Daniele Palmesi, Federico Clemente Mar 2014

TOTÓ E CLEOPATRA

1963



Incasso lire 507.962.000 - Spettatori 2.302.013

Detti & contraddetti

Certi uomini politici, appena vanno al potere, per rendersi benemeriti si preoccupano per il benessere del paese. E incominciano a dire: C'è disoccupazione, c'è miseria, c'è fame. E allora che cosa fanno? Si riuniscono, in quattro o cinque, e, sempre per il benessere del paese, decidono di fare la guerra. E se la perdono? Sciocchezze, pinzillacchere! Ci sono uomini politici nuovi, i quali, preoccupati per il disagio della guerra perduta, sapete cosa fanno? Si riuniscono in quattro o cinque e, sempre per il benessere del popolo, fanno un'altra guerra.


La figlia del Faraone: la faraoncella.

Nefertiti, lei dovrebbe stare a letto, molto calda, perché con la nefrite...


Io me la cavo, modestamente me la cavicchio, me la sono cavicchiata fino adesso e me la cavicchierò ancora.


Il fatto che non porto il distintivo viene considerato una prova di "scarsi sentimenti fascisti". Ma, dico io, se il distintivo si deve appuntare sulla giacca e la mia giacca non ha occhielli, il distintivo dove me lo devo mettere? Per questo mi manderanno al confino? Magari! Scelgo il confine con la Svizzera: orologi, svizzerotte, mica male...


Lei è triumviro? Mi mostri i documenti, la sua carta di dindirindà.
Una moglie bellissima, abbondante... una moglie a due piazze.
Molti re vanno in esilio e non ci stanno nemmeno tanto male, ma senza la grana... non si esilia.
Una ragazza così carina io me la sposo anche due volte al giorno. Ma la domenica... riposo.
A proposito di un esercito: all'inizio i soldati erano tanti leoni che poi si ridussero a quattro gatti.


Le truppe hanno attaccato? E va be', so' ragazzi, hanno la testa calda... C'è stato qualche morto, è vero, ma in questi casi il morticino ci scappa sempre.


Innocente e ingenuo io? Beh... grosso modo.


Egizi, abbiamo lance, spade, mortaretti, tricche tracchi e castagnole. E con queste armi spezzeremo le reni a Maciste, a Rocco e ai suoi fratelli. Armatevi e partite!


Cleopatra si uccise facendosi mordere da un capitone. Prima ci aveva provato con un aspide, ma la povera bestia era morta avvelenata.


Egizi, mettetevi la corazza, ché il cimento si avvicina: ma il nostro non è un semplice cimento, è un cimento armato. Egizio, ti sei messo la corazza? Allora sei pronto? Signori, in corazza!


Sai quanto gliene frega alla politica del popolo!
Questa mappa è piccola, è troppo piccola, è una mappina.
Otto è il diminutivo di Ottaviano, potrei chiamarti Ottavino, ma non mi sembra il caso.
Si fanno troppi piani e, un piano dopo l'altro, sapete dove si arriva? All'attico.


Cleopatra, mi dicono che vai in giro vestita da Venere, ma come Venere sei troppo vestita. Guarda me, vestito solo con un tralcio di vite, faccio la mia figura, sono un fusto.


Sempre baccanali, sempre baccanali all'egiziana, mai che mi dessero un pezzetto di baccanale alla livornese.
Sono irruento e se una donna mi piace, la irruentisco.
Dicono che l'appetito viene mangiando... Non è mica vero: l'appetito viene a stare digiuni.
Ah ah... Questa è una moglie a due piazze!

Totonno - Marco Antonio

Scheda del film

Titolo originale Totò e Cleopatra
Paese Italia - Anno 1963 - Durata 95 min - Colore Audio sonoro - Genere commedia - Regia Fernando Cerchio - Soggetto Bruno Corbucci, Giovanni Grimaldi, Fernando Cerchio - Sceneggiatura Bruno Corbucci, Giovanni Grimaldi, Fernando Cerchio - Produttore Ottavio Scotti - Produttore esecutivo Nino Battiferri - Casa di produzione Liber Film - Euro International Film - Distribuzione (Italia) Euro International Film - Fotografia Alvaro Mancori - Montaggio Antonietta Zita - Musiche Carlo Rustichelli - Scenografia Andrea Melone


Totò: Totonno / Marco Antonio - Magali Noël: Cleopatra - Franco Sportelli: Enobarbo - Carlo Delle Piane: Cesarione - Moira Orfei: Ottavia - Lia Zoppelli: Fulvia - Toni Ucci: Senatore Publio Nasone - Nadine Sanders: Ancella di Cleopatra - Mario Castellani: Chirurgo cranico reale - Gianni Agus: Senatore Ottavio - Adriana Facchetti: Publia

Soggetto, Critica & Curiosità

1963-toto-e-cleopatraSoggetto 

Si narrano le vicende di Marco Antonio e del suo fratellastro-sosia Totonno: perso d'amore per Cleopatra il primo, losco trafficante di schiavi il secondo, che sostituisce segretamente il condottiero nei momenti più delicati. La continua apparizione ora del vero ora del falso Marco Antonio genera lo scompiglio: la regina d'Egitto non sa più cosa pensare del contraddittorio comportamento dell'uomo che credeva di avere in sua balia, mentre il Senato romano si trova alle prese con repentini mutamenti di intenti. Poi scoppia la guerra fra Roma e l'Egitto: Ottavio vince gli egiziani sul campo di battaglia e, come promesso, concede la propria sorella Ottavia in sposa a Totonno (oramai nelle vesti di Marco Antonio).

Critica e curiosità 

Girato nella primavera del '63 ci presenta un Totò ancora in una duplice veste, secondo film del genere parodia storica ambientato nell'antico Egitto. 

«[...] La chiave di volta del successo di pubblico che il film è destinato ad avere è ancora una volta Totò. Irresistibile come sempre. [..] Si ride di gusto alle battute dette da Totò e alle sue trovate e si ride addirittura senza ritegno, visceralmente, in alcune scene nelle quali il nostro grande attore comico, vero erede della commedia dell'arte, supera se stesso come quella, ad esempio, della visita da parte dello psichiatra [...]»

Ermanno Contini, «Il Messaggero», Roma, 6 settembre 1963

«[...] A Totò la commedia degli equivoci è sempre calzata a pennello e anche stavolta, col pretesto di ambientare la vicenda in riva al Nilo, il principe de Curtis si presta alla doppia parte [..,] Battute trivialotte e tutto il gran mestiere rispolverato del gran Totò, cercano di farci fare quattro risate [...] Il crollo, se non ci fosse lui, sarebbe fragoroso. La chiave di volta del successo di pubblico che il film è destinato ad avere è ancora una volta Totò. Irresistibile come sempre, si ride di gusto alle sue battute e alle sue trovate e si ride addirittura senza ritegno, visceralmente in alcune scene dove il nostro comico supera se stesso»

Onorato Orsini, «La Notte», Milano, 18 settembre 1963

«La rentree di Totò nel cinema non è stata molto felice: una serie di filmetti squallidi, volgari, inintelligenti, in fondo ancora più arretrati e meno veri di quelli che vedevamo dieci anni fa[..] Tutto questo lo ritroviamo oggi, identico, non più rispondente al nostro gusto, stancamente ripetuto con la speranza che pubblici sottosviluppati e provinciali possano far quadrare il bilancio di produttori improvvisati [..] I capelli grigi di Totò, questo autentico attore che per ragioni di cassetta si confina in ruoli di avanspettacolo, sono un pò patetici, in simile situazione».

Franco Nicolini, «La Nazione», 1963

«Girato tra la fine del '61 e l'inizio del '62, è una scassatissima parodia dei film storico-mitologici, un Totò contro Maciste ambientato addirittura nell'antico Egitto, con Samson Burke, penultimo Tarzan hollywoodiano, nel ruolo di Maciste. Il secondo, Totò e Cleopatra, viene girato nella primavera del '63 ed è il più divertente: merito della verve dell'interprete, ben servito da un cast in cui si fanno notare Lia Zoppelli, Gianni Agus, Carlo Delle Piane, Moira Orfei e la francese Magari Noël, lanciata dalla Dolce vita di Fellini.»

Alberto Anile

«Totò interpreta Marc'Antonio/Totonno. Marc'Antonio, insediatosi ad Alessandria insieme al suo luogotenente Enobarbo, si invaghisce di Cleopatra, la fatale regina d'Egitto. Il senato decide di richiamarlo a Roma, dove Ottavio, in vista del futuro triumvirato, vorrebbe fargli sposare la sorella Ottavia. Ma Fulvia, la legittima consorte di Marc'Antonio, va su tutte le furie, sequestra il marito in cantina e lo sostituisce con il fratellastro Totonno, che gli rassomiglia come una goccia d'acqua. Totonno va in Egitto e maltratta Cleopatra, la quale non sa spiegarsi l'improvviso cambiamento di colui che ritiene essere Marc'Antonio.»

Matilde Amorosi


Così la stampa dell'epoca


Totonno: Chi è questo?
Enobarbo: È Cesarino, il figlio di Cesare, Cesarione.
Totonno: Cesare, Cesarino o Cesarione?
Enobarbo: Cesarione.
Totonno: A morte!
Enobarbo: E perché???
Totonno: È brutto! 

Totonno: Enobarbo, preparami una papera bollit... cioè un papiro bollato.
Enobarbo: Da quanto?
Totonno: Duecento lire.
Enobarbo: Sesterzi?!
Totonno: Se sterzo o no sono affari miei, io vado sempre dritto, non sterzo mai! 

Marco Antonio: E me la chiami mappa questa, quest è una mappa!.
Enobarbo: Perché, cosa ha che non va ?.
Marco Antonio: Come cosa ha! È piccola, è una mappina.


Toto e Cleopatra

Sul set, durante la lavorazione del film, con Magali Noël
(Getty Images - Gamma/Keystone)

 

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