Daniele Palmesi, Federico Clemente Feb 2014

TOTÓ A PARIGI

1958



Incasso lire 460.946.000 - Spettatori 2.942.334

Detti & contraddetti

La zingara mi ha letto la mano e ha detto che sono un uomo fortunato: ci dev'essere un errore di stampa.
Non tutti i mali vengono per suocere!
Bella, questa maison.......tres joilè, anche quattro joilè.....
Cosa vuol dire la nascita? Caro dottore, quello che conta è la crescita, e quella là modestamente ha fatto una crescita....UUUHHH!
La mia fame è atavica: vengo da una dinastia di morti di fame!

Marchese Gastone de Chemantel-Chateau-Boiron-il vagabondo Totò

Scheda film

Titolo originale Totò a Parigi
Lingua originale italiano - Paese Italia/Francia - Anno 1958 - Durata 97 min - B/N - Audio sonoro - Genere comico - Regia Camillo Mastrocinque - Soggetto Vittorio Metz, Roberto Gianviti, René Barjavel - Sceneggiatura Vittorio Metz, Roberto Gianviti, René Barjavel - Produttore Jolly Film, Roma e Gallus Film, Paris - Fotografia Alvaro Mancori - Montaggio Roberto Cinquini - Musiche Gorni Kramer - Scenografia Piero Filippone


Totò: Marchese Gastone De Chemantel; il vagabondo Totò - Sylva Koscina: Juliette Marchand - Fernand Gravey: il dottor Duclos - Lauretta Masiero: la zingara aiutante del marchese - Paul Guers: Pierre figlio di Duclos - Tiberio Mitri: il gorilla - Luigi Pavese: il prof. Calogero Tempesta - Peppino De Martino: il maitre del night club - Agostino Salvietti: il custode del museo delle cere - Fanfulla: l'effeminato del treno - Mimmo Poli: il grassone del treno - Memmo Carotenuto: il brigadiere - Olimpia Cavalli: donna nel vagone letto accanto - Nello Appodia: un cliente del night club che fuma - Antonio La Raina: il cliente del night club che litiga con Totò - Consalvo Dell'Arti: il cliente con il programma della serata

Soggetto, Critica & Curiosità

1958-toto-a-parigiSoggetto

Il dottor Duclos (Fernand Gravey) viene ricattato dal marchese Gastone De Chemandel (Totò, doppiato da Emilio Cigoli) con una lettera che rovinerebbe suo figlio Pierre (Philippe Clay). Pur di salvarlo acconsente di aiutare il marchese in una truffa all'assicurazione. Con l'aiuto di una zingara/complice (Lauretta Masiero) e di Juliette (Sylva Koscina), la ragazza che il marchese vuole fare sua, viene trovato Totò, un povero vagabondo (Totò), che vive sulle rive del Tevere a Roma, perfetto sosia del marchese. Il piano è di condurlo a Parigi, fargli credere di essere il marchese, ucciderlo simulando una disgrazia e poi incassare il premio dell'assicurazione. Ma il piano tuttavia fallisce per l'intervento del figlio del dottor Duclos che non approva il comportamento del padre, sia pure per salvarlo. Il dottore allora escogita uno stratagemma per ribaltare le carte in tavola, salvando così Pierre e anche Totò, che riprenderà la sua vita da vagabondo.

Critica e curiosità

Il film fu girato a Roma e Parigi tra il maggio e il giugno del 1958. In Francia il film fu distribuito col titolo di "Parisien malgrè lui". Nella scena del Totò-vagabondo il cane che gli restituisce il portafogli è Dox, pastore tedesco in forza alla polizia, che dopo il "pensionamento" fu affidato proprio a Totò che in quel momento aveva realizzato un canile per cani abbandonati. La censura eliminò nella parte finale i due spogliarelli di cui però esiste una documentazione fotografica. Le critiche dell'epoca al film sono state molto dure, come del resto a tantissimi film di Totò, sebbene non è mancata qualche voce fuori coro che elogiava la grande arte dell'attore.

Ugo Casiraghi:
"[..] Totò a Parigi, raffazzonato da Camillo Mastrocinque, è uno dei film più scadenti del nostro comico che, a dir la verità, ne ha sulla coscienza parecchi. Il suo disegno del capobanda nobile, per esempio, è completamente fallito, perché troppo serio. Totò che vive sugli alberi, che parla francese, o che fa Hitler al museo di cera, strappa invece qualche risata di passaggio [...]".

Da un articolo non firmato sull'Avanti:
"[...] Il repertorio di Totò - mossette da burattino, parole storpiate, smorfiacce e rotear d'occhi - è roba che conosciamo a memoria e la storia non poteva essere più povera di sale e di pepe".

Ancora un articolo senza firma tratto dal Corriere Lombardo:
"Prendete Totò: il successo di un film è assicurato per il novanta per cento [...]. Totò, nonostante il passare degli anni, è sempre lui. Basta che si muova sullo schermo per suscitare ilarità a non finire [..]".

Tra fine '58 e inizio '59 Totò ridiventa preda delle coproduzioni europee. L'italiana Jolly Film e la francese Gallus Film, già artefici del pastrocchio di Totò, Vittorio e la Dottoressa organizzano insieme anche Totò a Parigi, farsetta con cast misto e la consueta anonima regia di Camillo Mastrocinque. Metz, sempre più svogliato, mette insieme con Roberto Gianviti una stanchissima antologia di motivi totoeschi, ripresi dal repertorio teatrale ma anche ispirati alla figura reale dell'attore. [...]

di Alberto Anile

Nel film Totò esegue il famoso brano musicale Miss mia cara miss


Così la stampa dell'epoca

Immagini dal set

IMMAGINI DAL SET

(foto Archivio Istituto Luce)

Le locandine


LA VIDEOTECA

1958 - Toto a Parigi 1958 - Toto a Parigi

Durata: 00:02:37