GAMBE D'ORO

Inizio riprese: aprile-maggio 1958 - Autorizzazione censura e distribuzione: 18 luglio 1958 - Incasso lire 194.484.000 - Spettatori 1.241.440


Detti & contraddetti

L'acme giovanile si cura con la vecchiaia.


Tra uomini di mondo... acqua in bocca.


I giocatori di calcio: i pallonari.


Fiat voluntas, più mia che quella degli altri.


Ma quali incassi, ma quali incassi. Se ognuno si facesse gli incassi suoi!


Le diecimila lire mi piacciono tanto che le stiro.


Una volta tandem, un favore lo posso anche chiedere.


Voi del Nord siete cinici e mangiapolenta: la calata dei barbari. A voi longobardi non vi sta mai bene nulla.


Se senti un botto, non ti spaventare, sono io che scoppio


Basta con i colpi di fortuna, con le lotterie, coi telequiz, coi totosport, coi totototi. La fortuna bisogna guadagnarsela!


Se ognuno pensasse agli incassi suoi!


Barone Luigi Fontana

Scheda film

Titolo originale Gambe d'oro
Paese Italia - Anno 1958 - Durata 90' - B/N - Audio sonoro - Genere Commedia - Regia Turi Vasile - Soggetto Antonio Margheriti - Sceneggiatura Turi Vasile, Antonio Margheriti - Produttore Gilberto Carbone - Distribuzione(Italia) Titanus - Fotografia Carlo Bellero - Montaggio Mario Serandrei - Musiche Lelio Luttazzi - Scenografia Piero Filippone.

Totò: Barone Luigi Fontana - Memmo Carotenuto: Armando - Dolores Palumbo: Emma - Paolo Ferrari: Aldo Maggi - Rosario Borelli: Franco Savelli - Scilla Gabel: Gianna - Elsa Merlini: Luisa - Rossella Como: Carla - Giampiero Littera: Giorgio - Turi Pandolfini: sindaco - Furlanetto: commendatore Renzoni - Bruno Carotenuto: Riccardo - Walter Santesso: il giocatore n.8 - Nino Vingelli: Carmine, il barbiere - Jimmy il Fenomeno

Soggetto, Critica & Curiosità

1958-gambe-doroSoggetto

Il Barone Luigi Fontana (Totò) è un ricco, ma tirchio, produttore di Vini pregiati, nonché presidente della squadra di calcio dilettantistica del Cerignola che, a coronamento di un campionato a dir poco trionfale, sta per essere promossa. L'ambiente è idilliaco con tutti i giocatori legati tra di loro come dei fratelli. L'equilibrio viene sconvolto dall'arrivo di un procuratore milanese che si dichiara pronto all'acquisto di due giocatori creando le gelosie degli altri. Tutto si risolverà nel migliore dei modi con un'amichevole contro la nazionale italiana.

Critica e curiosità

Turi Vasile affida le musiche a Lelio Luttazzi. Dopo il successo di Classe di ferro, il regista gira in Puglia due film, distribuiti dalla Titanus: oltre a Gambe d'oro a Cerignola, lo stesso anno ambienta Promesse di marinaio a Taranto sempre per la regia di Antonio Margheriti.
Il film venne girato a Cerignola, la troupe si sposta a Foggia solo per girare le scene della partita e per evitare grosse spese gli sceneggiatori si inventano una partita a porte chiuse. La presenza di Totò, ormai segnato dalla malattia, si risolve in una partecipazione straordinaria.


Così la stampa dell'epoca

«È un film di Totò, ma con poco Totò. Conscguentemente anche il divertimento del pubblico diminuisce. Non è più come una volta, quando il comico napoletano era presente dal principio alla fine: oggi il suo nome è preceduto sui titoli di presentazione dalla frase "con la partecipazione straordinaria di Totò". Peccato, perché il suo humour, da quel non molto che si vede, è ancora quello dì una volta, capace di entusiasmare l'intera platea [...]»

Vice, «Corriere Lombardo», Milano, 28 agosto 1958

«[...] È un film noioso, questo, nonostante la presenza di Totò, il che è un bel risultato [...]»

Vice, «La Notte», Milano, 28 agosto 1958

«[..] Un film di sapore provinciale di trasandata fattura che alterna un'allegria sforzata ad un sentimentalismo all'acqua di rose [..]».

Anonimo, «Corriere della Sera», 1958

«Il regista non è alla sua prima esperienza, non lo si direbbe. Slegato e sconclusionato, lento e ovvio, questo film è dedicato ad una squadretta di calcio provinciale. Null'altro ci sarebbe da aggiungere se non inserire questo film nel lungo elenco delle pellicole inutili di gusto provinciale romanesco. Totò vi appare un po' invecchiato. Come le battute che gli fanno dire».

Anonimo, «Corriere d'informazione», 28 agosto 1958

«Consapevole dei limiti a cui lo costringe la malattia, Antonio de Curtis accetta di figurare in «partecipazione straordinaria» in Gambe d'oro. È la storiellina di una squadra di calcio pugliese, il Cerignola, presieduta dal barone Fontana (Totò). Un impresario settentrionale vorrebbe acquistare le due gambe d'oro della squadra (Paolo Ferrari e Rosario Borelli), ma è destinato a scontrarsi con lo spirito di corpo dei ragazzi.  Il regista del film è il messinese Turi Vasile, commediografo e sceneggiatore (da I vinti di Antonioni a Roma di Fellini), che dirige con paciosa allegria. [...]»

Alberto Anile


I documenti

1958: A Torre Quarto con Totò

Avevo 8 anni quando a Cerignola girarono le riprese del film Gambe d’oro. Dato che mio padre era comandante della locale stazione dei carabinieri abitavamo nella caserma sita vicino alla chiesa di Sant’Antonio. L’ingresso principale era in via Consalvo da Cordova e quello secondario in via Dell’Abbondanza. Riguardo alle riprese del film, un ricordo che ho, anche se un po’ vago, è che un giorno arrivarono in caserma alcuni componenti della troupe cinematografica e con loro c’era anche Totò. Non so perché fossero venuti in caserma dal momento che non mi pare che sia poi stata girata una scena specifica in quel luogo. Molto probabilmente vennero per chiedere qualche autorizzazione da parte dei carabinieri. Fatto sta che mia madre vedendo Totò che aspettava nel corridoio degli uffici, si premurò di offrirgli un caffè e si diede subito a prepararlo. Se non che, vuoi per l’emozione, vuoi per la fretta di prepararlo, mia madre dimenticò di aggiungere l’acqua nella caffettiera, per cui la macchinetta del caffè bruciò e non fu nemmeno possibile preparare un nuovo caffè che purtroppo avrebbe conservato il sapore sgradevole del bruciato. Si scusò per questo con Totò, il quale rimase anche lui dispiaciuto del piccolo incidente occorso tanto che, dopo qualche giorno, ci fece pervenire in regalo una caffettiera nuova del tipo napoletano.
Ricordi più nitidi li ho invece della visita che feci con i miei genitori a Torre Quarto durante la ripresa delle scene che prevedevano appunto quel luogo come residenza del barone Fontana, personaggio interpretato nel film da Totò. Mio padre profittò dell’occasione di dover rilasciare alla troupe le autorizzazioni richieste e decise di consegnargliele personalmente. Ci recammo quindi in auto a Torre Quarto dove familiarizzammo con alcuni attori del film: Totò in primis, ma anche con la moglie Franca Faldini, con Memmo Carotenuto, con Rosario Borrelli. E con ognuno di loro, mia zia mi scattò delle fotografie che ancora oggi conservo. C’era anche Paolo Ferrari, ma con lui non mi fu scattata alcuna foto. Non so perché. Per la verità, io, nonostante fossero presenti i miei genitori, ero molto emozionata e un po’ anche spaventata tanto da piangere come si può notare nella foto con Rosario Borrelli.
L’impressione che riportai, da quella breve frequentazione della troupe a Torre Quarto, fu che, osservandoli bene, soprattutto nel loro modo di vestire, gli attori mi sembravano un po’ trasandati e non certo particolarmente appariscenti, in particolare Paolo Ferrari. Forse era una nota di stile degli artisti, però a me sembravano incarnare in maniera un po’ deludente l’idea che avevo allora degli attori. Solo Totò aveva un’aria molto signorile. Già da allora portava gli occhiali scuri per proteggere la vista e aveva un’auto molto lussuosa, una Cadillac nera, che, come si vede in fotografia, era targata 315259 Roma. Ma non era lui a guidarla, aveva un autista che, tra l’altro, lo accompagnava ogni sera a Foggia all’hotel Cicolella dove alloggiò per tutto il periodo delle riprese. Quell’auto mi piacque tanto che convinsi mia zia a scattarmi una foto mentre mi ci appoggiavo. Era il 1958 e l’emozione di quella giornata la rivivo ogni volta che mi capita di rivedere il film.

Maria Antonietta Carobello


E il Cerignola sconfisse la Nazionale. Ma solo in un film.

Cerignola – Incredibile ma vero: nel 1958 il calcio-spettacolo ha portato la Nazionale a prenderle a Cerignola e presidente del sodalizio calcistico cerignolano era nientemeno Totò, il principe della risata. Ma era finzione scenica, si trattava di un’amichevole, sì, ma solo in un film, una pellicola minore, per la regia di Turi Vasile, dal titolo “Gambe d’oro” 1958.

Il popolare comico interpretava il barone Luigi Fontana, esportatore di vini e presidente della squadra cittadina, l’Audace Cerignola, alla testa della quale riesce a battere la Nazionale, in ritiro in città. In un luminoso bianco e nero, attorniavano Totò gli attori Memmo Carotenuto e Paolo Ferrari, la brava Dolores Palumbo, le belle Scilla Gabel e Rossella Como. Anche Elsa Merlini era della partita. La sfida calcistica cinematografica vede prevalere gli entusiasti calciatori cerignolani. Richiamati dal risultato, accorrono gli osservatori delle grandi del Nord, ma il sogno dei giocatori pugliesi dura poco. Illusi dal successo si montano la testa e cominciano a perdere tutte le partite del loro campionato, finchè una salutare lezione del presidente manager li riporterà coi piedi per terra. Molti esterni sono stati girati in città e le cronache raccontano di una grande eccitazione della comunità locale, tanto distratta dalle insolite presenze intorno ai set allestiti in giro, da trascurare le solite attività, perfino la politica, a quei tempi passione principale. Infatti era in corso una campagna elettorale, ma le attrici, gli attori e soprattutto il grande Totò, pardon il principe Antonio Focas Flavio Angelo Duca Comneno De Curtis di Bisanzio, distoglievano l’attenzione dei cittadini perfino dagli allora adorati comizi.

Poca gloria, però, battere quella nazionale, infarcita di demotivati oriundi sudamericani: perfino Schiaffino e Ghiggia, già campioni del mondo 8 anni prima con la Celeste uruguayana. A gennaio del 1958, gli Azzurri di mister Foni erano stati eliminati dall’Irlanda del Nord nel girone di qualificazione al Mondiale di Svezia, da cui restarono ingloriosamente esclusi, prima ancora che cominciasse. Tutt’altro entusiasmo per i nostri a Mexico ’70 e nell’apoteosi del Mundial di Spagna 1982, “Campioni del Mondo, Campioni del Mondo, Campioni del Mondo”. Si possono rivivere quelle emozioni e rivedere le immagini di quei tempi – che cominciano ad essere lontani, visti i costumi, le magliette, le acconciature e le auto di allora – in due eccellenti album della casa editrice ISBN, per il grande pubblico degli appassionati di calcio. “Atlante illustrato del calcio ’70”, quando il calcio non era ancora in tv. Le immagini più incredibili di un decennio indimenticabile, a cura di Massimo Coppola e Alberto Piccinini, 278 pag. 12,90 euro, propone il decennio che si apre col Cagliari di Gigi Riva campione d’Italia e la storica semifinale Italia-Germania 4-3 nello stadio Atzeca. “Solo un flash anfetaminico prima della disfatta contro il Brasile, una partita che darà il tono emotivo a un decennio fatto di contraddizioni e contrasti. Nascono i primi calciatori-star e il fenomeno delle provinciali. Si impone una schiera di indimenticabili allenatori”. Ecco i primi boom di mercato miliardari (il centravanti Savoldi dal Bologna al Napoli). I giocatori “fumano, sparano, fanno la bella vita e si vendono le partite”, mentre gli italiani sprofondano nella crisi economica, la violenza e gli opposti estremismi.

Il calcio anni Settanta ha raggiunto in libreria l’ “Atlante illustrato del calcio ‘80” (320 pag. 9.90 euro), sempre ad opera del tandem Coppola-Piccinini, disponibile da fine novembre scorso. La nostalgia del calcio che non c’è più in 300 incredibili fotografie dentro e fuori dal campo: tutti i campioni più grandi di quel decennio. Negli anni ottanta il calcio professionistico italiano cambiò per sempre. Il ritorno degli stranieri nelle squadre italiane (Maradona, Platini, Zico, Gullit, Van Basten, Rumenigge, Antognoni e tanti altri), i soldi degli sponsor in cambio del logo disegnato sulla maglia, gli affari della televisione: dal calcio dei vecchi bar sport alle regole dello show business. Nacquero nuove star: non solo calciatori, ma allenatori e persino presidenti. L’Atlante rimette in scena un’epoca, pescando a piene mani negli archivi fotografici di giornali e giornaletti. Le foto di campo e i primi clamorosi fuoricampo, con i calciatori ritratti al mare, in famiglia o nel bel mezzo delle feste. Campioni e bidoni, buoni e cattivi, “l’ultima età dell’oro del calcio italiano”.


Foto di scena e immagini dal set


Le incongruenze

    1. Nella cantina del barone. 12'00'' In primo piano Paolo Ferrari (frontale) inizia af alzarsi da una botte: in secondo piano un attore -seduto su altra botte- scrive su un registro posato sul ginocchio destr. Nuovo ciak, stesso tempo, controcampo: perfetta continuità di Ferrari ( in secondo piano), ma l'altro (primo piano) ha totalmente cambiato atteggiamento
    2. In casa del barone Fontana. 37'54" Sulla destra schermo Totò (profilo sin. ) parla con Elsa Merlini (sinistra schermo), che sta a metà d'una rampa di scale. Nuovo ciak, stesso tempo, primo piano frontale dell'attrice che sta qualche gradino più in alto (impossibile dettagliare ma è così).
    3. Camera da letto, inquadratura dalla testata: due grossi pacchi sulla sinistra schermo (49'12") spariscono al ciak seguente (stesso tempo, rotazione oraria di 90° della mdp)
    4. Ufficio del barone. 61'34'' Totò (frontale dietro la scrivania) scarta un pacchetto. Nuovo ciak, stesso tempo, rotaz. oraria di 90° della camera: assolutamente perfetta la continuità d'azione di Totò, ma un bloc-notes posato davanti a lui s'è spostato di 5 o 10 cm
    5. Spogliatoi. 78'29" Un calciatore (destra schermo, profilo sin. ) si becca uno schiaffo tenendo le braccia giù. Nuovo ciak, stesso tempo, allargamento campo da altra angolazione: il ragazzo si protegge il volto con le mani.

www.bloopers.it

Le location del film, ieri e oggi

Le location del film, ieri e oggi

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Tutte le immagini e i testi presenti qui di seguito ci sono stati gentilmente concessi a titolo gratuito dal sito www.davinotti.com e sono presenti a questo indirizzo
   
 1958-Gambe d oro 01  
   
  Lo stadio dove si allena la squadra di calcio dilettantistica gestita dal tirchissimo Barone Luigi Fontana (Totò) è, come segnalato da B. Legnani, lo Stadio Domenico Monterisi, situato in Via Napoli a Cerignola (Foggia)
   

Le locandine


Riferimenti e bibliografie:

"Totalmente Totò, vita e opere di un comico assoluto" (Alberto Anile), Cineteca di Bologna, 2017
"Totò" (Orio Caldiron) - Gremese , 1983
http://www.statoquotidiano.it
http://www.ilmercadante.it/?p=1013