DEI DUE, CHI SARA'?

(1936)

Titolo originale Dei due, chi sarà?
Testo: Antonio de Curtis
Compagnia: Compagnia di Riviste e Fantasie Comiche Totò di Achille Maresca
 

Nota: presentato alla fine del ’36, questo copione, in cui Totò torna autore, viene ripresentato a gennaio del 1937 con l’aggiunta dello sketch della «Massaggiatrice», lo sketch del «manicomio» e lo sketch della «Camera». Proprio nello stesso anno, dopo diversi tentativi, avviene il debutto cinematografico di Totò con Fermo con le mani!, dove è presente anche la memoria del primo dei tre sketch.

Fonti:
Quisquiglie e pinzillacchere, «Sulla spiaggia» e «La Massaggiatrice», pp. 58-70;
TuttoTotò, «La Massaggiatrice», pp. 284-288.

SCENE PRINCIPALI

La massaggiatrice
Il manicomio
La camera

Gli sketch: la rivista, come suggerisce il titolo, presenta varie situazioni di confusione di persona e di identità. Totò di Torretotò ha un appuntamento sulla spiaggia con la ballerina Clely. Vengono attorniate dalle girls e dopo vari incontri con personaggi di lingue e dialetti diversi, Totò è raggiunto e sorpreso dalla moglie che vuole il divorzio. Gli viene consigliato l'avvocato Arturo Tempesta. Arturo, che è il sosia di Totò, dubita dell’amore della moglie e inscena un finto suicido per metterla alla prova approfittando della complicità di un amico, che lo avverte di aver visto sulla spiaggia uno identico a lui. La moglie Gianna che, preoccupata per il marito, ha mandato a chiamare un dottore, trova la lettera d’addio e si allontana da casa disperata. Intanto sopraggiungono contemporaneamente Totò, in cerca di un avvocato per divorziare dalla moglie, e il dottore chiamato da Gianna, che Totò scambia per l’Avvocato. Quando questa torna con la madre scambia Totò - che ignora di avere un sosia - per il fantasma di Arturo, e poi per Arturo stesso ed è la stessa madre a indurre uno stupito Totò a passare la notte con Gianna. Gli sketch aggiunti ricuciono e complicano la vicenda: nello sketch della «camera» Arturo rientra per verificare gli esiti del finto suicidio, dopo che Totò si era allontanato e viene preso per pazzo, ma gli infermieri porteranno poi via Totò ritornato a prendere il portafoglio. Nel «manicomio» Totò è fatto oggetto di tutte le specie di follia. Il terzo sketch invece non si lega al filo precedente: la massaggiatrice Maria Sardella cerca Gino Anguilla per farsi pagare e incontra invece lo zio con l’amico Pompeo Capitone che la scambiano per la ragazza sedotta dal nipote che sono venuti a liquidare.


Così la stampa dell'epoca


Toto in teatro 08

Totò nei finti suicidi, negli scambi di persona, nella visita alla follia, nel tema - e nella prestazione del “doppio”, uno normale, l’altro un po’ vagabondo rispetto alle convenzioni della società - sono presenti molte delle situazioni - e probabilmente delle cifre comiche - dei suoi primi film, da Animali pazzi, di Carlo Ludovico Bragaglia (1939) a L’allegro fantasma, di Amleto Palermi (1941). La sua entrata è annunciata dal dialogo delle ballerine: «Bello? No! - Ricco? No! - Vecchio? No! - E allora com’è? Buffo al cento per cento!». Come zio libertino sostiene: «Significa che non essendo io rematuro fa d’uopo, anzi è ovvio che io ogni tanto m’imbarchi in qualche avventura femminea...».

Censura: pochi tagli, soprattutto ai sottintesi sessuali nello sketch con la massaggiatrice.


Nel periodo, la Compagnia riprende i seguenti spettacoli: Cinquanta milioni c’è da impazzire, La banda delle gialle, La vergine indiana e Dalla calza al dollaro.