50 anni senza Totò

1967-2017

La televisione italiana, pubblica e privata, rende omaggio alla figura di Totò, a cinquant'anni esatti dalla sua scomparsa, con speciali, serate a tema e servizi giornalistici. Raccogliamo una parte delle trasmissioni andate in onda nel priodo specifico.

Movie Mag - RAI Movie

Puntata del 12/04/2017. Mario Martone: Il cinema è preparazione e fatalità Il cinema è preparazione e fatalità. Puoi preparare una scena fin nei minimi dettagli, ma poi arriva il giorno in cui la giri e lì subentra la vita con le sue variabili: in quel momento, il cinema diventa fatale . Mario Martone regista de Il giovane Favoloso, in prima Tv Rai sul nostro canale il prossimo 16 aprile è il protagonista del faccia a faccia con Federico Pontiggia. Pierfrancesco Favino e Kasia Smutniak sono i protagonisti di una commedia che ripropone, in versione italiana, il già visitato tema dello scambio di ruoli. "10 minuti con Totò", servizio del 1963 con Lello Bersani a casa del Principe de Curtis. La consueta Top3 cinematografica: il cantautore comico Toni Tammaro.

Italiani di Paolo Mieli - RAI Storia

Aprile 2017, RAI Storia. Ricordo di Totò a cinquant'anni dalla sua morte

Faccia a faccia - Cinquant'anni senza, ma l'Italia è ancora Totò - LA7


50 anni senza Totò, grande attore e poeta mai dimenticato. Un talento unico, riconosciuto soprattutto dopo sua la morte, questa sera vi raccontiamo un Totò poeta, innamorato delle donne.

Tagadà - Cinquant'anni senza Totò - LA7

A cinquant'anni dalla scomparsa di Antonio De Curtis, il principe in arte Totò, Tagadà gli dedica la copertina d'apertura. (di Nicola Mirenzi)

Techetechetè - La felicità - RAI Uno

Techetechetè RAI 1 - 16 aprile 2017. "La felicità" - Speciale dedicato a Totò

La vita in diretta - 12 aprile 2017 - RAI Uno

La vita in diretta, RAI Uno, 12 aprile 2017. A 50 anni dalla scomparsa del principe della risata famoso in tutto il mondo, Napoli rende omaggio ad Antonio De Curtis, in arte Totò. La mostra monumentale "Totò Genio". Servizio di Giuseppe di Tommaso

La vita in diretta - 13 aprile 2017 - RAI Uno

La vita in diretta, RAI Uno, 13 aprile 2017. A 50 anni dalla scomparsa del principe della risata famoso in tutto il mondo, Napoli rende omaggio ad Antonio De Curtis, in arte Totò. La mostra monumentale "Totò Genio".

La vita in diretta - 14 aprile 2017 - RAI Uno

La vita in diretta, RAI Uno, 14 aprile 2017. A 50 anni dalla scomparsa del principe della risata famoso in tutto il mondo, Napoli rende omaggio ad Antonio De Curtis, in arte Totò. La mostra monumentale "Totò Genio".

Techetechetè - La felicità - RAI Uno

Techetechetè RAI 1 - 16 aprile 2017 - "La felicità" - Speciale dedicato a Totò

Totò si nasce - TG2 Dossier - RAI Due

Di Loretta Cavaricci, Laura Pintus, Cinzia Terlizzi. Puntata andata in onda il 9 aprile 2017. Il 15 aprile di cinquant’anni fa muore a Roma Antonio de Curtis, in arte Totò. Il re della comicità italiana se ne va alle primissime luci del giorno e nella sua città natale, Napoli, avrà funerali memorabili. Comincia proprio dalla tomba di Totò il viaggio di Tg2 Dossier per ricordare il grande attore partenopeo. Una tomba ancora oggi, meta di pellegrinaggi di ammiratori e cultori della sua arte cinematografica. La nipote di Totò che vive ad Ostia, non ha mai conosciuto suo nonno e gli somiglia in maniera impressionante e ne conserva la memoria familiare più commovente e diretta. Artisti, critici, attori che lo hanno conosciuto e soprattutto che hanno lavorato con lui parlano ai microfoni del Tg2 per ricordare, attraverso i film, il significato, nella storia del cinema, delle sue interpretazioni. Infine le parole di Renzo Arbore, pochi giorni fa a Napoli, nell’aula magna dell’Università Federico II, che ha deciso di conferire a Totò la laurea honoris causa alla memoria.

Il cinemaniaco - Spaciale Totò - SKY

Il cinemaniaco. Gianni Canova, in occasione del cinquantesimo anno dalla morte di Totò, ricorda il grande attore.

50 anni senza Totò. E chi se ne è accorto? In fondo proprio nessuno. Perché il mito di Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comnemo Porfirio-genito Gagliardi de Curtis di Bisanzio detto brevemente Antonio de Curtis nel privato e Totò di fronte al suo pubblico, non ha fatto altro, dalla sua morte in poi, che crescere a dismisura, iscrivendo il suo volto istrionico e bislacco nell’immaginario collettivo della nostra Italia. “L’ultima delle grandi maschere della commedia dell’arte” (così lo salutò un addolorato Nino Manfredi nel giorno del suo funerale), era figlio di un’altra Italia, quella dove l’arte di arrangiarsi era la regola, dove la fame la faceva da padrona, dove prima il Fascismo e poi la guerra sconvolsero e traumatizzarono gli animi di una popolo che aveva smarrito il significato della parola felicità. Eppure Totò li fece ricredere, li fece ridere, trascinandoli verso la sua vis-comica, fatta di rapidità e invenzioni spregiudicate, di sberleffi e risate in cui non si ammetteva ripensamenti, scuse o rimpianti. Di fronte alle sue battute non ci poteva che arrendere, come di fronte ad un nemico soverchiante, munito di ogni tipo di arma comica.

“In occasione del 50° anniversario dalla scomparsa del grande Totò, Sky Cinema Classics HD rende omaggio all’attore con una programmazione dedicata. Tra i titoli in programma 47 morto che parla, con l’attore nei panni dell’avarissimo Barone Antonio Peletti, deciso a vivere in povertà per tenere nascosta la sua grossa eredità e vittima di un terribile scherzo, Fifa e arena dove Totò interpreta un onesto commesso costretto a fuggire a causa di un terribile equivoco, Il Medico dei Pazzi, dove Felice Sciosciammocca, sindaco di Roccasecca, millanta di essere uno psichiatra proprietario di una clinica per malati mentali, Miseria e Nobiltà affiancato dalla grande Sophia Loren, I Tartassati dove interpreta il ruolo del Cavalier Pezzella, proprietario di un negozio di abbigliamento intento ad evadere le tasse, e Totòtruffa 62 nel ruolo di Antonio Peluffo, un ex trasformista che vive organizzando delle piccole truffe riuscendo comunque a sfuggire alla legge. Insieme ai classici della comicità all'italiana, impreziositi anche da una serie di insuperabili duetti con il maestro della commedia Aldo Fabrizi, non mancheranno i film in coppia con Peppino De Filippo, come Totò, Peppino e la…Malafemmina, Totò, Peppino e i Fuorilegge, Totò, Peppino e le Fanatiche e La Banda degli Onesti.

Una predisposizione, quella di far ridere, sicuramente innata in Totò ma che sicuramente perfezionò prima alla scuola dell’avanspettacolo e della rivista teatrale e infine al cinema con ben 97 film. Un lungo viaggio, partito nel 1937 e terminato nel 1967, che ha attraversato la storia del costume italiano che progressivamente ma inesorabilmente cambiava. Totò rimase invece sempre lo stesso, lui capace di essere un unicum nel tempo, anche di fronte a film balbettanti, con sceneggiature incerte e storie non sempre all’altezza del comico napoletano. Eppure, i suoi film funzionavano sempre e venivamo amati dal pubblico proprio perché prive di sovrastrutture intellettualoidi. La critica, quella che contava al tempo di Totò, non l’ aiutò per nulla. Anzi, lo sbeffeggiò, lo derise, bollandolo come un guitto e un buffone. Soltanto alcuni si accorsero del suo immenso talento. Pasolini sicuramente, poi Roberto Rossellini, Lattuada, Eduardo, Monicelli, De Sica. E poi, si accorsero della sua grandezza i grandi attori del cinema italiano: Aldo Fabrizi, Anna Magnani, Mario Castellani, Peppino de Filippo, Nino Taranto e scusate “se sono poche...” avrebbe continuato lo stesso Totò.

Di lui cosa rimane? Forse il suo volto che sembra tagliato con l’accetta? O magari il suo profilo caratteristico che leggenda vuole essere stato causato dalla mano di un suo professore di scuola? Sicuramente rimangono dentro di noi le sue tantissime citazioni più popolari: “Ogni limite ha una pazienza!”, “E io pago! Io pago!”, “Sono un uomo di mondo: ho fatto tre anni di militare a Cuneo”, “Porga tante esequie alla sua signora”, “Onorevole lei? Ma mi faccia il piacere!” e via di questo passo. All’armamentario classico usato da Totò nei film vorremmo aggiungere anche una frase pronunciata dall’uomo Totò che ci restituisce un personaggio diverso e un po’ amaro: “Sono ormai all’età in cui si tirano le somme e non ho fatto nulla. Sarei potuto diventare un grande attore, e invece su cento e più film che ho girato, ve ne sono di degni non più di cinque. Ma anche se fossi diventato un grande attore, cosa sarebbe cambiato? Noi attori siamo solo venditori di chiacchiere. Un falegname vale certo più di noi: almeno il tavolino che fabbrica resta nel tempo,dopo di lui". Ecco, con il senno di poi possiamo dire con certezza che Totò, almeno in questo, si era sbagliato. Alla grande.

Fonte: sky.it

Il laureato Toto’ - TG 5

Servizio del TG 5, 13 aprile 2017. Renzo Arbore sulle ragioni della laurea honoris causa al Principe Antonio De Curtis.