IL PARADISO DELLE DONNE

(1928)

Titolo originale Il paradiso delle donne
Testo: Ripp (Luigi Miaglia), Bel Ami (Anacleto Francini), in 3 atti e 28 quadri
Compagnia: Compagnia di Isa Bluette
Prima: Roma, Sala Umbero 1, 2 febbraio 1928



 

 

Isa Bluette 2Isa Bluette

Anche questa nuova rivista dei fecondissimi Ripp e Bel Ami è in tutto degna dell'ottima fama di questi due autori che, ben a ragione, sono fino ad ora ritenuti i migliori specialisti italiani del genere. Diremo anzi che col Paradiso belle donne che iersera un pubblico numerosissimo e fine ha vivamente e ripeutamente applaudito, Ripp e Bel Ami sono rientrati più strettamente nel tipo rivista da cui, in qualche altro loro recente lavoro, s'erano allontanati. [... ] La Bluette e il comicissimo Totò furono particolarmente applauditi . I bis e le chiamate furono numerosissimi [...]".
[Anonimo], La Tribuna, Roma, 4 febbraio 1928


(Totò) «E riuscito un eccellente Dante von Alighieren, una Filomenita spassosissima, un Abatino assai fine»
«Il Messaggero», Roma, 3 febbraio


«Chi è Totò?» si chiedeva nel ’28, salutandone l’abbandono del varietà, un cronista del «Il Piccolo» di Roma:

Quali sono i mezzi di cui questo singolare artista si serve per suscitare il riso? Semplici in apparenza, ma complicati nelle origini e portati a quel punto di grande naturalezza come è dato al pubblico di ammirare, solo attraverso uno studio paziente e tenace. Allorché egli si presenta in scena con quel suo passo elastico, con quelle movenze marionettistiche e grottesche, un’ondata di buonumore si diffonde per la platea e gli animi si apparecchiano alla più spensierata giocondità. [...] È innegabile che in Totò è insito il senso del grottesco e della parodia: nelle sue interpretazioni ci si può magari scorgere l’imitazione, ma ampliata, deformata, resa grottesca nell’espresso gioco scenico, in cui la smorfia, lo strizzare d’un occhio, il dimenare del capo esulano dal lazzo pagliaccesco per assumere una loro propria fisionomia artistica. [...] Egli non è più l’interprete ma il collaboratore prezioso degli autori: Totò non è pago di dire quel che gli fan dire, ma vuole e sa creare qualcosa anche lui. Sono silenzi sapienti, e il dimenare grottesco della persona, e un braccio alzato, un curvare di ginocchi... tutti gesti più eloquenti di venti battute di spirito 1..J Gli spettatori plaudono al comico simpatico ed originale che sa, con la sua arte, fugare, sia pure per breve tempo, pensieri tristi, umori oscuri, e con l’ausilio della sua arte nuovissima e potentemente comunicativa.

U.M.B., "Il Piccolo", 1 febbraio 1928