IL GRAND'OTELLO

(1933)

Titolo originale Il Grand'Otello

Testo: Bel Ami - rivista in un atto e sette quadri
Compagnia: Compagnia di Riviste e Fantasie Comiche Totò di Achille Maresca


Di questa rivista viene richiesta l’autorizzazione a metà novembre del 1933, un mese circa dopo quelle di Tramonti. Prende il titolo dallo sketch più importante che è alternato con altri sketch e numerosi balli e canzoni. La parodia dell’«Otello», che Totò si porta dietro dagli esordi, derivandola da Petrolini e De Marco, con alcune variazioni sul tema ricomparirà ancora in forma di monologo nella sua ultima apparizione a teatro, A prescindere, di Nelli e Mangini (1956), quando contemporaneamente andava in scena la grande interpretazione di Gassman. Ma la chiave grottesca della parodia e alcune tracce del dialogo li ritroveremo soprattutto nella rilettura che ne offre Pier Paolo Pasolini in Che cosa sono le nuvole? (episodio di Capriccio all’italiana, 1968), dove Totò farà la sua ultima apparizione interpretando il burattino di Jago.

Gli sketch: la rivista è costituita da una serie di sketch interpretati e introdotti dal personaggio di Paolino. Paolino si presenta in un collegio femminile per impartire lezioni di musica ed essere vicino alla sua innamorata Diana, ospite del collegio, ma il giardiniere quella mattina ha rotto il naso e il capezzolo della statua di Diana e l’omonimia tra la dea e la ragazza si presta a una serie di equivoci. Quindi Paolino esemplifica diverse tipologie e diversi casi di gelosia. Segue lo sketch di «Otello» in cui si riprende la scena finale della tragedia: «Ti voglio far morire sul cuscino! / Sul cuscino? Oh caro! / No, soffocata / Esagerato! / Vedi una volta avevo l’ernia che mi tormentava, l’ho strozzata!...». Otello rimpiangendo di essersi sposato dichiara che avrebbe fatto meglio a pagare la tassa sui celibi; Desdemona, strangolata, si alza, saluta ed esce di scena. Fuori velario, Paolino racconta di essersi innamorato di Piera, moglie di Pasquale il quale è in procinto di partire: tutta la scena è giocata con parole che cominciano tutte con la lettera P. Nell’ultimo sketch Paolino fa a gara con alcuni cacciatori a chi la racconta più grossa.


Totò è Paolino circondato dalle collegiali, e con loro si esibisce in uno sproloquio che elenca tutte le romanze più famose. Canta (le parti musicali qui sono particolarmente abbondanti), si presenta e discorre fuori velario da solo, quindi esegue gli sketch da innamorato innocente, a Otello, all’abile interprete dello scioglilingua in P. E' praticamente sempre in scena.

Censura: è la prima rivista, fra quelle della Compagnia, a recare tagli di censura. Sono soppresse soprattutto alcune oscenità, o presunte tali: una canzone sugli sposini in albergo, una battuta di Desdemona, «Sai quella cosa che prima si faceva con la bocca e ora si fa con il dito?» e un riferimento al Collare dell’Annunziata.


Riferimenti e bibliografie:

"Quisquiglie e Pinzellacchere" (Goffredo Fofi) - Savelli Editori, 1976
"Tutto Totò" (Ruggero Guarini) - Gremese, 1991
"Totalmente Totò, vita e opere di un comico assoluto" (Alberto Anile), Cineteca di Bologna, 2017