IL MUSICHIERE

(1958)

TotoMusichiereTotò non amava molto la televisione. Era convinto che fosse un mezzo che divorasse gli attori fino a bruciarli e perciò preferiva considerarsene un fruitore piuttosto che un interprete. Nonostante la sua idea però, si lasciò convincere nel 1958 a partecipare a Il Musichiere di Mario Riva.

L'incontro con il presentatore con il quale aveva già lavorato nel passato in numerose riviste fu molto affettuoso, ma durante la trasmissione l'attore si lasciò scappare un "Viva Lauro", l'allora sindaco di Napoli. La frase lascio interdetto lo stesso Riva che esclamo "...ma Toto.."; e lui di rimando: "A me piace Lauro...". I dirigenti democristiani della Rai mal tollerarono che un personaggio così popolare inneggiasse al capo del partito monarchico e per molti tempo il Principe non venne più chiamato in televisione. Passarono molti anni fino a quando, nel 1966, riapparve sul piccolo schermo in una trasmissione televisiva molto seguita Studio Uno, in cui duettò lungamente con Mina che alla fine cantò una canzone scritta dallo stesso Totò.

Antonio ebbe un grosso contrasto con la RAI per il Musichiere. Si lasciò sfuggire questa frase, «Viva Lauro!», frase che - posso testimoniarlo fino alla fine - aveva detto non perché fosse un sostenitore del comandante Lauro ma perché era il momento in cui Lauro dava la pasta, i pacchi dono, sembrava che facesse qualche cosa per la popolazione di Napoli. L'aveva detto in questo senso. Successe l'ira di Dio e la RAI non lo cercò più per molto tempo.

Franca Faldini

Viva Lauro!

Su quali fossero le tendenze politiche del grande Totò non vi è alcuna certezza. Certi personaggi di alcuni film (ad esempio, Antonio La trippa nel film Gli Onorevoli o il nobile Scipione di Torrealta in Totò Diabolicus) farebbero pensare ad una certa tendenza destrorsa.
Da ricordare ancora che Totò aveva una certa fissazione per la nobiltà, fissazione che lo portò a spendere un patrimonio per dimostrare i suoi nobili ascendenti.
In controtendenza abbiamo invece le dichiarazioni della figlia di Totò che ricorda il padre come un socialista.
Di sicuro Totò amava interpretare certi ruoli, a prescindere dalle sue idee, perchè gli consentivano di dar luogo a una delle sue "satire" meglio riuscite: il Mussolini al "balcone", ovverosia l'uomo di potere impegnato in discorsi retorici: esempi, in tal senso, sono anche presenti in Totò e Cleopatra, in Sua Eccelenza si fermò a mangiare, in Totò e la dolce vita.
Nel 1958 accadde invece un episodio che costrinse poi Totò a un lungo periodo di allontanamento, per punizione, dalla televisione. Come tanti altri grandissimi personaggi (vedi Gary Cooper) fu invitato alla trasmissione Il Musichiere condotta dall'indimenticato Mario Riva.
All'improvviso, Totò lanciò un "urlo" da tifoso: "Viva Lauro!". Il conduttore rimase esterefatto, forse anche terrorizzato per le conseguenze che il comportamento di Totò avrebbe potuto avere per la trasmissione e per la sua carriera (all'epoca la censura era particolarmente attenta...; per sapene di più, Totò e la censura).
Perchè lo fece? Probabilmente, di base, Totò stimava l'imprenditore Lauro; in quel momento crediamo invece ebbe il sopravvento il suo instinto alla battuta "demenziale" che lo aveva già portato a comportamenti simili in tantissime altre occasioni nei suoi film.
(Fonte: www.quicampania.it)