Daniele Palmesi, Federico Clemente Feb 2014

TOTÓ, PEPPINO E LE FANATICHE

1958



Incasso lire 401.158.000 - Spettatori 2.560.692

Detti & contraddetti

Credevo che mia moglie fosse una carogna finché non ho visto la sua.

Tutto è perduto, anche l'onore.
Sei del Polesine? Vieni qua alluvionata mia!
Io mi ammazzo di lavoro per guadagnare il pane per mia moglie e per le mie figlie. Per me no: mangio solo crisini.
Voi siete scapole, noi siamo scapoli... Ci facciamo una bella scapolata!
Sei del Polesine? Vieni qua alluvionata mia!
Erano persone che non sapevano fare niente, tranne che mangiare. Mangiavano da professionisti.

Antonio Vignanelli

Scheda film

Titolo originale Totò, Peppino e le fanatiche
Paese Italia - Anno 1958 - Durata 89' - B/N - Audio sonoro - Genere commedia / comico - Regia Mario Mattoli - Soggetto Ruggero Maccari, Stefano Vanzina, Furio Scarpelli, Agenore Incrocci - Sceneggiatura Ruggero Maccari, Stefano Vanzina, Furio Scarpelli, Agenore Incrocci - Produttore Isidoro Broggi, Renato Libassi - Fotografia Anchise Brizzi - Montaggio Gisa Radicchi Levi - Musiche Michele Cozzoli, Johnny Dorelli,Renato Carosone - Scenografia Alberto Boccianti - Costumi Giuliano Papi


Totò: Antonio Vignanelli - Peppino De Filippo: Peppino Caprioli - Johnny Dorelli: Carlo Caprioli - Elena Borgo: Ada Caprioli - Alessandra Panaro: la figlia dei Vignanelli - Diana Dei: la moglie del capoufficio - Mario Riva: il capoufficio - Rosalia Maggio: Anita Vignanelli - Aroldo Tieri: il direttore del manicomio - Enzo Garinei: il giornalista - Giacomo Furia: il cugino di Giovanni - Peppino De Martino: Giovanni - Fanfulla: Giacinti - Renato Carosone: sé stesso - Antonio La Raina: trattario delle cambiali - Nicola Maldacea Jr.: il guardaporte

Soggetto, Critica & Curiosità

1958-toto-peppino-e-le-fanatiche2Soggetto

I poveri Antonio Vignanelli e Peppino Caprioli sono esasperati dagli hobby e le mode delle loro rispettive famiglie, che causano ai due molti problemi. I due vengono presi per pazzi e portati in manicomio ed appunto al direttore del manicomio raccontano come i vari equivoci che hanno portato al loro ricovero siano dovuti in realtà alle manie dei loro familiari.

I Mania: Il week-end
Il ragionier Antonio Vignanelli ed il cavalier Giuseppe Caprioli si conoscono a causa di un incidente automobilistico causato dal fanatismo dei loro figli. Mentre le famiglie litigano, Totò e Peppino stringono amicizia.

II mania: Gli elettrodomestici
La moglie del ragioner Vignanelli decide di liquidare la giovane e graziosa cameriera (a cui Totò cerca goffamente di fare la corte) per comperare dei costosi e moderni elettrodomestici. Totò, tenuto all'oscuro di tutto fino al momento di pagare delle sostanziose cambiali, si vendica a modo suo della moglie.

III mania: Gli hobby
Il ragionier Caprioli è ossessionato da un aumento di stipendio che il suo direttore (Mario Riva) non vuole concedergli. Il direttore gli propone allora di non pensare al denaro, e di andare a casa sua per coltivare degli hobby che gli consentiranno di rilassare la mente. Gli hobby che il direttore propone a Peppino non sono però quelli che lui credeva...

IV mania: Le maggiorate
Nell'ufficio del ragioner Vignanelli arriva una nuova collega supermaggiorata, che Totò ritiene erroneamente voglia sedurlo. L'equivoco si chiarisce solo quando la moglie di Totò decide di fargli una sorpresa in ufficio.

V mania: Lo spettacolo di beneficenza
L'ultima mania consiste in uno spettacolo di beneficenza che le famiglie dei ragioneri Vignanelli e Caprioli decidono di organizzare per aiutare i poveri orfanelli. L'organizzatore dell'evento, e lo scarso senso di solidarietà dei parenti ed amici delle famiglie Vignanelli e Caprioli, oltre alla loro incapacità nell'organizzare un simile spettacolo, rendono tragicomico l'esito della nobile iniziativa. Soltanto un intervento di un grande Renato Carosone e della sua orchestra, all'epoca all'apice del successo, riusciranno a salvare parzialmente lo spettacolo.

A seguito del fallito spettacolo di beneficenza, Totò e Peppino decidono a modo loro di aiutare i poveri orfanelli, ma vengono presi per pazzi e quindi portati in manicomio.

Critica e curiosità

Da un articolo senza firma sul Corriere d'Informazione:

«Totò e Peppino sono collaudatissimi, tanto che li mettono di richiamo persino nei titoli. Non importa, poi, se quello che c'è sotto l'etichetta è materiale di scarto o avariato, l'importante è che il prodotto sia contrabbandato col nome dell ditta Totò-Peppino [..]. Totò, Peppino e le fanatiche comunque, non è peggio degli altri film della lunga serie, quattro risate fa fare e il resto non conta [..]".»

Altro articolo non firmato su La notte:

«[..] L'idea escogitata dagli sceneggiatori di queste ennesime avventure dei due comici napoletani è nuova e originalissima : li mandano in manicomio. Si tratta come è noto di un terreno vergine per le vignette dei giornali umoristici o le barzellette da raccontare in ufficio. [..] Tutto il resto lo potete agevolmente immaginare : si tratta della solita frusta antologica di battute squallide [..]".»

«Antonio de Curtis s'è appena rimesso in forse e la D.D.L. torna improvvisamente a farsi viva. Broggi e Libassi hanno intenzione di realizzare almeno uno di quei Totò e Peppino progettati prima della tournée di A prescindere. Riacciuffano De Filippo, ripescano Mattoli e mettono insieme in fretta e furia Totò, Peppino e le fanatiche, il film meno riuscito della coppia.
Fedeli alla formula «comicità + numeri musicali», Broggi e Libassi scritturano Giorgio Guidi, in arte Johnny Dorelli; il giovanotto ha lanciato l'anno prima una simpatica canzoncina, Calipso Melody, ma soprattutto ha appena vinto Sanremo in coppia con Domenico Modugno cantando Nel blu dipinto di blu (popolarmente conosciuta come Volare). [...]»
di Alberto Anile


Così la stampa dell'epoca


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