I DUE COLONNELLI

1962



Incasso lire 521.894.000 - Spettatori 2.592.618

Detti & contraddetti

Le orazioni: morti tua e tui patri e tuo nonno in carriolam meam, linoleum, linoleum. Ora pro nobis, autobus, autobus, S.O.S.

Nel materasso, a volte, ci sono pulci e affini.

Colonnello Antonio Di Maggio

Scheda del film

Titolo originale I due colonnelli
Paese Italia - Anno 1962 - Durata 96 min - B/N - Audio sonoro - Genere comico, drammatico - Regia Steno - Soggetto Giovanni Grimaldi, Bruno Corbucci - Sceneggiatura Giovanni Grimaldi, Bruno Corbucci - Produttore Gianni Buffardi - Fotografia Tino Santoni - Montaggio Giuliana Attenni - Musiche Gianni Ferrio - Scenografia Giorgio Giovannini

Totò: colonnello Antonio Di Maggio - Walter Pidgeon: colonnello Timothy Henderson - Nino Taranto: sergente Quaglia - Giorgio Bixio: soldato Giobatta Parodi - Toni Ucci: Mazzetta - Gino Buzzanca: barbiere greco - Nino Terzo: soldato La Padula - Roland von Bartrop: maggiore Kruger - Scilla Gabel: Iride - Adriana Facchetti: Penelope - Andrea Scotti: il marito di Iride - Giancarlo Maestri: il soldato Fantini - Gerard Herter: generale tedesco - John Francis Lane: sergente Mc Intire

Soggetto, Critica & Curiosità

1962-i-due-colonnelliSoggetto 

l film è ambientato a Montegreco, paese al confine tra la Grecia e l'Albania, teatro di numerosi scontri tra le truppe italiane e quelle britanniche. Nell'estate del 1943 le truppe anglosassoni, guidate dal colonnello Henderson, occupano per la trentesima volta il paese e lo governano secondo criteri democratici: inoltre lo stesso colonnello si accasa nell'abitazione di Iride, donna giovane e procace che diventa la sua amante. Nella stessa abitazione, in cui abita anche Penelope (l'anziana madre della ragazza), il comandante delle truppe inglesi stabilisce il suo quartier generale.
Il 23 luglio del 1943, Henderson, maldestramente consigliato dai suoi collaboratori, abbandona la città ed ordina una ritirata strategica perché ritiene preponderanti le forze italiane, quando esse attaccano per l'ennesima volta il paese: in realtà il battaglione degli italiani è una truppa sgangherata senza viveri e con pochissime munizioni a disposizione (150 pallottole in tutto rimaste, dirà il colonnello Di Maggio, durante il primo attacco italiano, che si ridurranno a poco più di 50 al momento del contrattacco degli inglesi, e ad una trentina circa, verso la fine del film), in cui il severissimo colonnello Antonio Di Maggio comanda tutti a bacchetta. Una volta entrato trionfalmente in città, Di Maggio instaura un regime dispotico e crudele, ma anch'egli si invaghisce di Iride, andando a risiedere da lei.
Il giorno seguente un soldato italiano cattura casualmente Henderson, che aveva tentato di entrare nella dimora di Iride per recuperare la sua amatissima pipa: Di Maggio lo tiene di conseguenza come suo prigioniero e tenta di trattarlo in maniera non consona al suo grado di ufficiale, violando apertamente la convenzione di Ginevra; il suo atteggiamento astioso comunque si mitigherà leggermente quando scoprirà che il sergente maggiore Quaglia, suo sottufficiale, che era stato loro prigioniero ed al ritorno aveva narrato di duri maltrattamenti, era stato invece trattato benissimo dagli inglesi, ed aveva addirittura rubato la loro riserva alcolica, fuggendo ubriaco.
Il 25 luglio al comando italiano arriva via radio lo sconvolgente annuncio: il duce si è dimesso ed il re Vittorio Emanuele III ha affidato il governo al maresciallo Pietro Badoglio, che ha dato ordine di proseguire il conflitto a fianco dell'alleato germanico. Poco dopo, a seguito di leggeri scontri a fuoco, gli inglesi riconquistano Montegreco e stavolta è Di Maggio ad essere ostaggio di Henderson.
I due, divenuti a loro modo amici, scoprono che Iride è sposata, che nasconde il marito in un rifugio ricavato nel pavimento, e che in realtà non si era mai concessa sessualmente a loro: approfittando dell'oscurità era sempre stata la madre ad entrare nel letto dei due militari. Offesi, essi si recano nel nuovo quartier generale britannico in cui si ubriacano insieme; tra l'altro Henderson salva la vita al collega, vietando alla popolazione locale di linciare pubblicamente il colonnello Di Maggio: impossibilitato a trattenere i paesani, l'ufficiale inglese favorisce la fuga dell'ufficiale italiano, consegnandogli i suoi abiti e addirittura la pipa.
Travestito da ufficiale inglese, Di Maggio torna tra le sue fila (rischiando, tra l'altro, di venire quasi ucciso dai suoi soldati, che, visto il suo abbigliamento, lo scambiano per il comandante nemico). Venuto a conoscenza delle difficoltà militari italiane a contrastare il battaglione inglese, l'esercito tedesco, che ancora è formalmente schierato al fianco degli italiani, invia il maggiore Kruger, insieme con una fornitura di potenti e moderni mortai da guerra (i mortai loro, come li chiama Totò). L'ufficiale tedesco, tuttavia, tratta tutti gli italiani, ed in particolare il colonnello, con cattiveria e sufficienza. Di Maggio, inizialmente affascinato dall'efficienza germanica, benché conscio del cinismo del sistema nazista, in seguito, si ribella apertamente all'ordine dell'alleato di bombardare il paese per stanare gli inglesi (ciò avrebbe comportato la morte dei civili, soprattutto donne e bambini) e viene condannato a morte per insubordinazione da una corte marziale tedesca, giunta in paese con una piccola e ben armata pattuglia.
Di Maggio viene condotto sul luogo dell'esecuzione, e per sfregio l'ufficiale tedesco responsabile ordina agli stessi soldati italiani di sparargli. Di Maggio, per onor d'uniforme, chiede di poter comandare lui stesso il plotone d'esecuzione, ma i soldati si rifiutano di sparare e gettano i fucili. Tutti i soldati italiani, compreso Quaglia, vengono allora allineati a fianco al loro colonnello per esser anche loro fucilati, ma quel giorno è l'8 settembre, il giorno in cui fu dato l'annuncio dell'armistizio di Cassibile, ed un attimo prima che i tedeschi sparino arrivano gli inglesi, armi in pugno, a salvarli. Dato l'armistizio, Italia e Gran Bretagna sono ora forze alleate e quindi i due colonnelli Di Maggio ed Henderson possono continuare la guerra insieme, finalmente da alleati.

Critica e curiosità 

Il titolo fa riferimento al film dell'anno precedente, I due marescialli, di cui il celebre attore napoletano Totò era stato protagonista.
Come scena del film si scelse Civita di Bagnoregio, in provincia di Viterbo, nei pressi di Orvieto.
Questo film fu uno dei primi in assoluto ad avere contenuti forti (come la parolaccia a proposito dei"mortai"tedeschi e della carta bianca nonché il gesto dell'ombrello che Totò esegue di fronte a Pidgeon nel loro primo incontro)[senza fonte]. Come Totò avrebbe dichiarato in seguito, si trattava della sua prima ed unica volta in cui aveva fatto uso esplicito del turpiloquio.
Nella scena dell' interrogatorio, da parte del colonnello inglese verso il colonnello italiano suo prigioniero, il colonnello Di Maggio dichiara le sue generalità militari dichiarando di far parte del 27º reggimento fanteria, il 27º reggimento fanteria è esistito realmente durante la seconda guerra mondiale non operando in Grecia, bensì operando nel contesto bellico africano più precisamente in Libia insieme al 26° e al 28° della divisione"Pavia"che fu disciolta nel novembre del 1942 per motivi bellici.
Walter Pidgeon reduce dai festeggiamenti hollywoodiani per l'uscita del suo ultimo film che ne chiudeva la carriera cinematografia fu convinto a girare quest'ultimo film in Italia con Totò, che aveva sempre desiderato girare un film con l'attore americano. Per la scena in cui Totò rivolgendosi all'ufficiale nazista gli urla:"E ci si pulisca il culo !", Steno racconta che dovette faticare non poco per convincere Totò a dire quella battuta, il Principe sia nella vita che nella scena non arrivava mai ad esprimersi con parolacce. 

Scriveva Valentino Di Carlo:
"Totò è sempre Totò: un modo di dire piuttosto convenzionale ma esatto. I produttori si ricordano di lui soltanto per tenere in piedi ignobili intrugli con intenzioni comiche: ma è raro che, nonostante queste, Totò non si permette in ogni filmetto almeno una scena degna delle sue doti di grande attore. [..] Non è certamente uno dei mogliori film di Totò, ma i duetti tra il comico napoletano e il suo antagonista [..] son alquanto gustosi [..]". 

Su Il Messaggero di Roma a firma"vice":
"[..] Su questa trama fluida e vaga come un canovaccio di commedia dell'arte, Totò ricama con esuberante genialità e con grande efficacia espressiva, una delle sue più riuscite interpretazioni, riuscendo a conferire al tempo stesso al personaggio note umane che gli danno dimensioni più vaste e autentico calore vitale [..]". 

Alberto Anile
"Gli incassi dei Due Marescialli sono buoni. Non quanto quelli di Totòtruffa '62, che avevano trascinato al cinema quasi tre milioni di persone, ma abbastanza per decidere di ritentare l'esperimento. I due colonnelli, il secondo film in cui Totò reinterpreta a modo suo il filone antifascista, viene girato un anno dopo, nel novembre del '62. Al suo fianco, al posto di De Sica, c'è il canadese Walter Pidgeon. L'artefice, anche stavolta, è Gianni Buffardi, produttore del film con Lombardo della Titanus, ma l'idea dell'inedita coppia è di de Curtis."


Estratti dalle serie televisive prodotte dalla RAI "Il Pianeta Totò", ideata e condotta da Giancarlo Governi, trasmessa in tre edizioni diverse - riviste e corrette - a partire dal 1988 e "Totò un altro pianeta" speciale in 15 puntate trasmesso nel 1993 su Rai Uno e curato da Giancarlo Governi.


Così la stampa dell'epoca


Colonnello Di Maggio: Sfondate quella porta!
Soldato: Ma c'è sua suocera!
Colonnello Di Maggio: Sfondate quella suocera!
Maggiore Kruger: Io ho carta bianca!
Colonnello Di Maggio: E ci si pulisca il culo!

Maggiore Kruger: Bisogna controllare nostri mortai.
Colonnello Di Maggio: I mortai vostri?
Maggiore Kruger: Ja.
Colonnello Di Maggio: Avete capito Quaglia?
Sergente Quaglia: I mortai loro?
Maggiore Kruger: Mortai tedeschi.
Colonnello Di Maggio: E della vostra famiglia! Sì, dico... della famiglia tedesca...

Immagini dal set

IMMAGINI DAL SET

Foto: Archivio Istituto Luce e Getty Images

Le location del film, ieri e oggi

logodavi
Tutte le immagini e i testi presenti qui di seguito ci sono stati gentilmente concessi a titolo gratuito dal sito www.davinotti.com e sono presenti a questo indirizzo.
   
1962-I due colonnelli 1   
   
  Il paesino greco di Montegreco, conquistato a “turno” dalle truppe britanniche del colonnello Timothy Henderson (Pidgeon) e da quelle italiane comandante dal colonnello Antonio Di Maggio (Totò), è in realtà, come segnalato su wikipedia, Civita di Bagnoregio (Viterbo): 42.627731,12.113477
   

Le Locandine


LA VIDEOTECA

1961 - Intervista a Toto e Walter Pidgeon sul set de I 2 Colonnelli 1961 - Intervista a Toto e Walter Pidgeon sul set de I 2 Colonnelli

Durata: 00:04:46

1961 - INTERVISTA SUL SET DE "I DUE COLONNELLI" - Totò viene intervistato con l'attore Walter Pidgeon.