Daniele Palmesi, Federico Clemente Mar 2014

LETTO A TRE PIAZZE

1960



Incasso lire 458.495.000 - Spettatori 2.676.093

Detti & Contraddetti

Cara accanto a te mi sento bollire, se mi metti un uovo in mano lo faccio alla cocca.
È stata una guerra terribile: granate che scoppiavano a destra, granatine che scoppiavano a sinistra; nella confusione ci uscì pure una mezza gazzosa.

Antonio

Scheda del film

Titolo originale Letto a tre piazze
 Paese Italia - Anno 1960 - Durata 105’ - B/N - Audio sonoro - Genere commedia - Regia Steno - Soggetto Lucio Fulci, Bruno Baratti, Vittorio Vighi - Sceneggiatura Alessandro Continenza, Steno, Lucio Fulci, Bruno Baratti, Vittorio Vighi - Fotografia Alvaro Mancori - Montaggio Giuliana Attenni - Musiche Carlo Rustichelli 

Totò: Antonio Di Cosimo - Peppino De Filippo: Prof. Peppino Castagnano - Nadia Gray: Amalia - Cristina Gaioni: Prassede, la cameriera - Aroldo Tieri: Avv. Vacchi - Gabriele Tinti: Nino, il fidanzato di Prassede - Angela Luce: la soubrette Janette - Mario Castellani: il preside - Luciano Bonanni: tassista - Riccardo Ferri - Bruno Scipioni: il cameriere - Nico Pepe: il direttore dell'albergo - Cesare Fantoni: Don Ignazio - Paolo Ferrara: il commissario

Soggetto, Critica & Curiosità

1960-letto-a-tre-piazzeOggetto

Roma, inizio degli anni sessanta. Giuseppe Castagnano, stimato professore di lettere, è felicemente sposato con Amalia da dieci anni e proprio durante i festeggiamenti dell'anniversario riappare Antonio Di Cosimo, il primo marito di Amalia, disperso in Russia durante la guerra e creduto morto da ormai vent'anni. Dopo un tentativo di un'assurda vita coniugale a tre, la situazione fa precipitare il solido rapporto tra Peppino e Amalia: così i due mariti, su consiglio anche di Don Ignazio, parroco di fiducia di Amalia, sono costretti a convincere la donna che la situazione può essere risolta solo se lei effettuerà una scelta in favore di uno dei due.
Comincia pertanto una divertente "sfida" tra i due mariti che cercano di screditarsi a vicenda al fine di convincere Amalia che l'altro marito è un fedifrago e poco di buono. Alla fine Amalia, disperata per i continui litigi tra Antonio e Peppino, decide di andare in crociera alle Isole Canarie con l'avvocato Vacchi, da sempre innamorato di Amalia. Antonio e Peppino cercano di raggiungerla, ma il loro aereo precipita e i due vengono considerati dispersi. Sette anni dopo si ripresentano, vivi e vegeti, il giorno dell'anniversario di matrimonio di Amalia con il suo ex-avvocato e nuovo marito.

Critica e curiosità

Il film è ispirato ad un fatto realmente accaduto a Napoli, i duetti del duo Totò - Peppino come al solito sono irresistibili. Peppino De Filippo confermò in un'intervista: "Tutti i films che abbiamo girato assieme, spesso li abbiamo recitati 'a soggetto'. Creati lì per lì, scena per scena, al momento di 'girare'". In "Letto a tre piazze", per esempio, Peppino cerca di prender sonno accanto a Totò che, secondo il copione, dovrebbe guardarlo per qualche istante. Poi, ricorda Steno, si dovrebbe dare lo stop. Ma Totò lo guarda con insistenza e con un sorriso strano, sempre più "interessato". Alla fine, non sentendo lo stop Peppino apre gli occhi. Allora Totò crea: "Ma sa che io più la guardo e più mi convinco che non è affatto brutto?". Novità nel film la presenza di un terzo incomodo, l'avvocato, interpretato da Aroldo Tieri. Il film ha ricevuto nel 1960 al Festival del cinema comico e umoristico di Bordighera l'ulivo d'oro.

Scriveva Claudio G. Fava:
«Totò e Peppino De Filippo sono sistematicamente adoperati dai produttori del più usuale film comico italiano così come accade alle coppie brillanti nell' avanspettacolo. Buttati allo sbaraglio, senza copione e con molto mestiere, ad arrangiarsi in scena, alla bell'e meglio.[..] Quello che Steno, vecchio praticante del sottocinema comico italiano, ormai non cerca neppure più di simulare. Tanto sa che il pubblico, tollerante, ride in ogni caso. E si diverte, beato lui».

 

E da un articolo sul Roma a firma"vice":
«Peppino De Filippo e Totò [..] sono i protagonisti di questo film di Steno, tutto da ridere dal principio alla fine. Il film è sul solito metro di tutti gli altri che hanno Totò e Peppino De Filippo quali protagonisti. Il soggetto è comunque indovinato e si rifà ad un episodio avvenuto proprio qui a Napoli qualche tempo fa».


Così la stampa dell'epoca


Analisi

Il caso giuridico di Letto a tre piazze

La storia del film Letto a tre piazze è sicuramente immaginaria, ma trae spunto da non pochi casi di cronaca dell'epoca. Bisogna ricordare la tremenda avventura dell'Armata italiana in Russia: i morti furono tanti, ma moltissimi furono i dispersi e tantissimi i soldati che tornarono a casa solo qualche anno dopo.
In una divertentissima scena di Letto a tre piazze, l'avvocato Vacchi, l'avvocato di famiglia, ricorda quanto il Codice Civile preveda per casi del genere. L'avvocato richiama concetti ben noti agli studenti di Giurisprudenza del primo anno, concetti quali quello del "Matrimonio nullo".
Richiama poi alcuni articoli del Codice: in un primo momento, il 58, il 60, il 65 e il 63, e sino a questo punto la legge sembra tutelare gli interessi del secondo marito, Peppino De Filippo.
Ma poi spunta il famoso articolo 68, articolo che garantisce la nullità del secondo matrimonio, in caso di ritorno della persona di cui sia stata dichiarata la morte presunta.
Totò va in visibilio e si lascia andare all'entusiasmo: "Evviva l'avvocato! Evviva il 68! Che testa! Che testa di avvocato! Bisognerebbe fargli un busto, glielo faccio io! Quindi il 68 è dalla parte nostra!".
La situazione prospettata in Letto a tre piazze s'ingarbuglia ulteriormente quando il parroco, don Ignazio, raccogliendo le confidenze di Amalia, viene a sapere che il primo matrimonio non era stato "consumato": caso quindi di matrimonio "rato" ma non "consumato".


L'avvocato di Letto a tre piazze, l'avvocato Vacchi

Il film Letto a tre piazze è caratterizzato, soprattutto nella parte inziale, da una successione quasi ininterrotta, di scene e gags godibilissime, basate tutte sulle eccezionali capacità comiche di Totò e della sua grande spalla Peppino.
Da sottolineare anche l'interpretazione in Letto a tre piazze da parte di un giovanissimo Aroldo Tieri dell'avvocato Vacchi, avvocato interessato più alle grazie di Amalia che alla tutela degli interessi dei suoi conoscenti e clienti.
E' un vero tormentone:
-si incomincia con la scena iniziale di Letto a tre piazze, la scena della festa per l'anniversario di matrimonio; mentre il professor Castagnano declama una poesia, il nostro avvocato si mangia con gli occhi la bella Amalia, incurante che ciò accada dinanzi al marito Peppino;
-impermeabile alle minacce del marito (Peppino gli dichiara che sarebbe anche capace di uccidere per gelosia), quando viene chiamato dai tre protagonisti di Letto a tre piazze per chiarire cosa la legge preveda per il caso in questione, si lascia andare ad un lunghissimo baciamano, incurante questa volta della presenza non di uno, ma di due mariti;
-propone con sfrontatezza ai due mariti, per salvaguardare i loro interessi, di sottrarre Amalia a entrambi, portandola a casa sua.
-diventa protagonista degli incubi di Peppino; in effetti, in sogno, il buon Peppino comprende che il suo vero rivale non è il reduce dalla Russia, ma l'intrigante e affascinante avvocato.

Totò e Peppino dormono insieme

Vi è prima una lunghissima discussione su come affrontare la notte; come già ricordato, l'avvocato Vacchi propone ai due di portare via, a casa sua, Amalia. Dopo un attimo d'incertezza, Totò e Peppino cacciano di casa l'avvocato.
Prosegue Totò, riproponendo in Letto a tre piazze un modo di argomentare già ascoltato in Totò a colori in un'analoga situazione (la scena del treno): "A me è venuta un'idea. Oddio a me piace! A voi, non so. A me mi piace, francamente mi piace!" . L'idea è quella di dormire in tre sul letto matrimoniale, con lui al centro ed Amalia e Peppino ai due lati! Scartata questa soluzione, Totò e Peppino vanno a dormire insieme nel letto matrimoniale.
In Letto a tre piazze si ripete quindi una situazione già vista in Totò e Peppino divisi a Berlino: vi è un letto, il letto di Peppino; Totò è l'intruso, ma dopo pochi minuti Totò riesce ad impadronirsi di quasi tutto lo spazio, relegando Peppino in un angolo.
La scena è tra le più comiche del duo Totò-Peppino, e non solo del film Letto a tre piazze. Totò non riesce ad addormentarsi; prima pretende di lasciare accesa la luce, poi incomincia a parlare ad alta voce "toccando" il sedere di Peppino e affermando "Questo è il mondo, questo è il mondo!", quindi chiede a Peppino una grattatina alla schiena; l'insonnia continua e Totò si mette a passeggiare sul letto, poi pretende di "passare sopra" Peppino perché, afferma, "voglio andare là"; in conclusione, trova finalmente pace appendendo alla parete il ritratto di Stalin.

Totò e la lavagna

La trama di Letto a tre piazze ci mostra il professor Castagnano andare a scuola, costringendo il "reduce" Antonio ad accompagnarlo; lo presenta al preside come un suo assistente.
Peppino è costretto ad assentarsi dall'aula, lasciando quindi a Totò l'onere di tenere l'ordine tra le sue allieve.
Totò decide di passare a una valutazione delle studentesse, e utilizza la lavagna per una particolare classificazione; invece della tradizionale ripartizione tra "buoni" e "cattivi", un vero classico nei ricordi scolastici di tutti noi, impone una classificazione tra "bone" e "cattive".
Passa quindi in rassegna tutte le ragazze; arriva la prima, una maggiorata, e Totò commenta:
"Quanto è buona lei! Lo leggo nei suoi occhi, lei è buona. Oddio non esageriamo, bisogna saperla prendere, ed io saprei prenderla e prendendola per il suo verso lei è la bontà personificata!".
Dopo tante "bone", Totò è costretto a valutare la Bernabei, la prima della classe; una racchiona!
Gli si presenta all'improvviso, dopo tante bellezze: "Che scherzi sono questi! Lei non mi sembra tanto buona. In castigo, nell'angolo! Lei mi da il cattivo esempio, mi contamina la classe!".

Le location del film, ieri e oggi

logodavi
Tutte le immagini e i testi presenti qui di seguito ci sono stati gentilmente concessi a titolo gratuito dal sito www.davinotti.com e sono presenti a questo indirizzo.
  
  Il palazzo dove abitano Amalia (Gray) e il suo secondo marito Peppino Castagnano (De Filippo) e nel quale si troveranno a coabitare con il precedente consorte Antonio Di Cosimo (Totò), erroneamente dato per morto quasi vent’anni prima in Russia e improvvisamente ritornato a casa si trova in Via Crescenzio 12 a Roma. Nella sequenza d’apertura del film vediamo De Filippo parcheggiare davanti all’ingresso (alle spalle della macchina da presa).
   
 ed entrare nell’edificio, posto all’angolo con Via Virgilio 
   
  Villa La Quiete, la casa di riposo nella quale viene ricoverata Amalia (Gray), vittima di un esaurimento nervoso a causa della difficile convivenza con i suoi due “pretendenti” mariti, è in realtà la palazzina che ospitava la direzione dei Cinecittà Studios, in Via Tuscolana 1055 a Roma.
   
  La piazza dove Amalia (Gray), stufa dei litigi dei suoi due “pretendenti” mariti, propone all’avvocato Vacchi (Tieri) di andare a stare da lui è Piazza di Campitelli a Roma, che vedremo anche l'anno successivo in "Una vita difficile".
   
  La pensione Mimosa presso la quale Peppino Castagnano (De Filippo) e Antonio Di Cosimo (Totò), tentano di screditarsi l’un con l’altro agli occhi della comune moglie Amalia (Gray) si trova in Via Giovanni Nicotera 31 bis a Roma. Grazie a Mauro per fotogrammi e descrizione. In questo primo fotogramma ci troviamo all'esterno della palazzina che ospita la pensione, il cui ingresso è sulla destra, fuori campo
   
Totò fa capolino dall'ingresso, le cui ante sono le stesse di cinquant'anni fa

Immagini dal set

IMMAGINI DAL SET

Le immagini presenti in questo spazio sono state concesse da Federico Clemente

Le Locandine


Video list not found