Daniele Palmesi, Federico Clemente Gen 2014

SI, SI, SUSETTE

(1928)

Titolo originale Sì, sì, Susette

Testo: Ripp (Luigi Miaglia), Bel Ami (Anacleto Francini)
Compagnia: Compagnia di Achille Maresca
Prima: Roma, Teatro Adriano, 5 ottobre 1928 (ripresa a Milano, Teatro Del Verme, 27 novembre 1928)

 



"I nomi di Ripp e Bel Ami e la sempre maggiore simpatia con cui l'ottima compagnia diretta da Achille Maresca viene seguita nelle sue accurate esecuzioni, hanno richiamato ieri sera all'Adriano elegante e numeroso pubblico. Il successo è stato pieno e completo: applausi insistenti al terminar d'ogni quadro e numerosa richiesta di bis hanno sanzionato il valore della musica semplice, melodica e ricca, staremo per dire anche troppo, di numeri orecchiabili [...]. Nella successione dei quadri variatissimi e pieni d'originale eleganza ha signoreggiato la irresistibile comicità del simpatico Totò che ha messo in particolar rilievo le non poche battute di spirito del libretto [..]".
La Tribuna, Roma, 7 ottobre 1928


"[... ] Totò fu ieri sera insuperabile, specie nelle sue caricature, nelle sue trovate, che mandano di volta in volta gli spettatori in visibilio. [... ] Applauditissima fu, al secondo atto, la Radiotelevisione del Rigoletto e del Barbiere di Siviglia, vista sul dirigibile [...]".
Il Piccolo, Roma, 5 ottobre. 


"Con un teatro gremito ieri sera si è data la serata in onore di Totò, che per tre ore di seguito ha fatto regnare la più schietta ilarità. Molti applausi sono stati tributati al seratante, molti fiori e anche parecchi doni"
Il Messaggero, Roma, 13 ottobre 1928. 


[...]" La rivista dei due fecondi autori rimane fedele ai procedimenti loro cari: con un sottilissimo filo logico si tengono avvinti i molteplici episodi; ed a questi ultimi, variati con abilità consumata, è affidato il successo. La fantasia si sbizzarrisce quanto più può; il dialogo ne segue docilmente ogni capriccio, e la coreografia è chiamata a prestare ai singoli quadri l'ausilio del pittoresco. Nel quadro, forse, troppo vasto, del Dal Verme, certi particolari si perdono: ma l'assieme è di sicuro effetto. Le trovate non mancano davvero: qualche volta, certe salacità mancano di finezza, almeno, non sono strettamente necessarie. Ma la rivista raggiunge pienamente il suo scopo di divertire. [... ] L'intera compagnia Maresca si è prodigata nell'interpretazione: dalla Ippaviz, inesauribile di brio, alla Lises; da Totò, dalla comicità tanto caratteristica, all'Orsini sempre elegante e corretto [...]".
La Sera, Milano, 16 novembre 1928