Daniele Palmesi, Federico Clemente Gen 2015

LA MUMMIA VIVENTE

(1934)

Titolo originale La mummia vivente

Testo: Paolo Rampezzotti (Tramonti) e Bel Ami - fantasia in due atti e sette quadri
Compagnia: Compagnia di Riviste e Fantasie Comiche Totò di Achille Maresca
Prima: Teatro della Pergola, Firenze 17 novembre 1934


La pièce risulta presentata per il visto della censura a novembre per il debutto alla Pergola di Firenze il 17 del mese. In seguito è attesa al Teatro Eliseo. Questa volta Tramonti e Bel Ami hanno creato un plot da commedia in due atti con complicazioni dell’intreccio, finale a sorpresa e ricche scenografie e coreografie. Inserti di varietà e danze delle girls alleggeriscono il complicato intreccio, dove l’effetto comico è basato sull’adattamento ai tempi presenti di costumi antichi, come pretende il Faraone redivivo. Tutta la fantasia è una messa in farsa delle mode del momento e sfrutta aU'interno dell’intreccio sketch d’avanspettacolo classici. Gli sketch: si tratta della storia dello strano e miracoloso risveglio della mummia del faraone egiziano Baccarà, durante una escursione in Egitto da parte del professor Magog e del suo aiutante Tom. Nella spedizione Tom porta con sé il figlio Narciso, mentre Magog porta la segretaria Ketty, della quale è innamorato. Mediante una formula magica, i quattro resuscitano il faraone Baccarà, che però crede di essere ancora nella sua epoca e li scambia rispettivamente per il suo consigliere, l’eunuco, la sua favorita e infine crede che Narciso sia Fatima, figlia del suo consigliere. Maledice Magog e Tom dicendo loro che moriranno se tenteranno di baciare una donna. Il Faraone viene esibito come portento scientifico e ne approfitta subito per corteggiare le girls e soprattutto Ketty. Quando l’azione si trasferisce a Londra in un circo, all’intrico si aggiunge anche la presenza della moglie di Tom, Vittoria che era stata l’amante di Magog. Tra donne contese, numeri di tabarin e tentativi di soppressione reciproca per liberarsi della maledizione il Faraone infine si rivela uno studente di egittologia innamorato di Ketty e bocciato ingiustamente all’esame.

Toto in teatro 25

Totò è Magog, «il tipo dell’esploratore, anzi dell’archeologo», ed entra in scena a cavallo di un cammello che è composto da due persone dentro un involucro, col quale ingaggia un battibecco accusandolo di aver bevuto il suo whisky, «solo la parte di dietro», gli verrà replicato. Tutte le mattine, invece di leggere il giornale, si legge un obelisco. Per assecondare il Faraone, entra nel solenne paludamento di ministro egizio. Fa anche profezie, quella per cui verrà giorno in cui le donne si taglieranno i capelli e si raderanno le ciglia.


Censura: molti tagli soprattutto sui sottintesi sessuali, in particolar modo sulle battute di Narciso trasformato in donna e che denuncia qualche ambiguità di carattere omosessuale: nel secondo quadro, è stata tagliata tutta la parte seguente del dialogo tra il Faraone e Narciso [le parti tagliate sono quelle in corsivo]: narciso: Capisco, faraone: Io però ti preferivo allora, sai? narciso: Lo credo, faraone: Eri deliziosa!... Ricordi quella sera, dietro la piccola piramide?., narciso: Non mi ricordo, ma fa lo stesso! faraone: Peccato! A reincarnarti t'hanno sciupato' C’è stato
un errore di metempsicosi! narciso: Già: un piccolo errore! faraone: Eri anche parecchio civetta! Ti piacevano i militari! (II atto, p. 10). Ed anche qualche correzione su commenti “politici” al potere del Faraone: magog: [...] Ma quelli [i giornali] conservatori però dicono che siete bello, che siete intelligente, che siete elegante, che siete immenso... faraone: E l’opposizione? magog: Qualche malignità. Ma la stampa moderata dice che tutto va bene, che l’erario rigurgita d’oro e di gemme... (I atto, p. 31).

Oltre al titolo dato, la compagnia riprende Se quell’evaso io fossi, La vergine indiana, Questo non è sonoro e I tre moschettieri di Rampezzotti Tramonti e Mangini, in una riduzione di Totò.