LA CAMBIALE

1959



Incasso lire 708.209.000 - Spettatori 4.353.922

Detti & contraddetti

  • La baronessa è decaduta, va camminando dietro la bara.
  • È possibile che in Italia ritorni sua maestà il re? Per qualcuno servire un onorevole è un onore. Do ut des, ossia tu dai tre voti a me che io do un appalto a te. Gli elettori, ingenui fessacchiotti, creduloni. Pensate un po' che votano i candidati nella speranza che quelli, una volta arrivati a Montecitorio, facciano il loro dovere.
  • Massa Carrara sembrano due, ma sono una sola.
  • Sono stato a Juan le Pin, Giovanna la Pigna.
  • Ti sei rotto il piede destro e io ti ho sfasciato il sinistro? Scusami, ma sono mancino.
  • Sia ben chiaro che i nervi partono dai piedi e arrivano alla calotta cranica.
  • Si nazionalizza l'energia elettrica, si sfasciano le famiglie... Questi sono gli effetti del centro-sinistra, ma noi della destra siamo forti.
  • Siccome sono democratico, comando io.
  • La colazione degli inglesi si scrive britofist, ma si pronuncia bracfesso.
  • Democrazia significa che ognuno può dire tutte le fesserie che vuole.
  • Scelgo la biro perché sa come dice il proverbio? Chi prende la biro campa cent'anni.
  • In Italia i partiti spuntano come funghi.
  • Andai via dai Paesi Bassi perché, essendo troppo bassi, ero costretto a camminare piegato in due.

Antonio Posalaquaglia

Scheda del Film

Titolo originale La cambiale

Paese Italia - Anno 1959 - Durata 105’ - B/N - Audio sonoro - Genere commedia - Regia Camillo Mastrocinque F.Montemurro (aiuto) - Soggetto Vittorio Metz, Roberto Gianviti - Sceneggiatura Vittorio Metz, Roberto Gianviti, Giulio Scarnicci, Renzo Tarabusi, Federico Zardi,  Marco Scarpelli, Luigi Magni - Produttore Franco Palaggi, R.Palaggi (ispettore) - Fotografia Alvaro Mancori - Montaggio Roberto Cinquini - Musiche Carlo Innocenzi - Scenografia Piero Filippone - Costumi Ugo Pericoli 


Vittorio Gassman: Michele - Ugo Tognazzi: Alfredo Balzarini - Georgia Moll: Maria - Raimondo Vianello: Olimpio - Sylva Koscina: Odette Mercury - Paolo Ferrari: Ottavio - Erminio Macario: Tommaso La Candida - Totò: Antonio Posalaquaglia - Peppino De Filippo: Peppino Posalaquaglia - Tony Ucci: il manager di Ursus - Marisa Mantovani - Andrea Bosic: il principe Alessio - Aroldo Tieri: Pierluigi Bruscatelli - Lia Zoppelli: moglie di Alfredo Balzarini - Luigi Pavese: Temistocle Bisogni - Franca Dominici - Laura Nucci: la baronessa - Dina Perbellini: la marchesa - Nanda Primavera: Tamara, la zia di Ottavio - Jolanda Verdirosi - Olimpia Cavalli: Enrichetta, la cameriera - Nada Cortese - Gina Rovere: Lola Capponi - Mario Castellani: l'avvocato Incarta - Peppino De Martino: il cameriere della taverna - Eduardo Passarelli: il pretore - Giacomo Furia: il cancelliere - Ugo Sasso: il compagno di cella di Bruscatelli - Michele Malaspina: il ministro - Vittorio Ripamonti: un invitato in casa della sposa - Fara Libassi

Soggetto, Critica & Curiosità

1959-La cambialeSoggetto

Il noto finanziere Pierluigi Bruscatelli dopo aver pagato con una cambiale da 100 000 lire due truffatori, i cugini Posalaquaglia e il loro sprovveduto cliente complice, viene arrestato. In galera spiega al compagno di cella tutta la teoria sulle cambiali, teoria che viene illustrata dagli episodi del film.
I cugini Posalaquaglia convincono il loro padrone di casa, il cavalier Temistocle Bisogni, ad accettare in pagamento dei sei mesi di affitto arretrato la cambiale di Bruscatelli.
Con questa cambiale il cavalier Bisogni acquista da Michele un cane da caccia di provenienza incerta, spacciato per un setter di razza purissima. Michele è solo il commesso del negozio ed è continuamente umiliato dal proprietario Ottavio, fratello della sua fidanzata che non vede di buon occhio questo fidanzamento.
Michele è costretto a lavori umilianti come lavare e tosare i cani mentre finge di corteggiare le loro vecchie padrone; in realtà sogna avventure galanti con bellissime donne di quell'alta società di cui cura solo gli animali. Michele si confida col principe Alessio, un nobile slavo, con il quale è in confidenza curando i suoi due magnifici pastori scozzesi e ne riceve indicazioni sui locali notturni alla moda e su come sedurre una donna.
L'occasione per applicare questi consigli si presenta subito, quando nel negozio entra Odette Mercury. Michele prendendo a guinzaglio i levrieri del principe, si finge il principe stesso e così riesce ad ottenere un appuntamento galante per quella sera stessa. Al ritorno di Ottavio questi si adira con Michele per aver accettato la cambiale e quindi, come punizione, gira la cambiale stessa a Michele come pagamento anticipato dello stipendio.
Ma la brutta sorpresa viene quella sera stessa all'appuntamento con Odette. Dopo la cena in un ristorante di lusso, Odette invita Michele a casa sua e dopo una notte d'amore Odette si rivela una prostituta di alto bordo ed il povero Michele è costretto a pagarla con la cambiale di Bruscatelli.
Con questa cambiale Odette vorrebbe comprare una pelliccia di tapiro, ma il commesso Olimpio è irremovibile: non concede sconti per l'acquisto né accetta la cambiale in pagamento. Interviene Alfredo Balzarini, titolare del negozio, sensibile alle avances della bella Odette, che accetta la cambiale con la promessa di una conoscenza più approfondita. Olimpio, nonostante la vecchia amicizia con Alfredo, fa intervenire la moglie di questi, vera proprietaria del negozio, che scombina i piani del marito.
In seguito la moglie di Alfredo scopre la cambiale e fa una scenata al marito il quale, non potendosi discolpare, è costretto a restituire la cambiale. Recatosi a casa di Odette, Alfredo vi trova Olimpio, reduce da aver pagato il contributo "validità e giovinezza" alla ragazza, e viene a sua volta sedotto da Odette. Non essendo riuscito né ad incassare la cambiale né a riprendere la pelliccia, Alfredo viene coinvolto da Olimpio in un incontro di lotta truccato dove entrambi vengono picchiati e perdono la cambiale.
Alla fine Bruscatelli non paga poiché ha saldato il suo debito con la società con la prigione; la cambiale va in protesto ed ognuno dei personaggi coinvolti cerca di rientrare in possesso o del contante dovuto da chi ha girato la cambiale, o almeno della merce venduta.
Alla pellicceria si presenta l'ufficiale giudiziario che pretende il pagamento di una cartella esattoriale che Alfredo ha finto di aver pagato con i soldi recuperati dalla cambiale. Contemporaneamente viene presentata la cambiale protestata e la moglie di Alfredo scopre tutto. I due coniugi hanno un feroce litigio, Alfredo viene ferito e la pelliccia di tapiro viene recuperata.
Odette si presenta alla festa di nozze di Michele e prende in pegno l'abito da sposa della sorella di Ottavio in cambio del pagamento della cambiale. Ottavio si presenta nel negozio del cavalier Bisogni, compra merce per centomila lire, l'importo della cambiale, paga con la cambiale e fa portare via la merce da Michele. Subito dopo i due sono da Odette per scambiare la merce con l'abito da sposa e nasce subito una simpatia tra Ottavio ed Odette.
Il cavalier Bisogni ha una causa in pretura contro la prostituta Lola Capponi che lo accusa di averle sparato una fucilata nelle terga durante una battuta di caccia vantando testimoni oculari. Il cavaliere in cambio della cambiale propone ai due cugini Posalaquaglia una falsa testimonianza che lo scagioni. Al momento dell'udienza però i due cugini sono gli stessi testimoni, ovviamente falsi, precedentemente ingaggiati anche da Lola, pertanto sono allo stesso tempo pro e contro nella stessa causa. Il giudice se ne accorge subito e li fa arrestare.
In prigione ritrovano Bruscatelli, mentre viene scarcerato per l'intervento di un ministro. I due gli fanno presente la cambiale, e lui, facendo finta di essersi dimenticato di pagarla, la rinnova con un'altra cambiale che i cugini lasciano in deposito al secondino per le piccole spese durante la detenzione.
 

Critica e curiosità

Le riprese della pellicola iniziarono nel maggio del 1959 ma il film rischiò di non essere completato a causa dello stato di salute di Totò, uno degli interpreti principali secondo il copione originario, la cui ricorrente malattia agli occhi si aggravò improvvisamente dopo due soli giorni di lavorazione a causa della virulenza delle luci sul set. L'attore, praticamente cieco, fu costretto a sospendere la riprese a tempo indeterminato. Il regista Camillo Mastrocinque, rassegnatosi ormai a terminare il film senza la presenza di Totò, modificò la trama e continuò a girare una nuova versione del film che riduceva al minimo le scene dell'attore napoletano, completando il tutto nel giugno 1959. Il film venne montato e presentato alla commissione di censura, ma la riduzione delle scene con Totò pesava molto sul risultato finale e la casa di produzione dell'opera, la Jolly Film, insistette affinché l'attore tornasse a finire il film. Nell'ottobre seguente, dopo cinque mesi di pausa, Totò fece ritorno sul set dietro permesso speciale dei suoi medici con l'intenzione di effettuare una settimana di nuove riprese. Mastrocinque girò quindi delle scene suppletive con Totò e con Peppino De Filippo, che venne scritturato appositamente dato che inizialmente la sua presenza non era prevista nel cast originale della pellicola.[2] Il film, con l'aggiunta delle nuove scene, venne quindi rimontato e uscì nei cinema alla fine di novembre.
Il film ebbe diversi problemi con la censura dell'epoca. La commissione del Ministero dello Spettacolo ebbe da ridire su alcune scene del film ritenute troppo audaci, ordinando di modificare quelle dove il personaggio di Sylva Koscina scopre troppo una gamba per provare una giarrettiera e quando per sedurre Tognazzi, togliendosi il soprabito, si mostra di spalle a schiena nuda dando ad intendere di essere completamente nuda; ed infine di eliminare un'intera scena con Vittorio Gassman e Georgia Moll girata sull'Appia Antica dove era troppo evidente che i due avrebbero finito per appartarsi.
Il film ha una struttura ad episodi e Totò fa soltanto una partecipazione. Inizia a girare la sua parte il 6 giugno del '59, ma dopo un paio di giorni ancora problemi all'occhio lo costringono al riposo. Il film e' ormai terminato, tutti gli episodi sono completati manca solo quello di Totò ma nessun medico è in grado di dire quando gli sarà possibile ritornare a girare.Ritorna nei teatri di posa della Titanus il 31 ottobre e gira la sua parte in una settimana, poi di nuovo riposo. E' costretto a rifiutare per motivi di salute la proposta di"Ferdinando I re di Napoli" in cui avrebbe recitato ancora con Peppino.

 

[..] L'idea era ottima. Poteva dar luogo a un film drammatico. i viaggio di una cambiale alla scoperta della disperazione italiana. [..] Totò, Peppino, Tognazzi e Vianello formano coppie talmente affiatate, che ormai non sentono più nemmeno il bisogno di prepararsi. E fanno male [..]»

Ugo Casiraghi

 

«[..] Spicca [..] il duetto Totò-De Filippo davvero spassoso specialmente nella scena in Pretura che conclude in farsa la vicenda».

Leo Pestelli
 

 «Una farsaccia, ma buttata giù da chi crede ancora nella ricetta della torta in faccia, della sedia improvvisamente tolta di sotto il sedere e della moglie che bastona il marito e ci crede con tanta fede da comunicarne una certa parte agli spettatori [...] Inutile dire che i più efficaci sono Totò e Pep-pino De Filippo [...]»

Giovanni Mosca, «Corriere d'Informazione», Milano, 20 novembre 1959

«[...] Un film a incastro, che ha i suoi capitoli più spassosi laddove sono di scena Totò in ottima forma e Peppino De Filippo che gli fa buona compagnia [...]»

«Corriere della Sera», Milano, 20 novembre 1959

 «Padre e figlio in Arrangiatevi, nella Cambiale Totò e Peppino diventano cugini. Sono i due scalcagnati avvocati Posalaquaglia, campano di imbrogliucci e false testimonianze; la cambiale del titolo la ricevono all'inizio del film dal finanziere truffaldino Bruscatelli (Aroldo Tieri): nel corso della vicenda il pezzo di carta andrà a riempirsi di firme fino a tornare inesorabilmente tra le mani dei due malcapitati. Anche nella Cambiale, diretto con un certo brio da Camillo Mastrocinque, Totò fa soltanto una partecipazione: la struttura del film è a episodi, i cambi di proprietario del «pagherò» sono solo il pretesto per una serie di episodi interpretati da diversi attori. [...]»

di Alberto Anile


Così la stampa dell'epoca


LE INCONGRUENZE

  1. Michele si sta rivestendo dopo la notte passata con Odette: quando si fa il nodo al cravattino, questo e' visibilmente fatto in maniera raffazzonata, ma diventa perfetto dopo uno stacco troppo breve su Odette. Non solo: nella prima ripresa, sopra il parapetto a cui e' appeso un vestito c'e' un altro capo di vestiario, che e' sparito nella seconda.
  2. La futura moglie di Michele prima butta il vestito del matrimonio fuori dalla camera, poi però la si vede piangere vestita da sposa con tanto di velo. Quando Michele torna nel corridoio col futuro cognato la cameriera riferisce che il vestito se l'è portato via la Koscina come caparra.

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Immagini dal set

 

IMMAGINI DAL SET

Le location del film, ieri e oggi

logodavi
Tutte le immagini e i testi presenti qui di seguito ci sono stati gentilmente concessi a titolo gratuito dal sito www.davinotti.com e sono presenti a questo indirizzo.
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  Il palazzo della sig Odette Mercury, ove Tognazzi e Vianello si recano per tentare di riavere il vestito pagato in cambiale, è in via Alberico Albricci, traversa di via della Farnesina, a Roma. Qui vediamo Tognazzi entrarvi mostrando il palazzo che sta esattamente di fronte
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  Questo invece è l'ingresso del palazzo vero e proprio visto dall'esterno. Le due foto insieme dimostrano l'esattezza della location
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Il carcere nel quale vengono condotti, in tempi diversi, il commendator Bruscatelli (Tieri) e i due cugini Antonio e Peppino Posalaquaglia (Totò e Peppino De Filippo) è il carcere di Regina Caeli, in Via della Lungara 28 a Roma

Le Locandine


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