I DUE MARESCIALLI

1961



Incasso lire 536.513.000 - Spettatori 2.765.531

Detti & contraddetti

La maggiore soddisfazione per un ladro è quella di morire da maresciallo dei carabinieri.
Sono un osso duro, sono tutt'osso.
Si accusa un prete di furto, ma un prete non può rubare. A che punto è arrivato l'anticlericalismo!
Ho vissuto male tutta la vita, mi lasci almeno morire bene.
Chi dice che i soldi non fanno la felicità, oltre a essere antipatico, è pure fesso.
Meglio un vigliacco vivo che un coraggioso morto.


Questa sarebbe una lettera commerciale? Ma mi faccia il piacere! 'Egr. dott.'... Questa lettera mi puzza di abbruciaticcio, mi sa di linguaggio cifrato. Andiamo avanti nella lettura. 'Abbiamo ricevuto la v s.', che vuol dire volantini sovversivi, 'spedita il 6 c.m.' che significa cannoni e mitragliette: Che credono, che siamo rimbambiti? Andiamo avanti... 'E inoltre crediamo di potervi spedire la merce tra il 18 e il 20 aprile pp. vv'. Ed è sul pp. vv. che cade l'asino, che si sono fregati con le loro mani! Sai che cosa vuol dire pp. vv? Proiettili e V2. E io censuro, sono un censore autorizzato.


Basta che uno si graffi un dito che subito... sciopero di tutti i tram. Ma a me non me ne frega niente perché sono pedone.
Sono un osso duro, sono tutt'osso.
Debacle in francese vuoli dire sconfitta? Strano, io credevo che fosse una signora, o, al massimo una signorina.
Canem in chiesa nix fortunat!!
Togliete il quadro del maresciallo (Badoglio), No, io non ho messo nessun quadro.
Trovata la pernacchia, troveremo il colpevole (inchiesta sulle pernacchie)
Autubus autubus, linoleum, linoleum, mortis tua et tu padris et tu nonnom in cariolam, s.o.s ora pronobis et linoleum mea.
E' una ciofeca, e allora ditelo che è una ciofeca e non scrivete Caffè dello sport, scrivete Ciofeca dello sport!
A marescia', ma noi c'avemo cinquant'anni.... Totò: Cosa vuol dire? La vita comincia a quaranta anni, siete ancora figli della lupa!

Antonio Capurro

Scheda

Titolo originale I due marescialli
Paese Italia - Anno 1962 - Durata 98 min - B/N - Audio sonoro - Genere Comico / Commedia - Regia Sergio Corbucci - Soggetto Totò, Ugo Guerra, Marcello Fondato, Sandro Continenza, Bruno Corbucci, Giovanni Grimaldi - Sceneggiatura Sandro Continenza, Bruno Corbucci, Giovanni Grimaldi - Produttore Gianni Buffardi per Cineriz, Roma - Fotografia Enzo Barboni - Montaggio Roberto Cinquini - Musiche Piero Piccioni - Scenografia Giorgio Giovannini - Costumi Giuliano Papi 


Totò: Antonio Capurro - Vittorio De Sica: il maresciallo Vittorio Cotone - Gianni Agus: il podestà Pennica - Arturo Bragaglia: don Nicola - Franco Giacobini: Basilio Meneghetti, il ladro di galline - Elvy Lissiak: Vanda - Roland von Barthrop: il comandante tedesco Kesserl - Olimpia Cavalli: Immacolata di Rosa, la fidanzata di Cotone - Mario Laurentino: il medico - Riccardo Olivieri: Carlo - Inger Milton: Lia - Bruno Coreli: l'avvocato Benegatti - Mimmo Poli: il portalettere - Mario De Simone: il derubato alla stazione - Mario Castellani: il ladro - Edgardo Siroli: un miliziano

Soggetto, Critica & Curiosità

1961-i due marescialliSoggetto 

L'8 settembre 1943 (giorno dell'armistizio di Cassibile), nella stazione ferroviaria di Scalitto, il maresciallo dei Carabinieri Cotone (Vittorio De Sica) sorprende il ladruncolo Antonio Capurro (Totò) che, travestito da prete, aveva appena rubato una valigia ad un viaggiatore. Ma mentre il maresciallo sta per catturare Capurro, un bombardamento distrugge la stazione e fa si che, tra la confusione e i feriti, Capurro si appropri della divisa del maresciallo e scappi. Non senza aver fatto prima indossare al povero Cotone, ancora svenuto, l'abito talare.I due si ritroveranno poi nello stesso paesello di campagna, Scalitto: l'uno, Capurro, nei panni del falso maresciallo, a presidiare il paese al servizio dei tedeschi e del podestà fascista; mentre l'altro, Cotone, nei panni del falso prete si ritrova rifugiato in una chiesa insieme ad una ebrea, un partigiano e un americano, intento a capeggiare la resistenza locale guidata proprio dal"nemico" Capurro. Il prete Cotone riesce a convincere Capurro a fare il doppiogioco, continuando a fingersi un maresciallo disposto a collaborare con i tedeschi. Non mancano situazioni comiche e paradossali, dovute al fatto che Cotone non sa comportarsi da vero prete, così come il ladro Capurro deve improvvisarsi carabiniere. A complicare le cose c'è anche l'arrivo in paese di Immacolata, la fidanzata di Cotone: per salvare le apparenze, i nostri eroi sono costretti ad inscenare un falso matrimonio fra la donna ed il finto maresciallo, celebrato dal finto prete Cotone, che però è il vero fidanzato di Immacolata. Ma proprio nell'imminenza della Liberazione del paese da parte degli Alleati, il partigiano e l'americano vengono catturati e rinchiusi in cella. Di fronte alla prospettiva che degli innocenti vengano fucilati, Capurro ha un soprassalto di dignità e, conscio di dover onorare la divisa che indossa, utilizza la dinamite in suo possesso per liberare i due, pur sapendo che con ciò verrà scoperto dai tedeschi. Capurro viene così avviato all'esecuzione, nonostante Cotone si sia inutilmente affannato a dichiarare che il vero maresciallo fosse lui. Vent'anni dopo, il maresciallo e la sua famiglia si trovano nuovamente nella stazione ferroviaria di Scalitto. Il povero Cotone, ormai a riposo, per anni ha cercato notizie di Capurro senza averne più trovato traccia, ma restando convinto comunque che alla fine la divisa da carabiniere avesse redento il ladro. Ma proprio sul marciapiede della stazione si vede sfilare da sotto il naso la propria valigia da un ladro vestito da frate domenicano, che altri non è che il vecchio amico/nemico Capurro, ancora vivo e operante. 

Critica e curiosità 

Si tratta di una commedia con toni comici, avente come protagonisti Totò (Antonio Capurro) e Vittorio De Sica (Vittorio Cotone). La storia tocca anche momenti drammatici, come l'avvio all'esecuzione di Capurro su una camionetta che Cotone insegue per un po' senza poter fare nulla. In un primo momento la sceneggiatura prevedeva che il film narrasse della rivalità tra un maresciallo di pubblica sicurezza e un maresciallo dei carabinieri impegnati nella medesima indagine , ma la solita censura costringe gli autori a modificare completamente la trama. Durante la prima settimana di lavorazione Corbucci è impegnato su due fronti: la mattina è sul set per concludere le riprese del suo "Romolo e Remo" e il pomeriggio gira" I due marescialli" , lo stesso capita a Vittorio De Sica che di mattina è impegnato con le riprese per un episodio del" Boccaccio '70" e il pomeriggio è con Totò. Per le riprese viene usata un tipo particolare di pellicola che non necessita di molta luce onde evitare fastidi alla vista già precaria di Totò. Buoni gli incassi del film anche se non eccezionali.
In un primo momento il film doveva narrare le rivalità tra un maresciallo della pubblica sicurezza ed uno dei carabinieri impegnati nella stessa indagine. La censura non lo permise e costrinse gli autori a cambiare totalmente storia.
Il film è stato girato con una particolare pellicola che non necessita di molta luce, in modo da evitare inutili affaticamenti alla già precaria vista del povero Totò.

In tre brevi, estemporanee sequenze del film, Vittorio De Sica non ha la sua vera voce, ma è curiosamente doppiato da Carlo Croccolo.
Anche Totò fu doppiato per qualche scena dal poliedrico Carlo Croccolo.

«[...] Poteva essere un film serio o una commedia grottesca: disponendo di attori come Totò e De Sica, ma non di idee, gli sceneggiatori, hanno preferito mettere assieme una farsa sgangherata e inconcludente [...] Le trovate sono rare e Ì due interpreti principali ne approfittano per trame tutti gli effetti possibili: Totò con consumata gigioneria, De Sica con una stanchezza mal dissimulata,»
ValentinoDe Carlo, età Notte», 20 gennaio 1962

«[...] Una farsa amena che per la mimica di Totò, in special modo, diverte il pubblico e lo fa ridere [...] Recitato benissimo dai due compari Totò e De Sica, / due marescialli rappresenta il miglior film di Sergio Corbucci dal 1951.»
Franco Maria Pranzo, «Corriere Lombardo», Milano, 19 gennaio 1962.

«[..] De Sica e Totò , pur nello schema dei personaggi prefabbricati , hanno il merito di determinare , spesso improvvisando , il clima di bonaria allegria che caratterizza i due terzi del film [..]».
Arturo Lanocita

«Questo film ha subito una completa metamorfosi dalla prima stesura alla realizzazione definitiva: in partenza doveva essere un film satirico sulla rivalità di un maresciallo dei carabinieri e di un maresciallo di Pubblica sicurezza che si trovano impegnati in una stessa indagine. Ma approfondire questo argomento era più pericoloso che far fucilare Totò. Cominciarono quindi le modifiche al copione, e alla fine del testo originale era rimasto solo il titolo: I due
marescialli».

 «La fiera del cinema», 1961

«Nel '51, quando sua figlia Liliana decise di sposarsi, Antonio de Curtis era talmente corrucciato che si rifiutò di partecipare alla celebrazione. Dieci anni dopo la situazione è migliorata. Liliana è tornata a frequentare la casa del padre, è diventata una buona amica di Franca Faldini. Suo marito Gianni Buffardi, che nel cinema ha mosso i primi passi, prosegue la sua carriera lavorando proprio con il suocero. Si occupa di produzione, organizzando film che vengono finanziati ora dalla Cineriz ora dalla Titanus.»
Alberto Anile

«Totò interpreta Antonio Capurro. Siamo in tempo di guerra. Antonio Capurro, ladro di professione, mentre ruba una valigia travestito da prete viene arrestato nella stazione ferroviaria di Scalitto dal maresciallo dei carabinieri Antonio Cotone (Vittorio De Sica), che da anni gli dà la caccia. Ma proprio in quel momento, sopraggiunge un bombardamento, che consente a Capurro di scappare scambiandosi gli abiti col maresciallo svenuto: lui indossa la divisa da maresciallo e Cotone si ritrova con la tonaca.»
Matilde Amorosi


Così la stampa dell'epoca

Analisi

Due marescialli 00004Il podestà
Spicca, tra i personaggi non protagonisti de I due marescialli, quello del podestà di Scalitto, interpretato da Gianni Agus.
Rappresenta perfettamente l'idea che gli Italiani hanno dei politici, di ieri, di oggi e purtroppo di domani.
Prono e ossequioso nei confronti del potente di turno, il tenente tedesco, è duro e cattivo con i più deboli (è un classico caporale, nel senso dato al termine da Totò – Siamo uomini o caporali?).
Indice rilevatore del suo cattere è l'intercalare che ripete di continuo e che sintetizza la sua acquiescenza nei confronti dell'ufficiale tedesco: qualunque cosa questi affermi, il podestà risponde con un perentorio "Senz'altro!". Ovviamente il nostro è pronto a cambiar bandiera al "mutar del vento"; infatti, all'arrivo degli americani, si disfa subito della camicia nera e dei simboli di appartenenza al fascio. Vedete una grande differenza tra questo signore e le decine di parlamentari di oggi che passano da una parte all'altra con la velocità della luce?

Immacolata
Notevole anche il personaggio della fidanzata del maresciallo, Immacolata, interpretata da Olimpia Cavalli. Questa ragazza non fa che piangere e svenire. L'effetto comico è assicurato!
Totò, nelle vesti del buon Capurro, dinanzi a tante lacrime non può che confondersi e chiamarla Addolorata; il fidanzato, il maresciallo Cotone, non può che sbottare in un: "Immacolata, ma tu piangi sempre!".

L'ufficiale tedesco e il portalettere
Da notare ancora una caratteristica di due personaggi, o meglio dei due rispettivi interpreti.
I due personaggi sono quelli dell'ufficiale tedesco e del portalettere. Questi due tipi di personaggi (un ufficiale tedesco e un portalettere) compaiono anche in altri due film di Totò: l'ufficiale tedesco ne I due colonnelli (ricorderete, la sua frase, "ho carta bianca…"), mentre il portalettere in Totò Diabolicus. Ebbene gli attori chiamati a interpretare le due parti sono sempre gli stessi: nel caso dell'ufficiale tedesco, Roland Von Barthrop, nel caso del portalettere, Mimmo Poli.

Immagini dal set

IMMAGINI DAL SET

Le location del film, ieri e oggi

logodavi
Tutte le immagini e i testi presenti qui di seguito ci sono stati gentilmente concessi a titolo gratuito dal sito www.davinotti.com e sono presenti a questo indirizzo.
 1961-I due marescialli 01  
  Il punto dove Totò finto maresciallo, in fuga perché sente urlare "al ladro", si scontra con il ladro vero (Franco Giacobini), che aveva appena rubato una gallina), è in via Garibaldi a Castel San Pietro Romano (Roma). Grazie a Fedemelis per il fotogramma
   
  

CHIESA E COMANDO DEI CARABINIERI
Due importanti location del film sono come noto localizzate in Piazza San Pietro a Castel San Pietro Romano (Roma):

LA CHIESA DOVE SI RIFUGIA DE SICA
La chiesa dove il vero Comandante Vittorio Cotone (Vittorio De Sica) si rifugia vestendosi da prete...

   
  

IL COMANDO DEI CARABINIERI
Nello stesso slargo si trova il comando dei Carabinieri di Scalitto, dove Antonio Capurro (Totò) si spaccia per il comandante Cotone

   
  

Il balcone della mitica pernacchia al discorso del Comandante tedesco Kessler (Roland von Bartrop) è quindi questo

   
  La strada dove Vittorio Cotone (Vittorio De Sica) vede i tedeschi portare via Antonio Capurro (Totò) è in Via IV Novembre a Castel San Pietro Romano (Roma)

Le Locandine


LA VIDEOTECA