MA SE CI TOCCANO NEL NOSTRO DEBOLE...

(1947)

Titolo originale Ma se ci toccano nel nostro debole...

Testo: Francesco Cipriani Marianelli (Nelli), Mario Mangini, Pietro Garinei e Sandro Giovannini, rivista in due tempi
Regia: Mario Mangini
Interpreti: Totò, Mario Castellani, Elena Giusti, Vera Worth, Irene D'Astrea, Gilda Marino, Adriana Serra, Roberto Villa, Enzo Gainotti
Compagnia: Compagnia Totò dell'impresario Romagnoli
Prima: Roma, Teatro Valle, 15 aprile 1947

Galdieri va via con Anna, Garinei e Giovannini rimangono con Totò e riscrivono Ma se ci toccano nel nostro debole... con Nelli e Mangini. Per quale primadonna? Vivi Gioi dà forfait all’ultimo e Clelia Matania si ammala durante le prove; Antonio de Curtis, che non vuol rimandare il debutto, divide il ruolo per le altre soubrette della compagnia, Vera Worth, Elena Giusti, Wilma Casagrande e Irene d’Astrea, e la Matania adisce le vie legali.
Malgrado tutto, lo spettacolo va più che bene. Totò è tornato alla rivista, la sua dimensione ideale, a infiorettare di guizzi e lazzi un copione tenuto insieme dall’attualità sociopolitica, a ridere del dopoguerra, della coabitazione forzata, della neonata democrazia, dell’era atomica. Le recensioni che si avvicendano nel corso della primavera criticano il testo ma celebrano compatte l’interprete. Lo spettacolo è preparato nella Bottega della Rivista di Garinei, Giovannini, Nelli e Mangini. Malgrado tutto, lo spettacolo va più che bene. Totò è tornato alla rivista, la sua dimensione ideale, a infiorettare di guizzi e lazzi un copione tenuto insieme dall’attualità sociopolitica, a ridere del dopoguerra, della coabitazione forzata, della neonata democrazia, dell’era atomica. Le recensioni che si avvicendano nel corso della primavera criticano il testo ma celebrano compatte l’interprete.

Spunto narrativo: è soprattutto una satira dell’attualità politica come mostrano i titoli dei quadri: primo tempo, «Sogno di un mattino del dopoguerra», «Hanno arrestato l’Era Atomica», «La parola alla difesa», «La pace di Troia non si farà», «La divorziata allegra», «Io accuso», «Casa mia casa mia...», «Le fanciulle del West», «Il dodici questo sconosciuto», «Fiori del male», «Cinquanta ma non li dimostra», «La bella parata». Secondo Tempo: «In montagna è un’altra cosa», «Ventisette del mese», «Per chi canta», «Addio del passato», «Di tutto un po’», «Spirito allegro», «Romanticismo non sei più tu», «Il bandito sono io», «Tu sei vestita di bianco», «Finalissimo».

Totò è L’Eroe de «La pace di Troia non si farà», l’Inquilino di «Casa mia, casa mia...», l’Efebo dei «Fiori del male», lo Spirito dello «Spirito allegro», l’Aspirante Bandito di «Il bandito sono io» ispirato all’omonima commedia di Peppino De Filippo del 1947.


Così la stampa dell'epoca







«Sebbene i modi della sua comicità siano tanto personali e caratteristici da permettergli poche variazioni, Totò è sempre il più dotato dei nostri attori di rivista, il più estroso e il più divertente. La sua mimica è irresistibile e anche quando non è aiutato da un copione ricco di pretesti e di trovate, riesce sempre a supplire con le sue risorse soddisfacendo pienamente il pubblico. Ieri sera la rivista non era delle più indovinate; eppure grazie all'intervento di Totò è piaciuta alla folla che stipava il Valle, la quale non si è stancata di ridere, di battere le mani e di chiedere dei bis. I quadri che non si ravvivavano della sua presenza, si sono giovati di pittoreschi costumi, di coreografie sbrigliate o sentimentali, di qualche piacevole canzone [..]»

Ermanno Contini, Il Messaggero, Roma, 16 aprile 1947

«Totò è grande, incommensurabile. Una marionetta, forse, ma i fili glie li sorregge l’Arte.»

Mario Casàlbore, Non toccateli nel copione, “Film”, n. 11, 15 marzo 1947

«Magico, metafisico, misterioso Totò, [...] un astrattismo fatto materia da uno dei più solitari miracoli della nostra rivista. Ogni sua azione, ogni parola, appartengono ad un genere di vivere che se fosse tradotto in pratica quotidiana produrrebbe il risultato, forse ideale, di tramutare il mondo in un grandioso manicomio.»

Giordano Pitt, Totò, “Film”, n. 25


1947. Programma della rivista 'Ma se ci toccano nel nostro debole' - Arti Grafiche S.Reina (Roma, Archivio Giuffrida)


 Elena Giusti 2

Elena Giusti


Bibliografie:

"Quisquiglie e Pinzellacchere" (Goffredo Fofi) - Savelli Editori, 1976
"Tutto Totò" (Ruggero Guarini) - Gremese, 1991
"Totalmente Totò, vita e opere di un comico assoluto" (Alberto Anile), Cineteca di Bologna, 2017