Daniele Palmesi, Federico Clemente Nov 2015

Tuttototò - Totò ciack

Tuttototo   Toto ciackSi tratta di uno special televisivo dedicato al cinema che fa la parodia ai film western e a quelli di spionaggio, in voga in quegli anni. Trasmesso dal Programma Nazionale l8 giugno 1967 alle ore 21, polarizzò l'attenzione di 13 milioni di utenti. Evidente parodia divisa in due parti della durata complessiva di circa mezzora, con la prima che fa il verso all'abbondante produzione cinematografica sugli agenti segreti 007 e la seconda all'ancora più invadente moda del genere western. In entrambi i casi, Totò recita a livello farsesco ingessando il personaggio che interpreta nell'ambito classico del teatro di avanspettacolo. Nella prima parte, che dura 13', l'attore è alle prese con due bande di delinquenti rivali e deve eseguire una missione affidatagli dal capo agente segreto, interpretato da Ubaldo Lay, che in quegli anni era per lo spettatore televisivo il celebre tenente Sheridan: catturare e portargli il Pechinese che ovviamente viene scambiato da Totò per un cane pechinese. La satira regge, anche perché il personaggio, salvo la immancabile bombetta, si è imborghesito, indossa giacca e cravatta e si muove come un uomo qualunque, nello stesso modo già visto in Totò d'Arabia, dove era l «agente 00 barrato 8». Il problema però non sono tanto il personaggio e la recitazione di Totò, che rientrano più o meno nei canoni della farsa classica, quanto le abnormi esagerazioni che intasano lo sceneggiato fino a destrutturarlo e a ridurlo in barzelletta, come quando il protagonista fulmina il Maltese - parlado con lui al telefono, o fa esplodere una torta-bomba davanti al Pechinese, oppure nella scena cui il cane si mette a parlare. Il tutto servito con una sparatoria in cui muoiono tutti, compresi il Maltese e il Pechinese, con l'aggravante che ridono e ghignano mentre agonizzano uno abbracciato all'altro. È evidente che la sceneggiatura ha preso la mano ai suoi autori, seguiti dal complice regista, che se possibile peggiora il testo con l'esibizione di fatti irreali e assurdi. Qualche sapore lo riscontriamo all'inizio dell'episodio, con Totò legato che cerca di parlare al telefono per invocare soccorso, ma non è capito dalla centralinista che continua a intendere fischi per fiaschi. Anche i duetti con Lay sono abbastanza gustosi, con la comparsa di battute quali «Sono aizzatore, io» e «Io sono l'agente doppio zero». La televisione italiana, in questi sceneggiati centrati su Totò, riusciva a coinvolgere tutti i possibili beniamini del pubblico, come era già avvenuto con Gino Cervi ne Il Latitante e sarebbe sucesso con Corrado in Premio Nobel, per cui ora era il turno di Ubaldo Lay, passando commissario Maigret al tenente Sheridan. La seconda parte, che dura 9', come abbiamo detto fa il verso ai film cosiddetti spaghetti-western, che furoreggiavano allepoca con una produzione di decine di film lanno, girati in serie uno dopo laltro utilizzando gli stessi set. La musica di riferimento è quella celeberrima scritta da Ennio Morricone con lo pseudonimo di Leo Nichols per il film battistrada Per un pugno di dollari di Sergio Leone.

Bisogna comunque notare che già nel 1960 Giorgio Simonelli, con Un dollaro dififa, aveva dato luogo alla prima parodia di un film western, che in questo caso era Rio Bravo di Howard Hawks (1959). Lepisodio televisivo si presenta come una parodia tradotta in tono farsesco, con un preludio costituito da una conversazione concitata dei quattro fratelli McGregor, che devono scegliere chi tra loro vendicherà il padre ucciso da Gringo, con Totò che tenta di defilarsi fino al punto di affermare che lui non è loro fratello. Poi, vediamo lattore a cavallo di un asino che respinge i proiettili come fossero cioccolatini, estraendoli dalle orecchie e dalla bocca, in un duello che rievoca la scena più famosa di Hight Noon di Fred Zinnemann (1952), già riprodotto, peraltro, nella celebre sequenza caricaturale di Totò, Fabrizi e i giovani doggi, dove i due attori, vestiti da cowboy, si sfidavano in un duello metaforico avanzando luno verso laltro con le pistole nelle fondine. Vediamo anche limmancabile Gringo, linterno del saloon con i giocatori di poker, i bicchieri fatti scivolare sul bancone, le sparatorie, ecc. Insomma, tutto larmamentario che accompagnava quel genere di film. La farsa, che non è del tutto scomposta, poggia su punti focali facilmente individuabili e chiede allattore di muoversi di conseguenza, con una recitazione sviluppata a semplificare il personaggio in tipo e a risolvere le situazioni in schemi narrativi e recitativi molto elementari. Regia : Daniele D'Anza - Soggetto : Bruno Corbucci, Mario Amendola - Sceneggiatura : Bruno Corbucci, Mario Amendola - Fotografia: Marco Scarpelli - Scenografia : Giorgio Aragno - Musica : Gianni Ferrio - Montaggio : Sergio Muzzi - Assistente alla regia: Simone Mattioli - Produzione : Aldo Pace per la BL Vision, Roma Prima trasmissione Rai: Programma nazionale, 8 giugno 1967 Durata: 50 minuti Interpreti e personaggi: Totò (l'agente segreto/Mc Gregor) - Gordon Mitchell (Ringo) - Ubaldo Lay (il tenente Sheridan) - Margherita Guzzinati (la presentatrice) - Daniele Vargas (Lupo) - Piero Gerlini (un cowboy al tavolo da poker) - Cesare Gelli] (uno dei fratelli Mc Gregor) - Mario De Simone (un altro dei fratelli Mc Gregor) - Nino Terzo (il barista del saloon) - Altri interpreti : Pino Ferrara, Ivy Holzer, Roland Bartrop, Umberto Aquilino, Maurizio Graf, Gianni Morandi, Bobby Solo, Anna Identici, Franco Jacovolta, Michele, Donatella Moretti, Diana Rabitto, The Royals, Claudio Sora, Marisa Traversi, Marco Tulli, I cantori moderni di Alessandroni