Marisa Traversi

(Milano, 5 agosto 1936) è un'attrice italiana. Milanese di nascita, si trasferì con la famiglia a Roma subito dopo la guerra. Dapprima cantante nei night romani e reginetta di vari concorsi di bellezza, (partecipò anche alle selezioni Miss Italia), aiutata dalla sua fascinosamente torbida bellezza, approdò al cinema ventiduenne, ottenendo una particina nel film Parola di ladro, (1957), di Nanni Loy. Lavorò assiduamente in cinema e televisione, facendosi apprezzare per la sua recitazione spigliata e molto adattabile alle esigenze di copione. Apprezzata da Macario, lavorò anche molto nella rivista, divenendo una delle più celebri fra le sue "belle donnine"; collaborò anche con Dino Verde alla realizzazione di ben tre edizioni del programma di satira politica Scanzonatissimo.

Si dimostrò profondamente auto-ironica in numerose situazioni, soprattutto nelle numerose interpretazioni di prostitute che affrontò nella sua carriera, come quella de Il medico della mutua, (1968), di Luigi Zampa, cui conferì caratteristiche di veritiera comicità-tragicità; apparve inoltre in Amici miei, (1975), di Mario Monicelli nel ruolo dell'amante di Philippe Noiret e cantò anche con esileranti risultati in Supercolpo da 7 miliardi, (1966), di Bitto Albertini. Fu occasionalmente attiva anche come doppiatrice: prestò la sua voce calda e sensuale in numerosi cartoni animati.

Nell'estate del 1972 la sua carriera ebbe un'improvvisa e tragica interruzione. Mentre viaggiava a bordo della sua Mercedes-Benz 350 SL nella strada che portava da Fregene a Roma, a causa di un improvviso guasto meccanico, l'automezzo si capovolse saltando nell'altra corsia e piombando addosso ad altre tre auto. Marisa Traversi giunse in ospedale in condizioni disperate, e soltanto dopo una lunga serie di dolorosi e delicatissimi interventi l'attrice riuscì a ristabilirsi. Fu in questa occasione che conobbe e si innamorò, ricambiata, del giovane professor Nicola Pujia, che faceva parte dell'equipe medica che le salvò la vita[1].

I due si sposarono il 26 luglio del 1975 nella chiesa dei Ss. Giovanni e Paolo, alla presenza dei testimoni, il maestro Bruno Canfora e l'attore Umberto D'Orsi. Riprese in mano così la sua carriera e, raggiunto il culmine della popolarità, preferì abbandonare gli schermi all'inizio degli anni ottanta, per dedicarsi alla famiglia ed ai due figli piccoli. Attualmente vive con il marito ritirata nei pressi di Milano, prestandosi frequentemente per partecipazioni a teatro ed in televisione, distinguendosi sempre per quella professionalità che ha caratterizzato la sua intera carriera.