TOTÓ LASCIA O RADDOPPIA?

1956



Incasso lire 537.946.000 - Spettatori 3.602.398

Detti & contraddetti

Le posso fare una domanda indiscreta, forse? - Mi dica, duca, dica. - No, dica duca lo dico io. Lei dica duca e io dico dica. - Allora io dico duca. - E io dico dica. - Duca… - Dica.


Che ore sono? L'una e mezzo? Bene, così possiamo tranquillamente saltare la prima colazione.
A volte, mi confrondo.
Sono un minorenne anziano.
Elena di Troia…Troia…Troia. Questo nome non mi è nuovo…
Lei è il notaio Baracca? Sinistrato?
Barbiere la rivoltella, barbiere la pistola
È cassiera... ma la cassa non è mica sua.
Avanzano centocinquantamila lire? Prendetevi un caffè, buon uomo.
È una piccola forca, è carina, è una forchetta.
Ho rifiutato l'invito a una partita a polo perché soffro il freddo.
I conti qualche volta non tornano. Ma io sono duca
Vit, vit, marsch, alè, che sarebbe facimme ampresso in napoletano.
Cavalli celebri: il cavallo di Troia, i cavalli di Frisia, piazza Magnacavallo e il cavallo dei pantaloni.
Che mani meravigliose che ha! Ma, mi dica, sono proprio le sue?
Io ho un domestico cretino: quando sbaglia gli metto la multa. Mi deve già quattrocentomila lire.
Porgimi il tergo che ti voglio dare un calcio.
Sotto le armi, sotto tutela, sotto processo, sempre sotto a qualche cosa si deve stare.
Ho rifiutato l'invito a una partita a polo perché soffro il freddo.
Ora sono stanco, ma tra poco sarò morto.
Signor asciugamano, arrivederci.

Duca Gagliardo della Forcoletta

Scheda del film

Titolo originale Totò, lascia o raddoppia?
Paese Italia - Anno 1956 - Durata 94' - B/N - Audio sonoro - Genere commedia - Regia Camillo Mastrocinque - Soggetto Marcello Marchesi, Vittorio Metz - Sceneggiatura Marcello Marchesi, Vittorio Metz - Produttore Ermanno Donati e Luigi Carpentieri - Fotografia Mario Fioretti - Montaggio Roberto Cinquini - Musiche Lelio Luttazzi


Totò: il duca Gagliardo della Forcoletta - Mike Bongiorno: se stesso - Dorian Gray: Hélène, la cantante del night club - Bruce Cabot: Nick Molise, il gangster di Chicago - Valeria Moriconi: Elsa Marini, la cassiera del bar - Gabriele Tinti: Bruno Palmieri, un camierere del bar, fidanzato con Elsa - Carlo Croccolo: Camillo, il maggiordomo del duca - Rosanna Schiaffino: Colomba, la donna di Nick Molise - Luigi Pavese: Anastasio, il proprietario del bar - Elio Pandolfi: Osvaldo, un cameriere del bar - Rocco D'Assunta: Joe Taccola, proprietario del night club - Gisella Monaldi: Bice, l'affittacamere - Vincent Barbi: Tommy, la guardia del corpo di Nick Molise - Edy Campagnoli: se stessa - Nicoletta Orsomando: se stessa - Amina Pirani Maggi: Inquilina della pensione - Amedeo Girard: Scommettitore che vince - Augusto Di Giovanni - Felice Minotti - Mimmo Poli: Addetto alle scommesse - Gianni Partanna:Il Maitre - Attilio Martella: Inquilino della pensione

Soggetto, Critica & Curiosità

1956-toto-lascia-o-raddoppiaSoggetto

 

Il Duca Gagliardo della Forcoletta dei Prati di Castel Rotondo (Totò) è un nobile decaduto che vive tra l'albergo e l'ippodromo. Qui, con a fianco il fedele maggiordomo Camillo (Carlo Croccolo), sbarca il lunario vendendo informazioni su presunti cavalli vincenti a inesperti scommettitori. Un giorno, convocato nello studio di un notaio, scopre di essere padre di una ragazza, Elsa, nata da una sua relazione giovanile. Senza svelare la sua vera identità, si reca al bar dove Elsa (Valeria Moriconi) lavora e viene a conoscenza del sogno di sua figlia, che è quello di acquistare la gestione del bar dove lavora per potersi finalmente sposare: per questa ragione il suo fidanzato, anch'egli dipendente del medesimo bar, aveva appena partecipato al quiz televisivo Lascia o raddoppia? per procurarsi il denaro necessario, ma purtroppo è caduto alla domanda da 640.000 lire. A questo punto il duca, puntando sulla sua preparazione ippica, decide di presentarsi come concorrente a Lascia o raddoppia?. Tutto sembra andare per il meglio e il montepremi vinto dal duca"raddoppia" di puntata in puntata, fino a quando due gangster italoamericani non decidono di scommettere su di lui, ed ovviamente uno vuole che lasci e l'altro che raddoppi: il Duca, ricattato e minacciato di morte da entrambi, è quindi tra due fuochi e non sa come giocarsi la serata decisiva. Il proditorio intervento della 'pupa' di uno dei gangster gli permetterà prima di giocare al raddoppio, poi, minacciato dal gangster in cabina con lui e prevalendo il patema d'animo per la sua sorte, dichiara al conduttore Mike Bongiorno"Rinuncio", azzeccando fortuitamente la risposta esatta del nome del cavallo dell'ultima domanda e vincendo il montepremi, mentre la banda di criminali viene assicurata alla giustizia. Il film si conclude con un commovente ed affettuoso abbraccio fra padre e figlia, ritrovatisi in questa originale circostanza.

Critica e curiosità

Sulla scorta del successo di Lascia o raddoppia?, primo quiz della storia della televisione italiana presentato da Mike Bongiorno con Edy Campagnoli, il regista Camillo Mastrocinque ne fece un istant-movie con protagonisti lo stesso Mike Bongiorno e Totò.
Il film trae spunto da una trasmissione televisiva in voga in quegli anni che teneva incollati al televisore milioni di persone "Lascia o raddoppia?". Lo studio televisivo viene ricreato a Cinecittà con i protagonisti veri della trasmissione,Mike Bongiorno nel ruolo di presentatore e Edy Campagnoli in quello di valletta. Carlo Croccolo interpreta l'eterno ruolo di cameriere-maggiordomo, da ricordare il duetto della prova della trasmissione nella camera del duca.

In una intervista alla RAI, l'attore Carlo Croccolo raccontò un aneddoto relativo alla scena in cui il duca, per simulare la cabina del quiz, si allenava entrando nel guardaroba della sua camera d'albergo facendosi aiutare dal suo domestico. Tale scena, piuttosto grottesca, suscitò una tale ilarità da parte di Carlo Croccolo che dovette essere ripetuta più volte, con evidente seccatura sia da parte del regista che di Totò che, all'ultima interruzione, pare si sia infuriato notevolmente. Pertanto, Camillo Mastrocinque ordinò a Croccolo che, quando si sarebbe di nuovo girata tale scena, lui doveva guardare indirettamente Totò, per evitare che scoppiasse nuovamente a ridere. La scena venne finalmente girata, ma ugualmente è visibile Carlo Croccolo con la candela in mano, riflesso nello specchio dell'armadio, che sta per "scoppiare" a ridere quando Totò gli grida «ti spaccherei la testa!»

«Dato il successo del noto telequiz, puntualmente è giunto il film che si propone di sfruttare appunto il successo del telequiz. Pare che il regista lo abbia realizzato con l'intenzione di offrire al pubblico uno spettacolo divertente. Quel che conta, però, è il risultato e il risultato è, nel modo più assoluto, deprimente.»
 
Mario Gallo, «Avanti!», Roma, 5 maggio 1956.
 
«[...] non una battuta studiata, solo un arruffato e gratuito canovaccio dove Totò è lasciato libero a dar fondo al più sciocco repertorio di giochi di parole.»
 

Vice, «L'Espresso», Roma, 13 maggio 1956

 

"[..] Nell'insolito ruolo di un uomo elegante vediamo Totò, impegnato in un genere nuovo di comicità, più castigata, più umana, che acquista in intensità quello che perde in lepidezza.[..]"

Vice, «Il Tempo», 1956
 

Intanto sul mondo del cinema incombe sempre di più un nuovo temibile concorrente, la televisione.
A un anno dall'inizio delle trasmissioni, il piccolo schermo fa già sentire forte il suo richiamo. Una trasmissione in particolare tiene avvinta l'Italia: si chiama Lascia o raddoppia?, è un quiz, dura un'ora e va in onda alle 21 del giovedì sera. La presenta Mike Bongiorno, un giovanotto che legge le domande inforcando un leggero paio di occhiali; accanto a lui, la valletta Edy Campagnoli. [...]

di Alberto Anile


Così la stampa dell'epoca

 

Cinema Nuovo, 23 maggio 1956


Vorrei una coppa di Moet Chandon.
Eh... non lo so, qualcuno ha visto uscire Antonio?


[Bongiorno invita il duca a uscire dalla cabina, ma egli si rifiuta]
Mike Bongiorno: Signor duca, vuole uscire dalla cabina?
Duca della Forcoletta: Qui dentro ci sto benissimo, mi sono ambientato.


Duca della Forcoletta: Mi scusi signor Caccola...
Joe Tarcola: Tarcola!
Duca della Forcoletta: Pardon, volevo dirle che io a "Lascia o raddoppia", abbandonerò il gioco.
Joe Tarcola: Ma come, non deve comprare il bar a sua figlia?
Duca della Forcoletta: Si ma ci ho ripensato, ecco (estrae un foglio di carta) le restituisco l'assegno di 5 milioni che lei mi ha fatto, arrivederci.
Joe Tarcola: Duca, io credo che a lei qualcuno l'ha influenzata.
Duca della Forcoletta: Nooo... ma che dice.
Joe Tarcola: Sì, io ne sono sicuro, senta (caccia dalla tasca un oggetto) lei lo vede questo scheletrino appeso a questa forchetta.
Duca della Forcoletta: Ah, ah, carino.
Joe Tarcola: Se lei non raddoppia, io le faccio fare la stessa fine di questa.
Duca della Forcoletta: Con la forchetta.
Joe Tarcola: Sì, se lei non raddoppia io la asciugo.
Duca della Forcoletta: V-va bene, signor asciugamani arrivederci (guarda lo scheletrino) addio forchetta.


Duca della Forcoletta: Mi batte il cuore. Elsa
Perché?
Duca della Forcoletta: Così... altrimenti sarei morto.


Immagini dal set

IMMAGINI DAL SET

(foto Archivio Allori)

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