Alfredo De Antoni

Vero nome Alfredo De Antonio. Figlio di Giovanni De Antonio e di Francesca Pronzati, abbandona gli studi di ragioneria nel 1893 a diciotto anni per entrare nella redazione del giornale a diffusione locale D'Artagnan come caricaturista. Nel 1895 si trasferì a Livorno dove ebbe le prime esperienze teatrali nella compagnia di O. Bonfiglioli. Negli ultimi anni del secolo fu nelle compagnie di L. Ferrati, di Pia Marchi Maggi, con Guido Brignone e con Teresa Maraini. Nel 1900 fece l'incontro con Virgilio Talli che gli affidò un ruolo nella prima rappresentazione di La figlia di Jorio di Gabriele d'Annunzio nel 1904, con lo stesso autore presente in sala; quattro anni più tardi tenne a battesimo un altro dramma dannunziano, La nave dove ebbe il ruolo di Marco Gratico accanto a Evelina Paoli nella Compagnia del Teatro Argentina di Roma diretta da F. Garavaglia. Nel 1909 fu Sem Benelli, in La cena delle beffe ad affidargli il personaggio di Giannetto per la prima rappresentazione assoluta. Queste tre rappresentazioni furono l'apice della sua carriera sul palcoscenico, che in seguito continuò, ma a livelli un po' più modesti.

Dal 1912 decise di passare al cinema muto, come attore e regista: il film d'esordio fu Il bacio di Margherita da Cortona. In seguito, durante gli anni dieci, ebbe modo di dirigere Francesca Bertini in alcuni suoi film di successo. Negli anni '20, a causa della crisi del cinema italiano che portò molte maestranze ad emigrare in Germania, lavorò sempre più saltuariamente; l'ultimo film che diresse, nel 1928, fu Boccaccesca. Con l'avvento del cinema sonoro si ridusse dal 1933 a partecipare a una dozzina di pellicole come caratterista, e contemporaneamente rientrò sul palcoscenico per rappresentare opere di Luigi Pirandello e Giovacchino Forzano, però confinato anche qui in ruoli secondari. Nel 1942 si ritirò dalle scene. Morì nella capitale italiana all'età di 78 anni.