Valentina Pittavina, Daniele Palmesi Ott 2016

Il Cafè Chantant

 

Salone Margherita

Cartolina promozionale del Salone Margherita di Napoli

È il nome con cui è più comunemente noto il café-concert, italianizzato in «caffè-concerto». Esibizioni di comici, attori drammatici e cantanti caratterizzavano questo genere di spettacolo, tenuto su pedane all’aperto o al chiuso in mezzo ai tavolini dei caffè e durante il quale si potevano consumare cibi e bevande. Gli artisti erano scritturati dal gestore del locale, che con quell’attrazione si garantiva una certa affluenza di avventori. Il pubblico pagava con le consumazioni il privilegio di assistere allo spettacolo, e solo in alcuni casi acquistava il biglietto d’ingresso.

Nato a Parigi nel xvm secolo, nel xix il café-chantant si diffuse anche in provincia e fuori dai confini francesi, fino a giungere in Italia, per la precisione a Napoli, dove l’epoca d’oro del caffè-concerto coincise con quella della canzone napoletana. E proprio agli artisti napoletani Luigi Stellato e Francesco Melber va il merito dell’invenzione dello spogliarello-, nel 1875 rielaborarono un’aria popolare e scrissero il duetto ’A cammesella, protagonisti lo sposino che cerca di convincere la sposina a levarsi di dosso gli indumenti uno alla volta.

Alhambra

La moda del café-chantant si estese presto all’Italia intera, e furono pure progettati apposta dei locali al chiuso per ospitare questa giocosa messa in scena. Compresane l’enorme potenzialità redditizia, il 15 novembre 1890 i fratelli Igino e Carlo Marino inaugurarono a Napoli il Salone Margherita, allestito nel cuore della Galleria Umberto I, di fronte al teatro San Carlo.

Gambrinus

L’intuizione non poteva essere pili giusta. Il Salone era frequentatissimo da tutta la Napoli bene, e il modello di riferimento rimaneva comunque quello francese: cartelloni, menu e contratti degli artisti erano scritti in francese, e in francese si esprimevano non solo gli elegantissimi camerieri che giravano per i tavoli, ma anche gli spettatori e le maschere. Al Salone Margherita si sono esibite sciantose (napoletanizzazione del francese chanteuses, «cantanti») del calibro della Bella Otero, di Lina Cavalieri, Cléo de Mérode e la romana Maria De Angelis, in arte Maria Campi, passata alla storia per aver inventato la mossa, cui Petrolini dedicò alcuni dei suoi versi maltusiani: «Maria Campi è quella cosa I che innamora il giovanetto; I se ci vai una volta a letto I stai sicur non campì più !...»

Caffe Margherita

In un primo tempo le sciantose eseguivano brani d’opera e operetta; piano piano, però, presero il sopravvento le caratteristiche fisiche e la presenza scenica, e il termine sciantosa divenne definitivamente sinonimo di maliarda ! e seduttrice. In molte si inventavano addirittura un passato avventuroso per : acquistare fascino. Entravano in scena nei loro abiti soffici e piumati, circondate da una scia di profumo, intonavano: «Songo francesa e vengo da Parigi», e una ridda di fiori lanciati dagli spettatori si affollava ai loro piedi, nella speranza di uno sguardo o anche solo di un sorriso. I proprietari dei café-chantant più importanti (Gambrinus, Caffè Turco, Alambra, Partenope, Eden, Rossini) si contendevano quelle «dive», per la maggior parte napoletane dei vicoli che si atteggiavano a grandi signore e vedette. Era dunque quasi d’ob-bligo per loro avere un nome francesizzante: Ester Palumbo divenne Ester Clary, Maria Annina Laganà Pappacena si fece chiamare Anna Fougez, Griselda Andreatini prese il nome d’arte di Gilda Mignonette, Giovanna Santagata quello di Ester Bijou...

Soddisfatti della loro creatura, i Marino decisero di esportarla nella capitale e nel 1898 misero su il Teatro delle Varietà, in via dei Due Macelli. Ma i fratelli-imprenditori ebbero un’altra intuizione: sfruttare l’onda del successo napoletano e chiamare Salone Margherita anche il nuovo locale. Fu un trionfo, talmente vasto da costringere nel 1908 gli impresari a ingrandire il teatro, ricavare una galleria e sostituire la pedana con un palcoscenico: tavole calcate da Ettore Petrolini, Leopoldo Fregoli, Raffaele Viviani...

(Fonte: "Non principe, ma imperatore" - Valentina Pittavina)

 

Anna Fougez

Anna Fougez

Cleo de Merode detta la Bella Otero

Cléo de Merode detta La Bella Otero

Gilda Mignonette

Gilda Mignonette