TOTÓ, FABRIZI E I GIOVANI D'OGGI

1960



Incasso lire 470.800.000 - Spettatori 2.747.914

Detti & contraddetti

Il capogabinetto? Ma come, in un ministero così grande c'è un solo gabinetto?


Lei ottiene quel che vuole: è un autonomo.


Che tempi! Gli ospedali tutti pieni, i cimiteri esauriti.


Chiedo l'annullamento del matrimonio alla Sacra Ruota, anzi per tutte le ruote.


Abbiamo due figli: mia moglie è la madre dei racchi.


Se il ragazzo che vuoi sposare è bello, vuol dire che non ha una lira: i fidanzati ricchi sono racchi.


Sono un pasticciere, ho duecento uova bulgare venute da Monza, via mare. Ci faccio la colomba pasquale che è buona, bonissima, è la Sofia Loren delle colombe.


La nostra è un'epoca atonica, un'epoca di reattori, missili, metropolitane e stelle filanti.


In occasione del matrimonio ci vuole il tigt. Che strano nome! A Napoli diciamo sciammèria.


Questa non è una casa, è un abitacolo, un cunicolo, un'albicocca.


Molti cavalieri, tanti cavalieri, troppi cavalieri.


Vi conoscete appena e già volete sposarvi? E che è, un matrimonio tra telegrafisti?


In politica un impegno ci vuole. Uno prima s'impegna, poi si spegna: sarebbe troppo comodo.


Signore, di sua moglie mi piace tutto, tranne il marito.


- Chiederò l'annullamento del matrimonio tramite la Sacra Rota!
- Quale ruota?
- Quella di Roma!
- E io per tutte le ruote!


Lei è mai stato in qualche posto?


È la somma che fa il totale.


Biancaneve dove la mettiamo?


Cosa vuol capire lei? Con quella faccia!


D'Amor..si muore... di fame


Suo figlio non si prende una ragazza qualunque, si prende una Cocozza! E noi, modestamente, siamo conosciuti! Pensi a suo figlio, va a teatro, in un cinema, con la Cocozza sotto il braccio, capirà che fa una bella figura!


Io le scuse le accetto a casa mia dalle diciassette alle venti e non oltre.


Esigo rispetto da mia figlia, per i miei capelli bianchi e per i miei pedalini a strisce.

Cocozza: Ma io chiedo l'annullamento, sa?
D'Amore: No, lo chiedo io l'annullamento!
Cocozza: Prego, l'ho detto prima io!


D'Amore: Sa che cos'è sua figlia? È una ninfetta!
Cocozza: Badi come parla! Noi in casa stiamo tutti quanti bene di salute, mia figlia non ninfetta nessuno!


Antonio: Mia cara, io, qui dentro, non c'ho mica un cervello!
Matilde: Eh, lo so da un pezzo!


Antonio: Dove sono le altre stanze?
D?Amore: Non ce ne sono altre.
Antonio: Ah, e questa me la chiamate casa? Questa è un abituro, un cunicolo, un'albicocca!
D'Amore: Come si permette, questa è una casa decorosa!
Antonio: Eh, le conosciamo queste case decorose... È talmente decorosa che suo figlio è scappato...
D'Amore: Istigato da sua figlia!!


Antonio Cocozza

Scheda del film

Titolo originale Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi
Paese Italia - Anno 1960 - Durata 92 min - Colore B/N - Audio sonoro - Genere commedia - Regia Mario Mattoli - Soggetto Castellano e Pipolo - Sceneggiatura Castellano e Pipolo - Produttore Isidoro Broggi, Renato Libassi - Fotografia Alvaro Mancori - Montaggio Gisa Radicchi Levi - Musiche Gianni Ferrio


Totò: cav. Antonio Cocozza - Aldo Fabrizi: rag. Giuseppe D'Amore - Christine Kaufmann: Gabriella - Geronimo Meynier: Carlo D'Amore - Franca Marzi: Matilde - Rina Morelli: Teresa - Serena Verdirosi: la figlia del rag. D'Amore - Ester Carloni: zia Carlotta - Liana Del Balzo: zia Adelaide - Carlo Pisacane: il nonno - Luigi Pavese: il commendatore La Sarda - Oreste Lionello: il compagno di scuola di Gabriella - Angela Luce: Angela, la commessa - Antonio Acqua: il divoratore di cannoli - Ughetto Bertucci: il tipografo - Mimmo Poli: il cliente della pasticceria davanti alla tv - Nando Angelini: il commesso della pasticceria - Sandro Moretti: un amico di Carlo - Elena Fabrizi: la padrona della trattoria - Nino Milano: il tassista - Nino Manfredi: (non accreditato) la voce narrante - Salvo Libassi: proprietario tipografia Rigolini - Renato Mambor: Ermanno Tazzoli detto "il diavolo della domenica" ovvero lo sterminatore delle serve - Annamaria Gambineri: la presentatrice TV - Riccardo Paladini: intervistatore della TV - Dino Valdi: tassista delle 950 lire

Soggetto, Critica & Curiosità

1960-Toto Fabrizi e i giovani doggiSoggetto
Carlo, studente ad un passo dal diploma da geometra, e Gabriella, studentessa in una scuola per traduttori, si innamorano e decidono di sposarsi: arriva dunque il momento di comunicare la notizia alle rispettive famiglie.

Il padre di Gabriella, il Cavalier Antonio Cocozza, titolare di una pasticceria, sembra accogliere la notizia con disappunto, ma in realtà teme solo di doversi scontrare con la moglie Matilde, così, capito che la figlia è davvero innamorata, con uno stratagemma riesce a estorcere alla severa consorte il consenso di nozze. A casa di Carlo, invece, la situazione si presenta diversa. Il padre, il ragionier Giuseppe D'Amore, si mostra subito decisamente contrario alla questione, principalmente per motivi economici: il suo lavoro al Ministero non gli consente delle entrate tali da poter sostenere le spese di un matrimonio. Il ragazzo, molto devoto al padre, rinuncia allora alle nozze, comunicando la notizia a Gabriella e mandando su tutte le furie anche la famiglia di lei.

A smuovere il ragionier D'Amore ci penserà però la moglie Teresa che, mostrando al marito una vecchia lettera che lui le aveva dedicato perché suo padre, a suo tempo, non intendeva dare il consenso al loro matrimonio, lo convince a lasciar sposare i due innamorati. Carlo, avuto il consenso del padre, finalmente incontra il cavalier Cocozza, che accetta la richiesta del giovane per organizzare il matrimonio entro i successivi tre mesi.

Per il pranzo di fidanzamento viene scelta una trattoria, in cui Cocozza e D'Amore fanno reciproca conoscenza. Dopo diverse incomprensioni su chi debba pagare le varie spese del matrimonio, i due genitori rompono le trattative, gettando nello sconforto i promessi sposi.

Per sanare il conflitto tra i rispettivi padri, Carlo e Gabriella organizzano allora una finta fuga d'amore. Messi alle strette da una telefonata dei figli, i due padri danno il consenso alle nozze e Cocozza riesce, ricorrendo ad uno stratagemma, a trovare il modo di obbligare D'Amore a sobbarcarsi le spese per l'appartamento dei ragazzi.

Per non venire meno all'impegno preso, visto che le sue entrate non gli permettono di meglio, D'Amore entra in una cooperativa edilizia del suo ministero, ottenendo un appartamento più vicino all'aeroporto di Ciampino che a Roma, cosa che crea ulteriori frizioni tra i due padri.

Per ricucire l'ennesimo strappo tra i due, le due famiglie fanno credere a entrambi che l'altro voglia scusarsi, combinando un incontro tra i due alla pasticceria di Cocozza. Ma anche in questo caso l' incontro finisce in lite.

Si arriva quindi al giorno delle nozze: Cocozza e D'Amore si accorgono di aver ricevuto dal sarto ognuno il vestito dell'altro e sono costretti ad un surreale scambio di vestiti in taxi fuori dalla chiesa, che li porta all'ennesima litigata: sempre più decisi a interrompere le nozze, i due arrivano quando ormai è troppo tardi: i figli si son già sposati.

Critica & curiosità 

Il film, che puo' essere considerato una variante de "I Tartassati", fu girato all'insegna del divertimento, pare infatti che i due comici a stento riuscivano a trattenere le risa prima di ogni ciak. Eccezionale i duetti fra i due attori, tra tante ricordiamo la battuta: "Suo figlio si piglia una Cocozza...e un domani va con una Cocozza sotto il braccio".


Così la stampa dell'epoca

«[...] Nessuno ha mai preteso che Mario Mattoli facesse un bel film, neppure Mario Mattoli. Perciò non siamo meravigliati di vedere il solito Totò e il solito Fabrizi invischiati in una scombinata storiella dove le battute sono per metà incomprensibili dato che tutti in scena fanno a gara a chi grida di più [...] Totò, Fabrizi e gli altri, ma loro due in special modo, hanno la responsabilità di giustificare le pretese umoristiche-pagliaccesche della vicenda [..]»

«Avanti!», Milano, 20 agosto 1960.

«[...] La trama è il pretesto per consentire lo scontro verbale, spesso arguto, tra i due grandi attori. Si ride alla loro mimica e per il dialogo, sempre vivo e divertente, Totò e Fabrizi sono impegnati a fondo e dispensano a piene ma"ì la loro carica comica [...]»

«Corriere Lombardo», Milano, 20 agosto 1960.

«I giovani d'oggi non c'entrano. [..] la prima parte del titolo è, invece, veritiera : è un festival Totò - Fabrizi, sono le loro liti e i loro duetti che alimentano la comicità dalla grana grossa del film. [..] Totò è un grande e Fabrizi non gli è da meno.»

Morando Morandini, 1960

«Totò interpreta Antonio Cocozza. Il film è la storia di Romeo e Giulietta, rivisitata in chiave farsesca: due giovani innamorati non riescono a coronare il loro sogno d'amore a causa delle liti tra le rispettive famiglie. I consuoceri terribili sono Totò e Aldo Fabrizi, impegnati a farsi dispetti e a insultarsi: uno è il pasticciere Cocozza, l'altro il ragionier D'Amore, un burocrate inguaribilmente avaro. Gli screzi nascono da due mentalità agli antipodi, in un contrasto sottolineato da una serie di battute, per arrivare, s'intende, al previsto matrimonio. Il film è la storia di Romeo e Giulietta, rivisitata in chiave farsesca: due giovani innamorati non riescono a coronare il loro sogno d'amore a causa delle liti tra le rispettive famiglie. [...]»

Matilde Amorosi


I documenti

Alcune battute e alcune scene da non dimenticare di Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi

L'esame del futuro genero

Il giovane Carlo si presenta per la prima volta al futuro suocero.
Totò ha due compiti: valutare il giovanotto e, su ordine della moglie, obbligarlo a un fidanzamento lungo (1-2 anni...).
Subito e in maniera chiara gli dice che gli deve fare alcune domande per conoscerlo.
Diversi i quesiti, i primi tre per "dovere" ( "Si interessa di politica? "; "E' iscritto a qualche partito? "; "Milita? "), gli ultimi due, invece, molto più importanti :"Ha visto La Dolce vita? "; "Le è piaciuta? ".
Le risposte sono positive e l'esame è superato!

Poi discute sul fidanzamento: il famoso fidanzamento "lungo " (1-2 anni) chiesto dalla moglie salta: la trattativa si chiude per ben due mesi!

L'incontro tra le due famiglie

L'incontro tra le due famiglie avviene in una trattoria di campagna; il regista Mattoli lo presenta come uno duello tipo Far-West.
La conflittualità tra le due famiglie o, meglio, tra i due consuoceri è tutta basata sugli aspetti economici; il ricco Totò arriva in autobus per non mettere in difficoltà Fabrizi; questi invece arriva in auto, presa a noleggio, per non sentirsi inferiore al rivale. Poi si scatena il primo litigio sulle spese matrimoniali e su chi se ne debba fare carico.
Di grande comicità è l'atteggiamento del rag.D'Amore; temendo che, come da prassi, debba essere lui a pagare il conto, ordina per la propria famiglia quattro economici brodini . Quando poi, per un equivoco, capisce che la prassi preveda che sia il padre della sposa a dover pagare il pranzo, cambia la "comanda " in "quattro fettucine, burro, sugo, formaggio e rigaglie di pollo; una doppia! ". Purtroppo per lui l'equivoco si chiarirà e dovrà pagare il pranzo.

Lo scambio di abiti 

Il sarto invia l'abito di Totò confezionato per le nozze a Fabrizi e viceversa.
Questo errore provoca alcune scene di irresistibile comicità, come quella che avviene all'interno di un taxi dove i due due provano a scambiarsi gli abiti.
Da notare una battuta di Totò, classificabile tra quelle "demenziali " del nostro: nell'osservare l'immensa vastità del pantalone (del consuocero) che ha indossato, commenta: "Non ho avuto un pancione così, neanche in tempo di guerra! ".

Il tormentone di Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi

Totò, sin dal primo incontro con il consuocero, è convinto di averlo già conosciuto. Nello svolgersi della storia crede più volte di ricordarsi come e dove abbia conosciuto Fabrizi. Nessuna delle ipotesi è particolarmente lusinghiera per il ragionier D'Amore!
Si inizia dopo solo pochi minuti di conoscenza: "Lei non vendeva le sigarette all'angolo di via San Silvestro, con la sua cassettina? ".
Si prosegue a casa D'Amore: "Lei non è quello che per conto della Sacra Famiglia andava in giro con il sacco a raccogliere rifiuti? ".
Mentre danno un'occhiata alla futura casa dei ragazzi:
"Lei, per caso, non suonava il trombone nella banda municipale di Tivoli? ".
E subito dopo: "Per caso era l'accalappiacani di Frascati? ".
Successivamente:
"Lei per caso faceva il barbiere a Centocelle? ".
Alla fine, nel taxi dove si stanno scambiando gli abiti, riesce a ricordarsi finalmente chi sia il realmente il Rag.D'Amore: un fascistone che gli aveva buttato per aria il cappello durante una sfilata, da cui il soprannome di "Lo schiaffeggiatore di Via dell'Impero ". 

Su quale ruota?

La scena finale di Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi è scoppiettante come tutto il film. Come prima accennato, Totò e Fabrizi litigano per l'ennesima volta nel taxi dove si stanno scambiando gli abiti; la causa scatenante l'ultimo litigio è dovuta al fatto che Totò riconosce in Fabrizi un vecchio fascista manesco e arrogante.
Decidono, pertanto, per l'ennesima volta che il matrimonio non deve aver luogo; fortunatamente arrivano tardi per riuscire nel loro intento, i ragazzi sono ormai già sposati:

Cocozza: "Questo matrimonio non s'ha da fare! ";
D'Amore: " Non si devono sposare. ";
La signora D'Amore: "Ma sono già sposati! ";
Cocozza: "Io chiedo l'annullamento! ";
D'Amore: "No, lo chiedo io! ";
Cocozza: "L'ho detto prima io. ";
D'Amore: "Ma io lo chiedo attraverso la Sacra Rota! ";
Cocozza: "Quale ruota? ";
D'Amore: "Quella di Roma. ";
Cocozza: "E io su tutte le ruote! ".

La Colomba Cocozza

Totò interpreta il protagonista, il famoso "Cocozza Cavalier Antonio della premiata pasticceria omonima". Il prodotto di punta della rinomata pasticceria è la famosa Colomba Cocozza! Il cavalier Antonio fa di tutto perchè il suo gioiello abbia successo; arriva addirittura a chiedere scusa all'odiato futuro suocero rag.Giuseppe D'Amore (Aldo Fabrizi) pur di ottenere da lui una raccomandazione presso il ministero per la fornitura di ben tremila colombe Cocozza da dare a ciascun dipendente in occasione della Pasqua!
Aldo Fabrizi prima nega i suoi servigi, poi, convinto dalla moglie, acconsente e raccomanda presso il suo capo-gabinetto (Luigi Pavese) la fornitura della famosa Colomba Cocozza.
Qual è il risultato della fornitura? Un ministero vuoto, perchè tutti gli impiegati che hanno assaggiato la famosa Colomba Cocozza, si sono poi sentiti male e stanno a letto a casa!


Foto di scena e immagini dal set


Le incongruenze

    1. Il ragioniere D'amore (Aldo Fabrizi) ed il Cav. Cocozza (Toto') vanno a visitare l'appartamento in costruzione dei promessi sposi, Toto spinge "inavvertitamente" Aldo in una carriola piena di gesso, in pratica ci si siede sopra. (cambio d'inquadratura) Quando si rialza e' sporco dalla testa ai piedi come se ci si fosse tuffato dentro
    2. I due protagonisti si telefonano contemporaneamente trovando sempre occupato, la moglie di Toto (Rina Morelli) gli suggerisce di fare il 110 me lui compone 4 cifre
    3. Alla fine i due protagonisti devono prendere un taxi per andare alla chiesa dove si sposano i loro figli. Si vede Toto' che sale sul taxi e s'intravede attraverso il lunotto posteriore che e pulitissimo. Dall'interno del taxi invece il lunotto posteriore appare completamente opaco.
    4. Toto e Fabrizi sono andati a visitare l'appartamento in costruzione e Toto comincia a picchiettare con una picozza i muri, poi sferra un colpo piu' forte e centra un tubo dell'acqua ma quando sferra il colpo la picozza e' in senso orizzontale quando il colpo arriva e in senso verticale (tutte le picozze hanno un lato in verticale e uno in orizzontale).
    5. Nella scena in cui Totò e Fabrizi parlano al telefono a casa di Fabrizi con i ragazzi che stavano scappando per finta, quando Totò dice "Gabrielle..chiamate Gabriella....in qualche vettura di coda" si vede chiaramente che ad Aldo Fabrizi viene da ridere
    6. Durante una lite fra Totò e Fabrizi in presenza delle rispettive famiglie, Totò si rivolge a sua moglie chiamandola col nome della figlia: Gabriella...
    7. Verso la fine, in cui Toto' e Fabrizi sono in auto per mettersi i vestiti che si sono scambiati, ad un certo punto Toto' dice a Fabrizi una frase tipo: "Io l'ho già vista!", a questo punto parte un flashback in cui siamo in periodo fascista in cui Fabrizi, vestito da gerarca, ordina a Toto' di levarsi il cappello. Quando Toto' si leva il cappello si vede benissimo che è stempiato, mentre per tutto il film ha una chioma fluente. Non si sarà forse fatto un trapianto?
    8. Il tight di Totò nel finale, è strappato al centro della schiena, poiché lo aveva indossato il grasso Fabrizi e si era sgarrato durante la divertente scena dei telefoni. Ciò che è insolito però, è che anche il tight di Fabrizi è strappato (su una manica), nonostante non venga mostrato come ciò sia potuto avvenire, dato che si tratta di qualcosa molto improbabile visto che il suo era stato indossato dal magro Totò.
    9. Nella scena in cui Toto' e Fabrizi discutono nel laboratorio della pasticceria, durante un' inquadratura si puo' notare in primo piano sul tavolo, alla sinistra di Toto', una grossa scodella contenente un preparato per dolci (credo sia panna), il cui contenuto quasi trabocca. Dopo alcuni stacchi, il contenuto e' notevolmente diminuito.
    10. Durante la scena in taxi, si puo' notare come il sedile posteriore sia stato ricostruito scenograficamente in quanto,a parte il gia' segnalato lunotto opaco, l'altezza della carrozzeria non puo' consentire ad una persona di media statura di ergersi completamente se non sulle gambe. Ma quando Toto' sta per sfilarsi i pantaloni, e' quasi totalmente eretto.

www.bloopers.it

Le location del film, ieri e oggi

logodavi
Tutte le immagini e i testi presenti qui di seguito ci sono stati gentilmente concessi a titolo gratuito dal sito www.davinotti.com e sono presenti a questo indirizzo.
 1960-Toto Fabrizi 01  
  La trattoria (nel fotogramma a destra) dove avviene l'incontro stile "Mezzogiorno di fuoco" tra le famiglie del Cav. Antonio Cocozza (Totò) e del Rag. Giuseppe D'Amore (Fabrizi) è il ristorante Paradiso Terrestre di via Capannelle a Roma, che vedremo anche in "Viaggi di nozze"
  
  Le rovine dell'acquedotto (A) sono oggi coperte dagli alberi
   
  

La chiesa dove si sposeranno la figlia del Cav. Antonio Cocozza (Totò) e il Rag. Giuseppe D'Amore (Aldo Fabrizi) è, come suggeriva Marval, la Basilica di Santa Balbina in Piazza di Santa Balbina a Roma

Le Locandine


Riferimenti e bibliografie:

"Totalmente Totò, vita e opere di un comico assoluto" (Alberto Anile), Cineteca di Bologna, 2017
"Totò" (Orio Caldiron) - Gremese , 1983