LE STREGHE

(Episodio: La terra vista dalla luna)

1967



Incasso lire 370.043.000 - Spettatori 1.207.988

Scheda del film

Titolo originale Le streghe - ep. La terra vista dalla luna

Paese Italia, Francia - Anno 1967 - Durata 107 min - Colore - - Audio sonoro - Rapporto 1,66 : 1 - Genere commedia, drammatico - Produttore Dino De Laurentiis Cinematografica. Casa di coproduzione: Productions Artistes Associés, Paris (Francia) - Fotografia Giuseppe Rotunno - Montaggio Mario Serandrei, Nino Baragli - Musiche Ennio Morricone, Piero Piccioni - Scenografia Mario Garbuglia, Piero Poletto - Costumi Piero Tosi 


Silvana Mangano (Assurdina Caì) - Totò (Ciancicato Miao) - Ninetto Davoli (Baciu Miao, accreditato come Nenetto Davoli) - Laura Betti (una turista) - Luigi Leoni (un turista) - Mario Cipriani (prete, non accreditato)

Soggetto, Critica & Curiosità

1967-le-stregheSoggetto 

La strega bruciata viva

Regia di Luchino Visconti, con Annie Girardot. Una sera una famosa attrice arriva in una località invernale austriaca per trascorrere la serata insieme ad alcuni amici, che non si rivelano però tali: giungono ad approfittare di un malore di lei per toglierle il trucco ed osservare compiaciuti le piccole imperfezioni della diva. Dopo aver scoperto di essere incinta ed avere litigato per telefono col marito, la donna riparte il giorno successivo più turbata di prima, ma nascosta e splendida come una diva per i fotografi. 

Senso civico

Episodio molto breve ambientato nella Roma degli anni '60 ossessionata dal traffico, con Alberto Sordi per la regia di Mauro Bolognini. Sordi è un uomo ferito, e la Mangano lo aiuta ad andare al pronto soccorso, ma in realtà... Straordinario cameo di Sordi, con il quale Silvana Mangano tira fuori una vena comica inaspettata e sardonica. 

La Terra vista dalla Luna

Regia di Pier Paolo Pasolini, con Totò. In un cimitero di periferia Ciancicato Miao e suo figlio Baciù (entrambi dai capelli inverosimilmente color rame), che vivono in un imprecisato futuro, piangono la morte della moglie-madre Crisantema, morta per indigestione di funghi avvelenati. Appena terminata la lamentazione funebre i due, constatato che Ciancicato ha ancora "qualche cartuccia da sparare" decidono di intraprendere un viaggio alla ricerca della Donna, madre e moglie che diventi la nuova anima femminile della loro catapecchia, in un paesaggio da bidonville, in cui passano di tanto in tanto due turisti stranieri vestiti da safari. I due esaminano tutte le donne che incontrano, ma incappano prima in una vedova isterica che li caccia a ombrellate, poi una prostituta, un manichino (convinti che quella fosse la bellezza perfetta); i due sono disperati finché non si imbattono in una bellissima donna dai capelli verdi davanti all'altarino di un santo. La donna appare ai Miao come una dea, ma scoprono dopo vari tentativi di comunicarci, che è sordomuta, quindi si rivolgono alla donna (che si scopre chiamarsi Assurdina Caì) con gesti, chiedendola in matrimonio, che si celebra in tutta fretta in una chiesetta da un prete annoiato. Indi padre e figlio la conducono a casa loro, una baracca piena d'ogni cianfrusaglia, compreso un nano cinese che vende cravatte: ma Assurdina, con gesti accelerati come in un film muto, la trasforma in una bicocca graziosa e accogliente. Ma i due vogliono di più, una casa più grande. Quindi convincono Assurdina a simulare un tentativo di suicidio dal Colosseo, minacciando di buttarsi se la società non le darà una mano: sotto il monumento si raccoglie una folla (tra cui dei complici) che iniziano a raccogliere una colletta - incitati dai due Miao - e il trucco pare funzionare. Se non che la coppia di turisti abbarbicata sopra il Colosseo getta una buccia di banana su cui Assurdina scivola, cadendo nel vuoto. I Miao sono disperati e si sentono altresì in colpa. Ma quando stremati dal dolore tornano a casa, i due ritrovano Assurdina vestita da sposa, serenamente intenta ad attenderli. Ciancicato e Baciù fuggono terrorizzati, poi si fanno coraggio e prendono ad interrogare l'apparizione. Constatato che Assurdina, sebbene morta può comunque mangiare, bere, lavare i panni, fare i bisogni e andare a letto con Ciancicato, i due Miao gioiscono entusiasti. 

La siciliana

Regia di Franco Rossi. Pur essendo un frammento velocissimo come quello diretto da Bolognini, è tuttavia più riuscito di quest'ultimo. Gli stereotipi del sud tra tragedia ed onore vista con occhi ironici e quasi spietati. Un materiale drammatico e delicato, tra gelosie, tradimenti e vendette, trattato in modo leggero, quasi irrispettoso. E del tutto fulminante nella sua essenzialità. 

Una sera come le altre

Regia di Vittorio De Sica, con Clint Eastwood. De Sica propone una moglie stanca e annoiata e una crisi "normale" di un rapporto di coppia oramai sempre uguale a sè stesso. Interessante l'Eastwood pistolero senza molte cartucce da sparare, accanto a una moglie annoiata e stanca di lui. 

Critica e curiosità

Riprese novembre 1966, esterni Roma, Ostia, Fiumicino; durata 31 minuti.
Le streghe è un film collettivo del 1967 prodotto da Dino De Laurentiis diviso in cinque episodi, diretti da altrettanti registi, che vedono protagonista Silvana Mangano, presente in tutti e cinque i segmenti.
Il film fu proiettato per la prima volta in pubblico il 22 febbraio 1967 (v.c. n. 48341 del 17-12-1966) ed è stato distribuito anche in Francia (con il titolo Les sorcières - 1968 - 105') e Germania Occidentale (Hexen von Heute - 1-9-1967 - 121').
L'episodio La Terra vista dalla Luna è tratto dal racconto di Pasolini mai pubblicato Il buro e la bura[1].
Nell'ottobre 1966 Dino De Laurentis propone a Pasolini di partecipare con un episodio a un film che sta producendo, Le streghe: gli altri episodi sono affidati ai registi Luchino Visconti, Francesco Rosi, Vittorio De Sica e Mauro Bolognini.
Pasolini, per questa occasione, riprende una storia già scritta e non ancora realizzata, Il buro e la bura. L'epigrafe del film porta la seguente scritta del regista: "Visto dalla luna, questo film che s'intitola appunto La Terra vista dalla Luna non è niente e non è stato fatto da nessuno... ma poiché siamo sulla Terra, sarà bene informare che si tratta di una fiaba scritta e diretta da un certo Pier Pasolo Pasolini".
Nel film sono narrate le avventure donchisciottesche di un padre e un figlio (Ciancicato Miao e Baciù) che, dopo aver pianto la morte della moglie-madre Crisantema, deceduta per avere ingerito funghi avvelenati, partono alla ricerca di una Donna ideale, che possa diventare l'anima femminile della loro baracca, sperduta in una radura piena di altre catapecchie.
I due incontrano dapprima una vedova isterica che li prende a ombrellate, poi una prostituta; a un certo punto pare che, infine, dopo tanto girovagare, abbiano trovato la donna perfetta, ma si accorgono che si tratta solo di un manichino. Disperati, padre e figlio continuano un viaggio senza più alcun senso, finché incontrano una donna bellissima (Assurdina Caì, nel film interpretata da Silvana Mangano) che appare ai due come una vera e propria dea. La donna non risponde ad alcuna domanda e Ciancicato pensa che sia sordomuta. Alla fine, Ciancicato le rivolge una richiesta di matrimonio alla quale Assuntina acconsente.
Tornati tutti nella baracca, in breve, grazie alle "virtù femminili" della donna, tutto si trasforma e in breve la baracca appare come una ordinata e graziosa casetta. Cedendo alla logica consumistica, però, Ciancicato e Baciù architettano un "lavoro" che consentirà loro di farsi una bella casa. Tale lavoro consisterà in questo: Assurdina, dall'alto del Colosseo, minaccerà di suicidarsi se non verrà aiutata a sopravvivere. Padre e figlio, intanto, raccoglieranno quattrini fra coloro che stanno assistendo alla scena. Tutto procederà in questo modo, fino a quando la donna, scivolando su una buccia di banana, precipiterà nel vuoto.
Ancora disperazione per Ciancicato e Baciù che, dopo aver sepolto la donna, tornano alla loro bicocca: in essa ritrovano Assuntina, muta e sorridente, che li aspetta. I due, felicissimi, constatano che Assurdina, anche da morta, può così continuare a svolgere tutte le funzioni che già assolveva, e gioiscono: "È la felicità, è la felicità!" Appare a quel punto la didascalia finale: "Essere morti o essere vivi è la stessa cosa". 

"La morale del film", scrive Serafino Murri (Pier Paolo Pasolini, Il Castoro, Milano), "che l'autore ci dice essere tratta dalla filosofia indiana, non è, come parte delle critica militante fu portata a scrivere, 'rinunciataria o nichilistica', poiché non c'è nessun accenno di pessimistico consenso con quella affermazione: semmai, con fin troppa ironia, vi si ritrova un malcelato invito a non accettare la logica imperante, ad essere lunari quel tanto che basta per prendere le distanze dai tentacoli mostruosi del nonsenso sociale e dei suoi schematismi da marionette. La forma fiabesca stigmatizza dunque la falsità della vita, una vita perduta, sepolta in un mare di grotteschi comportamenti e necessità secondarie [...]"
Nel gennaio del 1967, scrivendo a Garzanti, in quel momento editore dei suoi libri, Pasolini gli annuncia: "Infine c'è il progetto di un libro molto strano. Si tratta di questo: ho in mente una dozzina di episodi comici, che vorrei girare ancora con Totò e Ninetto [i due interpreti di Uccellacci e uccellini], ma forse non potrò farlo per i troppi impegni. Ora, la sceneggiatura dell'ultimo episodio La terra vista dalla luna, l'ho stesa sotto forma di fumetto a colori (ripescando certe mie rozze qualità di pittore abbandonate). Stando così la cosa, mi piacerebbe, piano piano, di mettere insieme un grosso libro di fumetti ... molto colorati e espressionistici ... in cui raccogliere tutte queste storie che ho in mente, sia che le giri, sia che non le giri".
In effetti Pasolini non scrisse una vera e propria sceneggiatura dell'episodio La terra vista dalla luna: elaborò le scene del film, girato verso la fine del 1966, disegnandole in forma di fumetti.

da S. Murri, Pier Paolo Pasolini, Il Castoro-l'Unità 1995 

Scriveva Onorato Orsini:
" [..] Pasolini improvvisa un teatrino da paese dei balocchi , con Totò che somiglia a Pampurio e la Mangano ala fatina dai capelli turchini [..] Bello , forse geniale . L'invenzione poetica è costante , il gusto è squisito . La Mangano e Totò deliziosi nel lungo balletto burlesco [..] " . 

E Goffredo Fofi:
" [..]Ma non si può forse chiedere troppo alla rapidità charlottiana [..] di questa cosetta , ma però bellina , rallegrata da un grande Totò pienamente uomo proprio quando è più liberamente maschera come nei suoi giorni migliori [..] " .


Così la stampa dell'epoca

Immagini dal set e foto di scena

Le location del film, ieri e oggi

logodavi
Tutte le immagini e i testi presenti qui di seguito ci sono stati gentilmente concessi a titolo gratuito dal sito www.davinotti.com e sono presenti a questo indirizzo.
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Episodio "Senso civico"
Lo slargo dove avviene l'incidente in apertura e dove Silvana Mangano, bloccata nel traffico, per arrivare prima a un appuntamento carica il malconcio camionista (Alberto Sordi) ferito è in via Val di Sangro a Roma. Grazie a Fedemelis per il fotogramma.  
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 Episodo "Senso civico"
Il punto in cui la corsa in macchina della Mangano, con Sordi a bordo sanguinante per cercare un ospedale, si conclude (perché lì lei ha un appuntamento, non perché lì ci sia un ospedale) è in viale dell'Oceano Pacifico angolo viale della Tecnica (Roma). Nel film, come nella realtà, lì di ospedali non v'è naturalmente alcuna traccia... Grazie a Fedemelis per il fotogramma. 
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  Episodio "La Terra vista dalla Luna" 
L'altarino di un santo davanti al quale Ciancicato Miao (Totò) e suo figlio Baciù (Ninetto Davoli) incontrano Assurdina Caì (Silvana Mangano) è in Via Passo della Sentinella, località Isola Sacra, a Ostia (RM)
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Qui la casa (A) e quel che resta della statua (B) si vedono meglio.
Quest'ultima, distrutta durante una mareggiata, fu fatta dall'artista Assen Peikov a Sophia Loren. L'autore è lo stesso della statua di Leonardo Da Vinci davanti all'omonimo Aeroporto di Roma. Per l'informazione si ringrazia l'autore del libro Ostia Set Naturale.
In Questo link possiamo vedere una foto della Loren mettersi in posa per gli ultimi dettagli davanti allo scultore.  
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Episodio "La Terra vista dalla Luna"
La strada dove Ciancicato Miao (Totò) e suo figlio Baciù (Ninetto Davoli) scambiano un manichino per una vera donna (possibile loro futura moglie/madre) è lungo il nuovo Cavalcaferrovia Settimia Spizzichino svincolo della Via Ostiense a Roma. Il palazzo che vediamo nel fotogramma sono i vecchi mercati generali attualmente in fase di riqualificazione da parte del comune. L'immagine di SW si riferisce alle prime fasi dei lavori ripresi dalla Via Ostiense  
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 Qui vediamo il manichino portato via da due operai 

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