Daniele Palmesi, Federico Clemente Gen 2015

SE FOSSI UN DONGIOVANNI

(1938)

Titolo originale Se fossi un Dongiovanni

Testo: Antonio de Curtis, rivista in venti quadri
Compagnia: Compagnia di Riviste e Fantasie Comiche Totò di Achille Maresca
Prima: gennaio 1938


E' stata presentata a gennaio del ’38 e contiene il famoso sketch del «manichino» che tornerà nella rivista di Michele Galdieri, C'era una volta il mondo (1947), nell’antologia cinematografica II più comico spettacolo del mondo, di Mario Mattòli (1953) e nell’antologia televisiva TuttoTotò (1967) con il titolo Don Giovannino.

Fonte:
Quisquiglie e pinzillacchere, «L’Albergo» (ripreso con varianti nel film L’imperatore di Capri, di Luigi Comencini, 1949), «Il Manichino» e «La Cameriera», pp. 84-97.


Gli sketch: si tratta di una serie di sketch tenuti insieme dal protagonista Gelsomino Fiordaliso interprete di grottesche e immaginarie seduzioni. Nello sketch dell’«albergo» il protagonista discorre con Enrico delle tecniche di seduzione - il portamento e lo sguardo - e finisce per applicarle, senza esserne a conoscenza, sulla moglie dello stesso, che infine cede grazie alla tecnica suggerita dal marito. In un laboratorio di confezioni si sostituisce a un manichino per sfuggire a un marito geloso che crede allo spiritismo e lo convince che in lui parla l’anima del padre; si traveste da cameriera per stare accanto alla fanciulla di cui è innamorato, ma il Commendatore, che è il padre, si innamora di lui e vuole sposarlo. Infine Gelsomino, innamorato della moglie di un dentista chirurgo, e trovatosi nel suo studio è costretto a improvvisarsi dentista per un malaugurato cliente che lo costringe a curarlo impugnando la rivoltella. (cfr. Totò cerca moglie, 1950)


Totò come Don Giovanni la prima azione con cui entra in scena è quella di pestare il piede alla donna che ama. Con il marito Enrico intraprende una gara su chi ha il portamento migliore con cui conquistare una donna e fa «il soggetto sul mento». Enrico gli mostra come porsi: «la spalla leggermente inclinata in avanti, una mezza paralisi... il dito un po’ in fuori... la mano dietro la schiena... poi un bell’inchino... una strinciatina...». È un manichino, con la meccanicità dei movimenti che costituisce una delle sue prestazioni più note.