Daniele Palmesi, Federico Clemente Gen 2014

I TRE MOSCHETTIERI

(1930)

Testo: Kokasse, commedia musicale in due tempi
Compagnia: Compagnia Stabile Napoletana Molinari di Enzo Aulicino
Prima: Napoli, Teatro Nuovo, 26 gennaio 1930

Totò, una penna di gallina sul cappello e una stampella d’armadio al posto della spada, impersonava un assurdo D’Artagnan.

 

Questa rivista, la cui messinscena è curata personalmente dal cavalier Aulicino, viene ripresa nel ’34, con la firma anche di Paolo Rampezzotti Tramonti, e ulteriormente riadattata dallo stesso Totò. Mette in parodia il testo di Dumas facendo di D’Artagnan un pavido che è spesso tradito dai tre moschettieri, così che ne risulta inficiato il famoso motto «Tutti per uno, uno per tutti!». In un prologo Totò racconta di essere contemporaneamente D’Artagnan, la Guardia e il Pensiero dell’Autore e invita gli spettatori al sorriso, se la commedia avesse voluto lavorare sui sentimenti e sul dolore, al suo posto ci sarebbero stati altri attori.


"La gustosa rivista-parodia di Kokasse I tre moschettieri attirò [...] pubblico innumerevole [... ] e le più calorose feste furono fatte al comicissimo Totò, alla Thomas, alla de Filippo, al Corbinci, alla Bianco , allo Schioppa, al Crispo, etc. Il pubblico volle numerosi "bis" ed evocò più volte alla ribalta autore ed esecutori[...]".

[Anonimo], Il Mattino, Napoli, 28 gennaio 1930.


Nel mese in cui ancora rimane al Teatro Nuovo, Totò si riserva alcuni numeri negli intervalli di altri spettacoli, nelle commedie ad esempio, della Riccora, Il maggiore castità e Nu mese o’ ffrisco, adattamenti da testi francesi o in quella di Francesco Corbinci, Pasta, fagioli e compagni. Figura invece come interprete di Lu Café chantant, di Eduardo Scarpetta, una commedia in cui degli attori di prosa di scarso successo sono costretti a trasformarsi in artisti di café chantant: il terzo atto è lasciato “a piacere” dall’autore ai diversi numeri di varietà degli artisti stessi. Con la ripresa di Amore e cinema termina l’anno teatrale e il soggiorno di Totò tra gli attori del Nuovo, funestato dal suicidio per amor suo di Liliana Castagnola, con cui l’attore aveva vissuto una relazione tempestosa prossima a concludersi contemporaneamente allo scioglimento del contratto che lo vincolava al Nuovo e a Napoli.