Daniele Palmesi, Federico Clemente Mar 2014

TOTÓ E PEPPINO DIVISI A BERLINO

1962



Incasso lire 334.146.000 - Spettatori 1.659.941

Detti & contraddetti

In Germania occorre farsi pagare in marchi pesanti... in marconi.
Il napoletano lo si capisce subito da come si comporta, da come riesce a vivere senza una lira.
Io sono Antonio La Puzza, vedovo Nardecchia, classe 1910 e rotti, classe di ferro... Io ho attraversato l'Alto Adige!
Meglio andare in galera all'Ovest che farsi fucilare all'Est.
Sono finito sul banco degli amputati.
Ho, una zia monaca, defunta, di Monza, ché mi appare spesso in sogno e mi aiuta. I morti conoscono tutti e io conosco tutto ii cimitero.


Il magliaro sarebbe quel mestiere per cui si va per le case a vendere vestiti, stoffe, etcetera, etcetera... lo vorrei instradarmi nella carriera magliarica in Germania, per cui farei i soldi, tornerei a Napoli e accenderei un cero a Sant'Antonio.


Io vado pure all'ergastolo, per venti milioni di lire, e quando esco mi pappo i venti milioni.
I galeotti: cari amici convinti, poveri loro, che fuori dal carcere ci sia la bontà, l'onestà, la fedeltà delle donne.


In carcere, con rispetto parlando, stavo tra persone perbene. Spesso è fuori dal carcere che sta la vera prigione: la libertà, la tanto sospirata libertà, può essere una grossa fregatura.


L'educazione tante volte è vigliaccheria.
Il difensore d'ufficio: un pazzo che senza essere pagato si prende una gatta da pelare.


PREGHIERA A BERLINO PER RITROVARE UN AMICO (con la partecipazione straordinaria di San Gennaro): San Gennaro a Berlino! Oh, San Gennaro mio, che piacere mi ha fatto vederti, San Gennaro mio bello, anche tu emigrante, vuol dire che anche tu hai attraversato l'Alto Adige. Ma che gioia trovare un compaesano all'estero! Mi fa un piacere pazzo. San Gennaro, quanto sei caro, tra compaesani... Ma sono stupido a parlarti in italiano, siamo in Germania: ma, sai, il mio tedesco difetta, insomma, mi arrangio. Bitter Sanct Jenar, aiutami a trovar cotest amic. Me lo fai questo piacere? San Gennaro, ti ringrazio, tankscen, bitscen, Sanct Jenar, aoffidersen. Statte bbuono!


La smorfia la porto sempre meco, la so a memoria. Caciocavallo fa 54, due caciocavalli fanno 108.
A Oslo si possono vedere tutte le cascate.
Lesione grave con sfregio permanente: staccare con un morso il ]obolo dell'orecchio a qualcuno.
L'educazione tante volte è vigliaccheria.
Ma come invece d'andare in città m'hai portato a Pompei, tutte ruderi!

Antonio La Puzza

Scheda del film

Titolo originale Totò e Peppino divisi a Berlino

Paese Italia/Germania - Anno 1962 - Durata 95 min - B/N - Audio sonoro - Genere comico - Regia Giorgio Bianchi - Soggetto Luigi Angelo, Luciano Ferri, Agenore Incrocci, Furio Scarpelli - Sceneggiatura Dino De Palma, Sandro Continenza - Produttore Mario Mariani - Fotografia Tino Santoni - Montaggio Daniele Alabiso - Musiche Armando Trovajoli


Totò: Antonio La Puzza / la zia monaca / l'ammiraglio Attila Canarinis - Peppino De Filippo: Peppino Pagliuca - Nadine Sanders: Greta Canarinis - John Karlsen: l'ex attendente di Canarinis - Luigi Pavese: Il generale russo - Robert Alda: il giudice - Dante Maggio: un magliaro - Carlo Pisacane: un altro magliaro - Renato Terra: l'avvocato sovietico - Peter Dane: il maggiore Finlay - Michele Tivot: Hans Kruger - Renata Monteduro: la cameriera

Soggetto, Critica & Curiosità

1962-toto e peppino divisi a berlinoSoggetto 

Nel 1961 Antonio La Puzza emigra da Acerra per carenza di denaro nella Berlino allora assediata da americani e sovietici alla ricerca di Giuseppe "Peppino" Pagliuca (un magliaro napoletano emigrato in Germania anni prima). Lì incontra due tizi, tra cui la figlia dell'ammiraglio Attila Canarinis (ex militare nazista molto somigliante a La Puzza) che, invece di aiutarlo, lo assoldano per la cifra di 20 milioni di lire: il povero La Puzza accetta e si finge l'ammiraglio e nel tribunale della base statunitense si dimostra innocente, anche se non creduto subito, così gli americani lo liberano spiandolo in ogni sua mossa.
Successivamente egli incontra un gruppo di emigranti italiani tra cui il Pagliuca ma i sovietici, conviti dagli americani che Canarinis è fuggito dalla prigione statunitense, vanno alla ricerca dei due fuggiaschi.
I sovietici trovano e assoldano i due che si presentano nella Berlino Est come l'ammiraglio Canarinis e il suo assistente ma essi scambiano il libro della Smorfia per un codice segreto e li costringono a utilizzarlo per abbattere un aereo-spia americano, ma per errore colpiranno un loro aereo e li spediranno direttamente a Berlino Ovest (lato americano).
Gli americani a loro volta, accorgendosi che non si trattava dell'ammiraglio Canarinis e del suo collaboratore, li liberano. I cinesi però credono anch'essi che i due siano l'ammiraglio Canarinis e il suo assistente, così finiscono per essere condotti in Cina. 

Critica e curiosità 

Ancora un film di parodia, stavolta è presa di mira la costruzione del Muro di Berlino avvenuta nell'agosto del '61, con la Porta di Brandeburgo ricostruita nell'ippodromo di Tor di Valle. 

«[...] La squallida storiella vuole scherzare sulla drammatica realtà del muro di Berlino, ma il risultato è sconsolante. Spiace che due attori di gran classe come Totò e Peppino De Filippo si facciano coinvolgere in simili indigesti minestroni [...]»

«Corriere d'Informazione», Milano, 10 settembre 1962.

«[...] Totò e Peppino De Filippo ripetono instancabilmente la commedia degli equivoci e delle paure, sfruttando un repertorio che gli spettatori conoscono ormai a memoria, ma che strappa ancora le risate. Riflessi condizionati? È possibile: in ogni modo il film, imbastito frettolosamente, tenta qua e là ì toni della satira, ma ottiene poi i migliori effetti dalla comicità alla buona dei due protagonisti»

Leo Pestelli, «La Stampa», Torino, 8 settembre 1962.

«A parte qualche raro squarcio di vera comicità, l'umorismo sul quele si basa Totò e Peppino divisi a Berlino è di una lega piuttosto banale e alquanto sfruttata. Decisamente scontate certe sequenze che hanno ad unico sostegno situazione già troppe volte proposte e nelle quali il nostro Totò ha il torto di ricadere spesso [..]».

«Il Corriere della Sera», 1962

«[..] Raccontare la trama è impossibile, tanto è confusa. Si può soltanto dire che film comici di questo genere è meglio non farli: non fanno nemmeno ridere e fanno rimpiangere il Totò di una volta».

«Il Corriere Lombardo», 1962

«Dopo la parodia della Dolce vita il sodalizio con Peppino si interrompe per qualche tempo. Riprenderà nel '62, con Totò e Peppino divisi a Berlino, diretti da Giorgio Bianchi (con la Porta di Brandeburgo ricreata all'ippodromo di Tor di Valle). Anche qui una vicenda piuttosto esile, ancorata a diversi punti di riferimento dall'attualità più recente: la costruzione del Muro di Berlino (13 agosto del '61) innanzitutto, e le conseguenti fughe di profughi dall'est; uno scambio di spie appena avvenuto nella capitale tedesca; e un paio di pellicole da parodiare, I magliari di Francesco Rosi, ma soprattutto Vincitori e vinti, il filmone di Stanley Kramer che Giorgio Bianchi riprende puntualmente in tutta la prima parte del film (impagabile Totò, che entra in aula imitando il muso lungo e l'albagia di Burt Lancaster).»

Alberto Anile

«Totò interpreta Antonio la Puzza. Allettato dal compenso di parecchi milioni promessigli da due nazisti, l'ingenuo Antonio la Puzza, giunto a Berlino per tentare la carriera di magliaro, accetta di sostituire il generale Canarinis, al quale rassomiglia come una goccia d'acqua. Si ritrova così davanti all'alta Corte americana di Berlino Ovest per rispondere di crimini di guerra, ovviamente mai commessi. In aula incontra un altro napoletano, Giuseppe Paglialunga, pagato anch'egli perché deponga contro il finto Canarinis.»

Matilde Amorosi


Così la stampa dell'epoca

1962 04 22 Sorrisi e Canzoni TV mini

Peppino Pagliuca: Mi hai fatto fà giorno.
Antonio La Puzza: Ma che sei scemo? E sei pure bugiardo! Ma come io ti ho fatto fagioli.

Immagini di scena e dal set

IMMAGINI DI SCENA E DAL SET

Le location del film, ieri e oggi

logodavi
Tutte le immagini e i testi presenti qui di seguito ci sono stati gentilmente concessi a titolo gratuito dal sito www.davinotti.com e sono presenti a questo indirizzo.
1962-Toto Peppino Berlino 01   
La trafficata strada di Berlino che viene inquadrata nella sequenza d’apertura del film è la Kurfürstendamm di Berlino (Germania), situata nell’allora Berlino Ovest. Sullo sfondo si nota uno dei più famosi monumenti della capitale tedesca, la Gedächtniskirche. (52.503925,13.331264)
   
  La macchina da presa era posta nella Joachimstaler Platz e andava qundi a compiere una panoramica sul viale, concludendola inquadrando questi due edifici posti ai lati dell’incrocio con la Joachimstaler Strasse
  
Ecco l’incrocio come appare oggi  
   
  

La stazione ferroviaria di Berlino che viene mostrata nelle sequenze introduttive del film è la Stazione di Berlin Zoologischer Garten, situata in Hardenbergplatz a Berlino (Germania), nell’allora Berlino Ovest, e ripresa posizionando la macchina da presa nella Joachimstaler Strasse. (52.507367,13.332337)

La strada ha decisamente cambiato volto: all’apertura della panoramica la macchina da presa era posto di fronte ad un esercizio commerciale che oggi si è trasferito altrove e che possiamo vedere in questa foto d’epoca

   
  La macchina da presa si volge quindi verso destra, andando a soffermarsi sulla stazione, posta al termine di una strada che all’epoca era decisamente più “spoglia” rispetto ad oggi
   
  Il tribunale nel quale si svolge il processo all’ammiraglio nazista Attila Canarinis, sostituito in aula dal suo sosia Antonio La Puzza (Totò), era realmente la sede del quartier generale dell’armata statunitense a Berlino, situata in Clayallee 170, nel quartiere Dahlem di Berlino (Germania). Oggi il complesso è in stato d’abbandono
   
BERLINO EST
  Il muro di Berlino che Antonio La Puzza (Totò) e Peppino Pagliuca (De Filippo) tentano di scalvalcare... finendo per ritrovarsi “divisi (e incarcerati) a Berlino” perché il Pagliuca non farà a tempo ad arrampicarcisivi era stato costruito nel bel mezzo di uno dei cortili degli Studios De Paolis di Roma (Via Tiburtina 521), nello specifico quello dove si trova l’ingresso al celebre Teatro 5
 BERLINO OVEST Ed ecco le due “Germanie” finalmente riunite! 
  Fedemelis segnala che anche il gruppo di edifici abbandonati e diroccati nel quale abitano Antonio La Puzza (Totò), Peppino Pagliuca (De Filippo) e altri napoletani immigrati a Berlino si trovava all'interno del complesso degli studios. 
In questo fotogramma riconosciamo meglio la palazzina C, che si trova in Largo Antonio Beltramelli
  Il palazzo di Berlino Est dove i russi interrogano Antonio La Puzza (Totò), credendolo l’ammiraglio nazista Attila Canarinis si trova in 1 Schöneberger Ufer a Berlino (Germania), in realtà nell'allora Berlino Ovest. Grazie a Mauro per fotogramma e descrizione

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