Daniele Palmesi, Federico Clemente Feb 2014

TOTÓ CERCA PACE

1954



Incasso lire 241.480.000 - Spettatori 1.724.858

Detti & contraddetti

Sprizzo salute da tutti i pori, sono uno sprizzatoio.
Avete fatto caso che l'ultima domenica di carnevale i cimiteri sono un mortorio?
Chi lascia la moglie morta per la viva, sa quello che lascia ma non quello che trova.
Giura su qualcosa di più sacro del tuo onore: la tua fame.
Però... per essere una parente è gentile... sembra un'estranea.
Dagli amici mi guardi Iddio che dai parenti mi guardo io.

Gennaro Piselli

Scheda del film

Titolo originale Totò cerca pace
Paese Italia - Anno 1954 - Durata 90 min - B/N - Audio sonoro - Genere comico - Regia Mario Mattoli - Soggetto Emilio Caglieri - Sceneggiatura Mario Mattoli, Vincenzo Talarico, Ruggero Maccari, Emilio Caglieri - Fotografia Riccardo Pallottini - Montaggio Roberto Cinquini - Musiche Carlo Savina - Scenografia Piero Filippone - Costumi Flavio Migherini


Totò: Gennaro Piselli - Ave Ninchi: Gemma Torresi - Enzo Turco: Pasquale - Paolo Ferrari: il commesso del negozio - Isa Barzizza: Nella Caporali - Giovanni Nannini: Celestino - Nino Vingelli: il cameriere psicologo - Vincenzo Talarico: l'avvocato - Gina Amendola: Adele - Ughetto Bertucci: il testimone - Renzo Biagiotti: Oscar, marito di Nella - Mario Castellani: testimone - Cesarina Cecconi: Madre Celestino - Corrada De Mayo: Mirella, commessa del negozio - Cristina Fanton: Rosina, fidanzata di Celestino - Salvo Libassi: Telefonata anonima a Gennaro - Nicola Maldacea junior: cantante ristorante - Gianni Partanna: Amico di puntaroli


Soggetto, Critica & Curiosità

1954-toto-cerca-paceSoggetto

Gennaro Piselli, negoziante di mobili, vedovo senza figli, si reca spesso a visitare la tomba della defunta moglie, e durante queste visite al cimitero, fa la conoscenza della signora Gemma Torresi, anch'essa senza figli, che va spesso a pregare sulla tomba del defunto marito. La comune condizione e la conformità dei sentimenti e delle abitudini fanno scorgere tra loro un sentimento di reciproca simpatia, che li porta al matrimonio. Le nozze vengono celebrate con la massima semplicità e, date le loro condizioni finanziarie, i due coniugi confidano che la loro vita comune sarà libera da preoccupazioni, agiata, tranquilla. Ma hanno fatto i conti senza l'avidità e la malignità dei rispettivi nipoti che hanno visto di mal occhio il matrimonio ed ora cercano, ognuno per conto suo, di seminare zizzania tra i maturi coniugi per sfruttare ciascuno a proprio vantaggio eventuali dissidi. Il nipote di lui insinua nell'animo dello zio il sospetto che la moglie lo tradisca, mentre la nipote di lei svolge analoga azione nei riguardi della zia. Si crea tra i due coniugi un'atmosfera di reciproca diffidenza che li fa soffrire ed esercita un'influenza nefasta anche sul loro stato di salute fino al giorno in cui, messo da parte ogni puntiglio, marito e moglie vengono ad una franca ed esauriente spiegazione. Smascherati i cari nipoti, i due coniugi ritrovano nella reciproca fiducia la premessa indispensabile per una vita tranquilla e felice.

Genealogia di un film con più titoli possibili...

Svariati titoli per un unico argomento, quello di 2 vedovi, i quali, conosciutisi al cimitero, alle periodiche visite dei loro rispettivi ex coniugi deceduti, finiscono per innamorarsi, e volersi risposare; sono però, osteggiati da "parenti serpenti", tanto immaturi, quanto senza cuore...tutto finirà bene, per fortuna..
Emilio Caglieri scrisse una commedia su tale tema, in vernacolo fiorentino, intitolandola: "FIRENZE-TRESPIANO E VICEVERSA". In località Trespiano, a Firenze, sorge il cimitero, lontano dalla città, luogo che resta emblema della vita attiva; ecco, che quindi, il titolo postovi, aveva il significato di "da casa fino al cimitero, e, poi, dal cimitero, al ritorno a casa", ossìa un tragitto; il tragitto, "galeotto", a furia di percorrere il quale, due non più giovani, rimasti soli, sentono che, si stanno, fra di loro, avvicinando..
La commedia ebbe anche una versione adattata al teatro in romanesco, con il titolo: "Alla fermata del 66"; in tale caso il 66 era il numero del tram che, a Roma, sostava, appunto, al cimitero. La versione col titolo "Alla fermata del 66" è stata data perlomeno dalla Compagnìa romanesca diretta da Checco Durante, che la mantenne nel proprio repertorio, anche per tournèe fuori Roma; ad esempio, risulta essere stata data al Teatro Olimpia di Milano nel settembre 1956...
Venendo a Totò, che era nel periodo di maggior successo, aveva contratto con la Ponti-De Laurentiis, ancora per qualche film; da alcuni anni, uno dei suoi tormentoni più distintivi era la battuta "Siamo uomini o caporali?", tanto che, a scanso di equivoci, aveva tentato di spiegarne le origini, documentandone la filosofia, attraverso una sua parziale autobiografia, anche se, affidata ad altri, e se la casa editrice, era fallita( per problemi preesistenti), attorno al 1951-'52. Pensava infatti, di narrarne la filosofia in un film.
Confusione fra i responsabili Titanus o Rosa Film (emanazione della Ponti-De Laurentiis, come ricostruìto dall'attento Alberto Anile), o puro sfruttamento commerciale di un titolo che ben prometta ai botteghini, o forse, più semplicemente, prima di tale commedia, era previsto il film filosofico, che verrà poi girato qualche mese dopo, col titolo, "Siamo uomini o caporali", appunto, fatto sta che, in più documenti, come titolo previsto di tale pellicola, risulta: "SIAMO UOMINI O CAPORALI"(che in tale caso non ci azzeccava nulla).
In lavorazione, poi, il titolo, distinguendosi dai linguaggi regionali, sia del vernacolo toscano, che del romanesco, che da eventuali svolte partenopee, diventa più plausibile, assumendo i toni, di una commedia a carattere universale, con rimandi manzoniani, e inevitabile eco della censura, all'epoca tanto ridicola, quanto potente; quasi richiamando, appunto un: "questo matrimonio non s'ha da fare.." il titolo PROVVISORIO, ed a mio personale parere più adatto era: "Vietato ai maggiorenni".
Temendo un titolo simile, per quanto incuriosente, non desse sicurezza all'incasso, hanno preferito travisarlo, richiamando 2 successi della stagione 1949-'50, "Totò cerca casa" e "Totò cerca moglie", in un commerciale "Totò cerca pace", pace dai nipoti, interessati, dagli sfruttatori, dal dubbio..sarà, ma a me, ripeto, convince di più "Vietato ai maggiorenni", anche perchè, che c'azzecca Antonio/Totò che cerca la pace?, quando il ruolo dell'attore Totò, nel film ha nome Gennaro?

 

«È difficile per Totò sfuggire ai gestì e alle battute che l'hanno reso simpaticamente noto nella rivista; e forse per questo egli è capace di non far naufragare un film che riposi unicamente sulle sue spalle. Contando sulla sua vena, che, pur stracca dall'uso, riesce a zampillare ogni tanto, il regista Mario Mattoli ha girato uno spettacolo di puro divertimento con una vicenda farsesca che basa la sua comicità sulle nozze di due vedovi attempati [...]»
Dario Ortolani, «Nuova Gazzetta delPopolo», Torino, 18 dicembre 1954.
«[...] La recitazione dei due protagonisti è attenta, garbata, umana; ma un copione assai insipido e privo di fantasia impedisce loro di essere veramente divertenti, tranne in qualche scena [...]»
Vice, «Il Messaggero», Roma, 8 gennaio 1954.


Così la stampa dell'epoca


 TESTIMONIANZE BIBLICHE, nel senso di pubblicate in libri:

il professor Orio Caldiròn, nel proprio volume dedicato a Totò, riporta, fra coloro che ebbe modo di intervistare, anche la testimonianza di Mario Mattòli, regista, il quale, a proposito di tale film disse anche(cito): «nei miei tentativi di rinnovare il repertorio di Totò, un produttore vide la commedia tratta dal repertorio toscano»..

Tratto dal volume biografico: "Ave Ninchi, una juventina fra teatro e fornelli" edito da Veronelli Editore, Bergamo, nel 2004, ed a cura di Marina Ninchi, figlia di Ave Maria Nichi, riporto testuale e fedelmente dalle pagine 52 e 53:
«del Principe Antonio De Curtis diceva che, dietro la sua maschera irresistibile, si celava la figura di un vero gentiluomo, garbato, affabile, dai modi raffinati ed eleganti, cortese e disponibile con tutti. Lavorare con lui era stato un grande privilegio, ma anche un'impresa difficile perché, appena battuto il ciak, l'artista esplodeva in una comicità travolgente con espressioni facciali di fronte alle quali era proprio impossibile resistere e rimanere seri. Una volta, per dimostrarmelo, mi raccontò che una scena apparentemente facile fu ripetuta all'infinito; si trattava del film "Totò cerca pace", loro interpretavano due anziani vedovi che, dopo diversi incontri al cimitero, davanti alle tombe dei rispettivi coniugi, per colmare le loro solitudini, decidevano di sposarsi.
Un rapporto tenero e affettuoso che però veniva continuamente turbato da "parenti serpenti" interessati soltanto all'eredità. Per smascherarli allora, facevano credere di essere improvvisamente spiràti e la scena in questione doveva appunto filmarli sul loro letto matrimoniale, fintamente deceduti e nella più assoluta immobilità.
Ma Totò, con la sua sorprendente estemporaneità, all'improvviso e senza avvertire nessuno si inventò gesti, sussulti e smorfie incredibili. Mamma, che non si aspettava simili reazioni, scoppiò in una fragorosa risata che, inevitabilmente, coinvolse l'intera troupe. Furono costretti a ripeterla non so quante volte, ma senza successo, perchè ormai era scoppiato un fou-rire collettivo e non c'era verso di frenarlo. Portarla a termine fu un'impresa al limite dell'impossibile e ci volle molta concentrazione e grande self-control da parte di tutti, regista e produttore compresi.»

toto10INTERVISTE ESCLUSIVE:

Firenze, 10 MARZO 2003, incontro il commediografo fiorentino Vinicio Gioli, coautore con Mario De Mayo, di commedie in vernacolo, fra le quali, attorno al 1956 "Casa nova...vita nova", ambientata in un bordello. Mario De Mayo era fratello dell'attrice Corrada, sono entrambi deceduti. Vinicio fra le varie notizie locali, mi spiegava: «"La colombina", con scoppio del carro, da secoli, è tradizione toscana a favore del raccolto, e si fa alle ore 12 del "Sabato Santo".. Gli esterni per quella scena sono filmati con gente vera.. La commedia "FIRENZE-TRESPIANO E VICEVERSA" fu "data" da una compagnìa in vernacolo fiorentino, per la regia di Gino Belgrado, a partire, credo dal 1950 o '52; gli attori erano: Giovanni Nannini, Renzo Biagiotti, Cesarina Cecconi, Silvano Catàni, Aldo Gineprari, Corrada De Mayo,..»

Giovanni Nannini, è uno degli ultimi rappresentanti del teatro in fiorentino, recita a teatro da una vita. Nato nel dicembre 1920, ho avuto il personale piacere, oltre che l'onore, di ammirarlo, al Teatro di Rifredi, recitare la parte del nonno, nella locale commedia "CASA NOVA, VITA NOVA", dalla quale, nel 1959, con modifiche ed adattamenti dovuti alla nota legge "sfrattante" Merlìn, fu tratto liberamente un capolavoro di Bolognini intitolato "ARRANGIATEVI". Giovanni Nannini, ha recitato, spesso senza comparire, nemmeno nei telecensurati "titoli di coda", in qualche lungometraggio; ad esempio lo si vede camuffato nel ruolo del custode del cimitero in "Amici miei atto secondo", dove, a mio modesto avviso, avrebbe benissimo potuto essere nel ruolo di uno degli amici, autori e complici delle zingaràte, e chi meglio di lui? Firenze, 10 marzo 2003, ospite dei coniugi Nannini, GIOVANNI, nel mare di ricordi che mi inondava, ebbe anche a dirmi:
«Nella commedia "FIRENZE, TRESPIANO E VICEVERSA", io facevo il nipote (così come poi, pure nel film "Totò cerca pace", Cesarina Ceccòni interpretava la vedova (sostituita da Ave Ninchi nel film), Silvano Catàni era lo zio, eccetera, eccetera. A Carnevale del 1954, venne a Firenze Mario Mattòli, e, mi pare, anche Dino De Laurentiis: i Circoli, in quel periodo, erano tutti chiusi e l'unico spettacolo locale da potergli far vedere era tale commedia che davàmo al San Salvi ( che era un teatro di preti), di fronte alla chiesa; c'erano camera mortuaria e cimitero, e noi, ci si truccava di sotto, presso la camera mortuaria, e lì, venne a parlarci Mattòli. A Roma vidi la versione data da Checco Durante col titolo: "Alla fermata del 66".
"TOTO' CERCA PACE" fu il mio primo film in assoluto, non ne ricordo il titolo di lavorazione, nè so dire perchè nel contratto sia scritto "Siamo uomini o caporali?"; no, non ricordo cosa fosse scritto nei ciak, sicuramente non era scritto "Firenze, Trespiano e viceversa".. "Vietato ai maggiorenni", lei dice? Può darsi...
A Trespiano, dall'uscita del cimitero, filmarono il provino alla Cecconi, per il ruolo della vedova, ma fu scartata per i piedi poco fotogenici! A Roma, al primo ciak, Totò ci vide, mentre ci recavamo, a piedi a San Paolo, alla Vasca Navale. Quel primo giorno, giunto allo studio, passò Totò, coi capelli lisci, i baffetti, e non lo riconobbi; lui mi fa: " Lei è Nannini?" Ed Io: «Sì», e lui:" Piacere De Curtis", mi avevano avvisato di chiamarlo Principe, così alla sua presentazione risposi: «Oh, piacere Principe!» Totò mi disse: "Bravo, molto bravo; ho visto i suoi provini" Ed Io: «Grazie.». Il secondo giorno, Totò dalla sua auto, ci ri-vide mentre andavamo a piedi a San Paolo e ci chiese: "Ma che, andate a piedi?" E noi: «Sì «e replicò: "Ma avete la macchina, voi, sapete!?" Così, lo dicemmo agli autisti della produzione che ci canzonarono: "Bella roba, voi fiorentini!" Ma come? se nessuno ci avvisava! Infatti, nessuno ci aveva informato, era il nostro primo film, che avevamo autisti della produzione a disposizione.
Paolo Ferrari era un donnaiolo: non gliene scappava una! Mano a mano che seguivano i giorni, tra me e Totò, aumentava la confidenza: voleva chiacchierare con me in fiorentino. Parlando di Firenze mi disse:" Sa dove lavoravo io? Alle Follie Estive!" ed io: «Si ricorda dei bambini in fondo che la guardavano?«E lui: " Sì, ricordo delle testine, in fondo, che, ad un certo punto, sparivano tutt'ad un tratto". «Sparivano perché un omino col frustino le mandava via». "Era il portiere, ed io gli dissi "Ma li lasci stare, mi divertono". Così gli confessai: «Uno di essi ero io».
"Totò cerca pace" fu girato tutto a ROMA in presa diretta! No, non sono stato in sala doppiaggio. Nella commedia c'era una scena bellissima dove Celestino (io) va all'ippodromo a fotografare il Puntaroli, ma per il film non fu girata; il film fu girato velocemente, perché lui era impegnato per altri film, credo subito dopo dovesse fare "L'oro di Napoli". Nella commedia non c'era la canzone "l'ombra della buonanima", nè era previsto l'apparecchio per provare la pressione. Ricordo la scena dove io nel ruolo di Celestino dicevo «Siemo» e lo zio (Totò) prosegue: "Siemo che?", quindi, alla mia battuta: «Siemo becchi!», Totò gridò: "Fermi, alt!", fu bloccato il ciak; "Come siamo becchi?" chiese Totò, e Mattòli, prontamente: «Antonio, non hai letto il copione!» e tutti giù a ridere.
Il bar della telefonata anonima di Salvo Libassi era il bar della De Laurentiis. Ero al bar della "De Laurentiis", assieme a Cristina Fantòn, quando entrò Sofia Loren, che si sedette su uno sgabello e telefonava... In interni a Roma fu girato anche l'interno tram, dove, filmata una bella ballerina, attiravo l'attenzione di Totò dicendogli: «Ma guardi, "Principe", guardi!...» e lui: "Ah, sì, Dio bono!" Disse così "Dio bono" in toscano... Per le foto di scena c'era la FOTO LIF che era a Piazza Venezia. Esterni a Firenze con noi attori non se ne fecero; lo scoppio del carro/"colombina" era un filmato... Probabilmente anche i pezzi ambientati a Napoli e Capri, furono girati solo a Roma. La scena finale dei due vedovi finti morti mi pare sia stata girata dopo il tempo previsto dal contratto, in "pro rata". Le scale, dalle quali, noi nipoti impauriti, si scappava giù, al finale, erano le scale della De Laurentiis.
Nè Totò, nè Ave Ninchi avevano controfigure. Attori toscani nel film eravamo solo noi sei: io, Renzo Biagiotti, la Ugolini, la De Mayo; la Cecconi, scartata al provino per la vedova Gemma Torresi, fu presa lì per lì, per il breve ruolo della madre di Celestino, così come "lì per lì" fu preso suo marito, l'attore Aldo Gineprari, per il ruolo del sagrestano.
No, non so chi fosse nel ruolo del Puntaròli. Noi toscani ad eventuali cene di fine lavorazione non fummo. Fui a cena con Cinquini, perché era parente di Attilia Bacci, segretaria della nostra Compagnìa teatrale...»

INDIZI E DATE:

- Dal riepilogo ENPALS datato gennaio 1956 e relativo ad Antonio De Curtis, conservato nel baule di Totò, da Federico Clemente, risulta: "VIETATO AI MAGGIORENNI" giornate lavorative 35 - dal 3 maggio al 5 giugno 1954.

- Dal libretto ENPALS di Edoardo Santàgata risulta: "VIETATO AI MAGGIORENNI", ROSA FILM, dal 3 maggio al 5 giugno 1954.

Richiesta effettuata da Antonio de Curtis all'ENPALS per richiedere l'aggiornamento contributivo relativo ad alcuni suoi film


- Dal contratto posseduto dall'attore GIOVANNI NANNINI si legge che, in data 3 maggio 1954, egli è impegnato come attore, per la ROSA FILM, come da accordi precedenti, per il film dal titolo provvisorio "SIAMO UOMINI O CAPORALI?", per la regia di Mario Mattoli, dal 3 maggio al 10 giugno 1954, giorni feriali o festivi, giorno o notte, per eventuale doppiaggio, od eventualmente doppiato da altri..

Concludendo, per la ricostruzione, immancabilmente parziale, doverosamente ringrazio:
la signora PAOLA PANIZZI della "LUIGI VERONELLI Editore",
GREMESE EDITORE,
MARINA NINCHI,
ALBERTO ANILE,
FEDERICO CLEMENTE,
il dottor SERGIO MARCHINI,
VINICIO GIOLI,
EDOARDO SANTAGATA,
il professor ORIO CALDIRON,
e, soprattutto, il sottovalutato, amabile e giullareattore GIOVANNI NANNINI!
(non è escluso che in futuro, mano a mano che procedo nelle mie ricerche, contatti ed interviste, non possa colmare delle lacune ed arricchire maggiormentei dati certi relativi a codesto, come ad altri film...ed alle persone che vi erano presenti).
Simone Riberto (per gentile concessione di Federico Clemente)

Le location del film, ieri e oggi

logodavi
Tutte le immagini e i testi presenti qui di seguito ci sono stati gentilmente concessi a titolo gratuito dal sito www.davinotti.com e sono presenti a questo indirizzo
 1954-Toto cerca pace 01  1954-Toto cerca pace 03
  1954-Toto cerca pace 02
  Totò e la moglie alloggiano all'Albergo Vesuvio Via Partenope 45, Napoli
   

Fotofilm & Locandine


LA VIDEOTECA

1954-Totò cerca pace 1954-Totò cerca pace

Durata: 00:02:01