l'altra...".
La donna: "Imprudente, lo sai che potrei farti frustare?".
Totò sceicco: "E chi oserebbe frustare Omar, il figlio dello sceicco! Omar! Guarda Omar quant'è bello, spira tant sentimenti..." (il tutto sulle note di Ritorna a Surriento).

Le battute memorabili

Dialogo tra un arabo e Totò sceicco:
Totò sceicco: " Quante mogli, quante ne sono?"
Il beduino: "Ventidue"
Totò Sceicco: "Ventidue? Allora mi ci vuole un letto a 23 piazze!".
Dialogo con il marchese ad Atlantide, quando ormai Totò sceicco è ritornato ad essere Antonio il maggiordomo:
Il marchese: "Guarda, il Gatto Atlas; forse non lo sai, ma il Gatto è il simbolo dell'antico popolo atlantico, capisci, atlantico!"
Totò: " Marchese, ma lo so, ma come si fa a non saperlo? Lo sanno tutti, ne parlano tutti, il " Gatto ... Atlantico!" (siamo nel 1950, un anno dopo la nascita del Patto Atlantico).
Sempre ad Atlantide:
Il marchese: "Siamo in una necropoli!".
Totò: "Speriamo di incontrare un necropolitano che ci indichi come uscire".
Il marchese a Totò mentre sembra che ormai stiano per morire entrambi: "Muoriamo da eroi!".
Totò: "Preferisco vivere da debole"! (questa battuta del grande Totò è molto simile a una, più famosa, di Massimo Troisi, quella dei "cinquanta giorni da orsacchiotto").
Totò Sceicco: "Che predone e predone, io sono laicone!".

Le Locandine


LA VIDEOTECA

1950 - Toto’ Sceicco 1950 - Toto' Sceicco

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