IL MUSEO VIRTUALE

Multim Museo

OGGETTISTICA, DOCUMENTAZIONE EPISTOLARE E VARIA


Documentazione


1946 - Brochure della rivista teatrale "Eravamo sette sorelle


Totò scrive una cartolina al "Principe Antonio de Curtis"


1954 - Diana scrive alla figlia Liliana che si trova in vacanza a Montecarlo con il padre


Celebrazioni centenario della nascita di Totò. In occasione del centenario della nascita di Totò fu allestita la mostra monografica "Dal baule di Totò" presentata in anteprima al Teatro "Politeama" di Napoli e successivamente in molte città italiane


Primo contratto cinematografico di Totò stipulato il 4 giugno 1936 con la Titanus di Gustavo Lombardo per il primo film di Totò "Fermo con le mani". La copia del contratto fu fornita dal Marchese Camillo de Curtis, figlio del Marchese Gaspare che dal 1936 al 1938 (anno che morì suicida) fu segretario di Totò, a Federico Clemente figlio del cugino di Totò Eduardo Clemente. Interessante è il compenso (50000 lire) che per l'epoca era ragguardevole



L’Ente Cinema con questa lettera contattò Eduardo Clemente per richiedergli in prestito alcuni oggetti appartenuti a Totò che furono presentati nel 1995 a Cinecittà in occasione dell’Esposizione multimediale del Cinema italiano. Giancarlo Governi scrisse ad Eduardo Clemente per poter presentare in TV alcuni oggetti appartenuti a Totò.


9 aprile 1967 - Lettera del regista e produttore cinematografico Turi Vasile scritta a Eduardo Clemente dopo la scomparsa di De Curtis


18 maggio 1944 - Pagellina ricordo della Prima Comunione e Cresima di Liliana.



Bozza della scenetta di Otello della rivista "A prescindere" che debuttò nel dicembre 1956 e fu l'ultima rappresentazione a teatro di Totò


La cuoca di Totò, Gilda Balzelli, gli scrive questa lettera dopo essere stata licenziata ingiustamente esprimendogli tutto il suo rammarico per questo. Alcune parti della lettera sono state omesse per motivi di riservatezza

Corrispondenza epistolare


7 febbraio 1941 - Liliana scriveva al suo papà su un foglio di carta intestata della sua Compagnia. Sul retro, Totò appuntava i nominativi di alcuni suoi avi abbozzando le linee genealogiche

 


10 marzo 1943 - La piccola Liliana dal collegio scrive al suo papà.

 


30 settembre 1944 - Lettera di Diana ad Anna Clemente (Testo leggibile)

 


16 ottobre 1947 - Lettera di Diana ad Anna Clemente (Testo leggibile)

 


12 agosto 1952. Liliana, in vacanza a Capri, scrive al padre in vacanza a Montecarlo.

 


18 luglio 1954 - Diana scrive a Liliana che si trovava a Montecarlo con Totò, preoccupata per lo stato di salute del figlio Antonello (Testo leggibile)

 


1954 - Diana scrive a Totò questa lettera in un momento di nostalgico e profondo stato di solitudine... (Testo leggibile)

 


Aprile 1955 - Lettera di Diana a Totò (Testo leggibile)

 


20 aprile 1956 - Lettera di Diana a Totò

 


24 gennaio 1956 - Lettera Diana a Totò (Testo leggibile)

 


16 giugno 1956 - Lettera di Diana a Totò (Testo leggibile)

 


15 ottobre 1956 - Questa lettera fu inviata a Totò da una comunità di emigrati italiani residenti a Toronto per invitarlo in Canada con un suo spettacolo. Particolare che intenerisce è che alla lettera sono allegati 29 fogli di quaderno su cui sono apposte migliaia di firme (3000/4000) con matite, penne rosse, verdi, lapis rosso/blu e notando addiriitura che qualche persona analfabeta, pur di firmare, lo ha fatto apponendovi delle croci! Totò, per l'innato suo terrore di salire su un aereo, non vi si recò ma conservò affettuosamente la lettera.

 


Aprile 1956 - Lettera di Diana a Totò (Testo leggibile)

 


6 gennaio 1957 - Lettera di Diana a Totò. Fu inviata in riferimento alla manifestazione "Incontri del cinema" tenutasi negli anni '60 al Teatro "Metropolitan" di Napoli (Testo leggibile)

 


6 gennaio 1957 - Lettera di Diana a Totò

 


1958 - Lettera di Diana a Totò (Testo leggibile)

Oggettistica, testi e brochure


La poesia "'A livella", prima che fosse pubblicata nel libro, Totò la fece stampare in 1000 copie su un librettino formato 20x14cm

 


La storia ufficiale della discendenza nobiliare del Principe Antonio de Curtis, riportata dal "Libro d' oro della Nobiltà Italiana"

 


Pinocchio 70 - Proposta per un Pinocchio. Copione originale del film “Pinocchio 70” (titolo provvisorio "Proposta per un Pinocchio") di Carmelo Bene e Nelo Risi. Unica copia esistente del copione originale del film “Pinocchio 70” – Sceneggiatura di Carmelo Bene e Nelo Risi. Fu dato nel 1966 per la realizzazione del film a Totò che avrebbe dovuto interpretare il personaggio di Pinocchio mentre Carmelo Bene quello di Geppetto ma il film non si realizzò per la scomparsa di Totò.

 


Ugo D'Alessio scrisse questa bellissima poesia "'O marchese e 'o scupatore" che vuole essere il seguito de "'A livella"

 


VIII edizione del premio “Totò”.Tale premio, istituito annualmente dall’Ente Autonomo “Antonio de Curtis”, Eduardo Clemente fu ricordato come persona particolarmente vicina a Totò con l’assegnazione “Alla memoria” di questa statuina, simbolo del premio.

 

 

 


Mattino Illustrato, 12 aprile 1980 - L'antenato che Totò non potè comprare - Nel 1961 Antonio De Curtis si rivolse al comune di Cava dei Tirreni per ottenere il dipinto di Camillo De Curtis

 


La poesia di Totò "'A livella" corredata di illustrazioni a carboncino, autore dell'opera Piergiorgio di Milano.

 


Agenda anno 2004 dedicata a Totò. (Realizzazione Edizioni Interculturali - Liliana de Curtis)

 


Brochure ufficiale della manifestazione "Totò Genio", inaugurata a Napoli nell'aprile 2017 a 50 anni dalla scomparsa di Totò.

 

 


Spettacolo "Il pupazzo Totò" con i pupazzi di Armando David

 


Brochure/Copione della commedia in tre atti di Raffaele Viviani "La tavola dei poveri", rinvenuta nel baule di Totò.

 


Come sappiamo Totò nasce come Antonio Vincenzo Stefano da Anna Clemente di cui prese il cognome. Fu adottato nel 1933 dal marchese Francesco Maria Gagliardi Focas; il padre naturale, il marchese Giuseppe de Curtis, lo riconobbe legalmente soltanto nel 1937. Nel 1945 il Tribunale di Napoli gli permise di aggiungere vari cognomi e predicati nobiliari, riconoscendogli «il diritto di potersi attribuire il nome della casata ed i titoli». Antonio de Curtis, per ottenere il riconoscimento dei titoli nobiliari che gli spettavano, fu costretto a sparare raffiche interminabili di carta bollata e vinse molte cause civili in vari tribunali d’Italia contro millantatori e individui invidiosi di quelle onorificenze. La sentenza che qui viene esibita è un clamoroso falso! Si tratta di uno stratagemma, architettato con mezzi truffaldini e seguendo un disegno criminoso, da un tale Amoroso nativo di Avezzano. Infatti, sarebbe la conclusione di un procedimento penale contro Giuseppe de Curtis, padre di Totò, accusato di usurpazione di titolo nobiliare con altri due imputati. La sentenza assolve con formula piena i tre imputati. Ma dov’è l’inghippo, allora? La verità è che presso il tribunale di Avezzano non si celebrò mai alcun processo e non vi furono imputati e non vi fu mai sentenza. Già, ma non si poteva effettuare alcun controllo perché il Tribunale di Avezzano era completamente crollato per il terremoto del 13 dicembre 1915, la sentenza era del 3 dicembre 1914, la stampa del 1916 quindi… Leggendola bene si nota che, mentre assolve gli imputati, indica quel tale Amoroso come “Altezza Imperiale Principe bizantino” ma in realtà costui era solo il figlio di un ex usciere del Tribunale di Avezzano! In effetti l’Amoroso aveva tentato, con la complicità del terremoto, di costruirsi una prova documentale della propria nobiltà: da usciere a Principe bizantino… un bel salto!

 



Polizza assicurativa relativa all'oggettistica appartenuta a Totò esposta presso il Museo dell'Attore Napoletano di Napoli, allestito tra il 2000 e il 2001 nel sottopassaggio di piazza Municipio, comprendente circa 400 cimeli appartenuti a vari attori napoletani, curato dal critico teatrale Giulio Baffi. Il museo, che poteva considerarsi in realtà una vera e propria mostra permanente, raccoglieva svariati oggetti come manoscritti, abiti di scena, parrucche, copioni e tutto quanto è stato ritrovato in vecchi bauli personali di palcoscenico di attori che hanno fatto la storia della recitazione napoletana.
Tra i cimeli conservati vi erano manoscritti di Eduardo Scarpetta, i copioni di Antonio Petito, la mantellina di Pupella Maggio o la forcina per capelli di Concetta Barra, rimandando all'epoca d'oro dei grandi palcoscenici storici di Napoli, come il Sancarlino, il San Ferdinando, il Salone Margherita, il Sannazzaro e il Mercadante.
Non mancavano gli spazi espositivi dedicati a Totò ed il suo celebre vestito da Pinocchio, a Massimo Troisi con una sua giacca di scena, a Peppino De Filippo con un paio di occhiali autentici, alla bombetta di Nino Taranto e, naturalmente all'indimenticato Eduardo.
La struttura sotterranea che ospitava il museo è stata danneggiata dalle piogge nel 2001. Il museo è pertanto attualmente chiuso ed il materiale ospitatovi è in attesa di una nuova destinazione. Una parte del materiale è in esposizione in una mostra permanente dal dicembre 2008 presso il Teatro San Ferdinando di Napoli.

Il Museo di Totò: rassegna stampa

LA RASSEGNA STAMPA


Il Museo di Totò: delibere Regione Campania/Comune di Napoli

ALCUNE DELIBERE DELLA REGIONE CAMPANIA 1996-1997