Daniele Palmesi, Federico Clemente Gen 2015

COLORI NUOVI

(1932)

Titolo originale Colori nuovi - rivista in dodici quadri

Testo: Antonio de Curtis e Guglielmo Inglese
Compagnia: Compagnia di Riviste e Fantasie Comiche Totò


E' la prima rivista “articolata” scritta e allestita da Totò, con la collaborazione della sua spalla, Guglielmo Inglese. Viene presentata insieme a Totò Charlot per amore e alla Vergine di Budda i primi di febbraio del ’32. La struttura connettiva, appena accennata, consiste in un prologo in cui c’è una riflessione su quel che una rivista dovrebbe essere per piacere al pubblico; seguono quindi sketch importanti nel repertorio teatrale di Totò che, in nome di un contenuto più autentico, fa ricorso alla tradizione napoletana più consolidata, come «La scampagnata dei tre disperati», antico scenario di cui si ricordano interpretazioni famose come quella di Scarpetta, Ferravilla e Zago e che due anni dopo questa esecuzione viene riproposta dalla compagnia de «Il Teatro Umoristico I De Filippo». Totò la ripropone a sua volta in Cinquanta milioni, c’è da impazzire, di Tramonti e Inglese (1935). Invece «Nel separé», all’interno del copione, è presentato come «sketch comico grottesco di Totò» e lo accompagnerà per tutta la vita, fino alle ultime registrazioni in televisione (Don Giovannino in TuttoTotò, di Daniele D’Anza, 1967 ) viene riproposto infinite volte nel suo cinema (Totò, Peppino e la malafemmina, 1956, Totò, Peppino e i fuorilegge, 1956, entrambi di Camillo Mastrocinque. per citarne solo qualcuno). Lo sketch della “sconosciuta” ritorna invece nel contemporaneo In caso di... bis ovvero Soiré e cocktail. di Antonio de Curtis.

Fonte: Quisquiglie e pinzillacchere, «La scampagnata» e «Nel separé», pp. 15-23.

Toto in teatro 37

Gli sketch: il cav. Fiaschettini è disperato perché le sue riviste non piacciono più: «Devo pescare un argomento qualsiasi che in rivista non sia stato sfruttato. Donne nude che scendono in platea, diavoli che scendono dal soffitto, Dei che scendono dall’Olimpo... tutto oramai è stato portato sul palcoscenico della Rivista». Accetta quindi la proposta del Burattinaio che gli offre attori che non obbediscono ai fili della vanità come gli attori in carne e ossa. E le donne? «Basta con queste demivierge d’importazione esotica, vogliamo una donnina sana che sia tutta nostra». Quindi partono i tre sketch principali. Nel primo, in un corridoio d’albergo, due uomini si contendono alle armi una bella sconosciuta, ma la pistola è una sola e quindi tocca contendersi anche quella mentre la donna esce dalla sua camera con un terzo uomo. Nel secondo, «Nel separé», Cesarino Bolletta invita a cena la moglie del suo principale, e deve risolvere la lotta fra il desiderio di possedere la donna e la mancanza di danaro. Nel terzo, «La scampagnata», infine, i tre disperati, Liborio, Pasquale e Totò dopo aver mangiato in un’osteria, inventano una serie di espedienti per allontanarsi uno alla volta senza pagare il conto sfuggendo alle ire di un oste terribile.

La rivista delle marionette, come viene presentata all’inizio, il filo conduttore affidato alle mani di un burattinaio, un’azione mimata di Pierrot e Colombina, chiamano in causa la cifra personale dell’attore che precede la parte comica vera e propria. Tra una minaccia di colpi d’arma da fuoco e un’altra, uno dei due rivali confida per prendere tempo «Ho scoperto dove si trova il vero Cannella. In drogheria [Bruneri/Cannella erano le due identità dello smemorato di Collegno]». Il separé fa pregustare un’atmosfera di prelibate raffinatezze che Cesarino distrugge ordinando regolarmente «nel gabinetto separativo» pietanze più “volgari” ma meno costose di quelle che suggerisce il cameriere.