Tuttototò - Totò ye ye

Tuttototo   Toto Ye YeSpecial televisivo cui partecipano vari cantanti in cui Totò fa la parodia dei capelloni e riprende con Castellani il numero del contrabbasso. Il programma fu annunciato per il 29 giugno del 67 ma non andò mai in onda, nonostante fosse stato programmato, ed è reperibile oggi in modo frammentario solo in videocassetta con la durata di 16' e 6". Può essere considerato un coacervo di scenette che recuperano precedenti testi teatrali e film, qui mescolati in un frullatore che doveva tenere ben presenti il linguaggio televisivo e il destinatario di riferimento, ormai abituato alla presenza serale delle varie Mina, Tony Renis, Patty Pravo e via enumerando. Sostanzialmente, il filmato si struttura in tre sketch ambientati al Piper, in un supermermarket e in un commissariato. La formula in fondo era semplice: infilare il prototipo Totò con bombetta, frac e pantaloni a zompafossi in un qualunque canovaccio che strizzasse l'occhio alle mode dilaganti, dai capelloni, ai balli scatenati, al Piper club, alle polemiche sui matusa, ai conflitti generazionali, alla rivoluzione dei costumi che sarebbe esplosa più seriamente di lì a qualche mese e che peraltro Totò non ebbe la ventura di conoscere. Gli autori — nella loro smania di ridicolizzare Totò mettendolo a contatto, con bombetta e frac, col mondo moderno — non solo gli fanno crescere i capelli e gli fanno ballare il twist e i cosiddetti balli yè yè, da cui il titolo, ma arrivano perfino a fargli guidare un go-kart. In questo minestrone televisivo freddo e con poco sale, nel quale non si riesce a percepire la presenza di un regista, ma che rimanda vagamente alla formula tanto cara a Mattoli usata ne I pompieri di Viggiù, Totò recita senza sforzo e forse senza convinzione, attingendo al suo vecchio repatorio. Vediamo così riprodotta fino al plagio la scenetta in cui fa accomodare un giovane poeta contestatore-futurista e gli sputa in un occhio, che deriva dalla stessa scena di Totò a colori e Limperatore di Capri, dove la vittima era un pittore picassiano, evidentemente colpito con spirito vendicativo e in difesa della vera arte. Troviamo poi il duo di musicisti sgangherati che suonano il contrabbasso in chiave squisitamente clownesca, ripreso da Totò di notte n.1 e Totò sexy, e ancora la scenetta in cui il commissari (Gianni Agus) e Totò disquisiscono sul dilagare dei cosiddetti capelloni, con lattore napoletano che ripetutamente, con le forbici in mano, vuole tagliarsi una ciocca di capelli per regalarla al commissario, evidente recupero da Il mostro della domenica. Vediamo anche una situazione che fa riferimento a Rita, la figlia americana: Totò in veste di musicista-capellone. Da ultimo, viene riciclata dallattore la battuta geniale, ripresa da Totò, Peppino e... la malafemmina, «Quando cè la nebbia non si vede». Siamo, insomma, di fronte a unantologia che riproduce vecchi sketch rielaborati in sintonia con i tempi e con il linguaggio televisivo, dove la recitazione di Totò — sia pure sempre gradevole e ancora capace di suscitare effetti comici — risulta ripiegata sullo stereotipo collaudato e auspicato dal pubblico meno esigente. Regia : Daniele D'Anza - Soggetto : Bruno Corbucci, Mario Amendola - Sceneggiatura : Bruno Corbucci, Mario Amendola - Fotografia : Marco Scarpelli - Scenografia : Giorgio Aragno - Musica : Gianni Ferrio - Montaggio : Sergio Muzzi - Assistente alla regia :Simone Mattioli - Produzione : Aldo Pace per la BL Vision, Roma Prima trasmissione Rai: Programma nazionale,annunciata il 29 giugno 1967 Durata: 50 minuti Interpreti e personaggi: Totò (Il musicista) - Mario Castellani (il suo socio) - Gianni Agus (il commissario) - Piero Gerlini (il poliziotto) - Marisa Merlini (Monica) - Didi Perego (la ganzina) - Ferruccio Amendola (il proprietario del locale) - Gianni Bonagura (Paolo il poeta) - Corrado Olmi (il proprietario del negozio di abbigliamento) - Altri interpreti : Mina, Patty Pravo, Tony Renis, Ricky Shayne, Irene Gates, I Nomadi, Tony Renis, Leo Chamberlain, Pietro Gerlini, Remo Germani, Carla Macelloni, The Renegades, Solidea