Daniele Palmesi, Federico Clemente Gen 2014

GIROTONDO

(1928)

Titolo originale Girotondo
Testo: Ripp (Luigi Miaglia), Bel Ami (Anacleto Francini)
Compagnia: Compagnia di Isa Bluette
Prima: Roma, Sala Umbero 15 febbraio 1928


Novità salutata con estremo calore e grandi consensi per autori e interpreti.

Isa Bluette

 

Isa Bluette

 

"Totò, che con Castellani, faceva parte dell'allegro duo di scapestrati seppe suscitare risate irresistibili, confermando ancora una volta il titolo di grande comico che il pubblico gli ha conferito.[...] Gustati e ammirati i quadri: Le collegiali, Tabù, Madagascar, La checca, dove la verve di Totò è inesauribile".
Il PIccolo, Roma, 16/18 febbraio 


"La tenue trama di questa briosa rivista presenta i casi di due giovani pigri e scapestrati che non riuscendo piu _ad ottenere sussidi da un loro zio, sono costretti a girare il mondo per campare la vita, adattandosi a farne d'ogni colore. E' facile comprendere come da uno spunto di questo genere gli intelligenti e briosi rivistaioli Ripp e Bel Ami abbiano potuto trarre gli svolgimenti più bizzarri e le più impensabili ed allegre vicende comiche e coreografiche. Sta di fatto che questo Girotondo è veramente riuscito. Spettacolo leggero, fluido e divertente, esso è un passatempo brioso e digestivo che giustifica il vivo successo riportato iersera. L'esecuzione è stata spassosissima specialmente da parte del comico e serdentino Totò , ben coadiuvato dal Castellani , e di Isa Bluette." 

La Tribuna , Roma , 17 febbraio 1928 


"Ancora una volta Ripp e Bel Ami hanno dimostrato con piena evidenza di essere gli unici autori, in Italia, capaci di ammannire delle riviste agili, leggere, spigliate, ricche di trovatine garbate, di motivetti facili, di macchiette gustose, di danze che escono dallo stile consueto [...]. Girotondo [...] piacevole cocktail di situazioni spassosissime sorrette dal brio di Isa Bluette,dall'inaggettivabile umorismo di Totò e dalle doti simpatiche di Mario Castellani, è filato liscio liscio... tra un subisso d'applausi e di bis [...]". 

L'Impero, Roma, 17 febbraio 1928.


Così la stampa dell'epoca

 
Con Baraonda, in cui Totò non è nominato e che è un riassunto delle riviste precedenti, si chiude la stagione romana. Totò passa quindi alla compagnia Maresca 1, con la soubrette Angela Ippaviz e lavora a Napoli nelle riviste e nelle operette. Il «Corriere di Napoli» ne segnala l’interpretazione irresistibile di Celestino nella Santarellina, un’operetta di Hervè: il personaggio di Celestino è quello di un giovane nobile un po’ sciocco e squattrinato, dominato dai genitori e innamorato di un attricetta che se ne vuole far sposare.