ERAVAMO SETTE SORELLE

(1946)

Titolo originale Eravamo sette sorelle

Testo: Michele Galdieri e Aldo De Benedetti, commedia con musica
Interpreti: Totò, Mario Castellani, Tecla Scarano, Ermanno Roveri, Della Lodi
Compagnia: Compagnìa Totò di Romagnoli
Prima: Roma, Teatro Quattro Fontane, 1 gennaio 1946


eravamo sette loc


Tratta dalla sceneggiatura di De Benedetti per il film omonimo, realizzato nel 1938, per l’interpretazione di Antonio Gandusio, in teatro la commedia viene presentata per la prima volta il primo gennaio 1946 al Teatro Quattro Fontane di Roma e quindi a Milano nel marzo dello stesso anno; non riscuote il successo sperato, in parte perché già nota a causa del film e in parte a causa dei teatri poco adatti. Totò, che la interpreta con Tecla Scarano e Mario Castellani, lamenta le maldicenze con cui il pubblico e l’ambiente teatrale accolgono la commedia, che, a suo dire, rendono difficile persino reperire la prima attrice. Lo stesso giorno della prima, come già aveva fatto Galdieri, anche Aldo De Benedetti chiede all’avvocato della Compagnia di Totò, Renato Cogliati Dezza, di togliere il proprio nome dal cartellone, sostenendo che l’opera non è ben compiuta e sconsigliandone la sua presentazione.


Spunto narrativo: un gruppo di ballerine in un teatro di provincia si trova improvvisamente senza lavoro. In seguito ai racconti dell’anziana costumista Amalia, Lisa, una delle ballerine, rintraccia un ricco conte amato dalla donna in gioventù e con uno stratagemma riesce a farsi credere sua figlia.
Il conte Leone, uomo allegro e dal passato vivace, accoglie la giovane e con lei anche le sue sei compagne che sfruttando la stessa idea di Lisa, si fanno passare per sue figlie. Il figlio legittimo del Conte, il severo e serioso Leonardo, entomologo, sulle prime dubita della onestà delle ragazze poi innamoratosi di Lisa le accoglie come “sorelle”. Totò è il conte Leone. Legato a un personaggio e a una trama, peraltro del commediografo più famoso del genere “telefoni bianchi”, sembra perdere in vis comica,


 

La Stampa, 3 marzo 1946Corriere della Sera, 1 febbraio 1946 Corriere della Sera, 19 marzo 1946

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"Tratta da un vecchio film che, se non sbaglio, ebbe a protagonista Gandusio, questa commedia musicale ha il difetto di dilungarsi troppo in scene dialogate senza brio né inventiva, per raccontare l'avventura di sette ballerine le quali, rimaste senza lavoro, si fanno passare per figlie naturali di un conte che in gioventù ebbe molte avventure e che non esita ad accoglierle nella propria villa. La storia di per sé piuttosto incolore si svolge lenta e lineare, senza altre trovate da quelle che Totò riesce ad aggiungere qua e là con le sue risorse comiche. Ma non appena abbandona il dialogo per sfruttare gli ingredienti propri della rivista (canzoni, balletti, cori, coreografie), lo spettacolo si ravviva, si colorisce, si fa piacevole e leggiadro. Totò è un protagonista spesso esilarante: ma la sua vena buffonesca, legata alle esigenze di una trama e di un personaggio, s'impoverisce; cosicché le irresistibili lepidezze con cui sa di solito divertire il suo pubblico, perdono alquanto di efficacia e di sapore, allo stesso modo di quanto accade nei film. Comunque è lui che tiene su lo spettacolo stando in scena quasi ininterrottamente dal principio alla fine [...]".
[Ermanno Contini], Il Giornale del Mattino, Roma, 3 gennaio 1946

 

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Brochure della "Prima" della rivista "Eravamo 7 sorelle" di Michele Galdieri e Aldo De Benedetti rappresentata al Teatro "Quattro Fontane" di Roma (1 gennaio 1946)

 

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