Nino Manfredi

Nome d'arte di Saturnino Manfredi (Castro dei Volsci, 22 marzo 1921 – Roma, 4 giugno 2004), è stato un attore, regista e cantante italiano.

Interprete versatile e incisivo, tra i più validi e apprezzati del cinema italiano, nel corso della sua lunga carriera ha alternato ruoli comici e drammatici con notevole efficacia, ottenendo numerosi riconoscimenti. Con Alberto Sordi, Ugo Tognazzi e Vittorio Gassman, Manfredi è considerato uno dei "mostri" della commedia all'italiana (secondo la celebre definizione del critico Gian Piero Brunetta[1], un quartetto al quale, dagli anni Sessanta, è generalmente accostato anche Marcello Mastroianni[1][2][3]).

Biografia

Nacque il 22 marzo del 1921 a Castro dei Volsci,[4] un piccolo paese ciociaro, in quella che fino al 1927 era la provincia di Roma (attualmente la località si trova in provincia di Frosinone). I suoi genitori Romeo Manfredi e Antonina Perfili erano entrambi di origini contadine

Il padre, arruolato in Pubblica Sicurezza, dove raggiunge il grado di maresciallo, nei primi anni trenta venne trasferito a Roma, dove Nino e il fratello minore Dante trascorrono l'infanzia nel popolare quartiere di San Giovanni (Via Pozzuoli 7) e frequentano le scuole secondarie. Dopo le scuole medie Nino si iscrive come semiconvittore al Collegio Santa Maria, da dove scappa varie volte, finché è costretto a proseguire gli studi da privatista. Nel 1937 si ammala gravemente di pleurite bilaterale e resta a lungo in sanatorio. Qui impara a suonare un banjo da lui stesso costruito ed entra nel complessino a plettro dell'ospedale.

Per accontentare la famiglia nell'ottobre del 1941 si iscrive alla facoltà di giurisprudenza, ma già nello stesso anno dimostra interesse e una propensione per il palcoscenico, esordendo come presentatore e attore nel teatrino della parrocchia della Natività in via Gallia.

Dopo l'8 settembre 1943, per evitare l'arruolamento, si rifugia per un anno con il fratello in montagna, sopra Cassino; rientrato a Roma nel 1944 riprende gli studi universitari e, contemporaneamente, si iscrive all'Accademia nazionale d'arte drammatica. Nell'ottobre del 1945 si laurea con una tesi in diritto penale (93 punti su 110), senza mai esercitare la professione, e nel giugno del 1947 si diploma all'Accademia. Nell'autunno dello stesso anno fa i suoi esordi al Teatro Piccolo di Roma, sotto la direzione del suo maestro Orazio Costa, nella Compagnia Maltagliati-Gassman, affiancato da Tino Buazzelli, recitando in testi perlopiù drammatici, in molti casi allestiti in prima assoluta per l'Italia, come Liliom di Ferenc Molnár, L'aquila a due teste di Jean Cocteau, Casa Monestier di Denis Amiel, Erano tutti miei figli di Arthur Miller e Scontro nella notte di Eugene Gladstone O'Neill.

Nella stagione 1948-1949 recita al Piccolo Teatro di Milano, sotto la regia di Giorgio Strehler, nei drammi shakespeariani Romeo e Giulietta, La tempesta e Riccardo II, insieme a grandi attori di prosa del calibro di Giorgio De Lullo, Edda Albertini e Lilla Brignone. Nella stagione 1952-1953 collabora col grande drammaturgo Eduardo De Filippo, portando in scena al Teatro Eliseo di Roma tre suoi atti unici, Amicizia, I morti non fanno paura e Il successo del giorno, recitandoli insieme con Paolo Panelli e Bice Valori.

Il teatro di rivista e la commedia musicale

Abbandonata la prosa, a partire dal 1951, insieme ai suoi compagni di studio Paolo Ferrari e Gianni Bonagura, forma un terzetto che si esibisce con successo dapprima nei varietà radiofonici e quindi in molti spettacoli del teatro di rivista e della commedia musicale, a partire dalla stagione 1953-1954 con Tre per tre... Nava di Marcello Marchesi, insieme alle sorelle Nava, quindi nella stagione 1954-1955 con Festival di Age, Scarpelli, Marcello Marchesi, Dino Verde e Orio Vergani, e infine nella stagione 1956-1957 con Gli italiani sono fatti così di Vittorio Metz, Marcello Marchesi e Dino Verde, insieme alla coppia "Billi e Riva" e a Wanda Osiris.

In quegli anni lavora anche con Corrado. I suoi due più significativi successi sul palcoscenico li ottiene comunque più avanti, nelle commedie musicali Un trapezio per Lisistrata di Garinei e Giovannini (1958), accanto a Delia Scala, e, soprattutto, nel Rugantino sempre di Garinei e Giovannini (1962), insieme ad Aldo Fabrizi e Bice Valori, notevolmente apprezzato anche in tournée negli Stati Uniti d'America.

Gli inizi cinematografici

Nel frattempo si aggiunge alle altre l'esperienza, poi prevalente, del cinema, in cui Manfredi debutta nel 1949 con Torna a Napoli di Domenico Gambino, proseguendo con altri due film musical-sentimentali in chiave napoletana, Monastero di Santa Chiara di Mario Sequi (1949) e Anema e core di Mario Mattoli (1951), e passando poi alla commedia sentimental-popolare.

Nel 1955 partecipa per la prima volta a due film di rilievo, Gli innamorati di Mauro Bolognini e Lo scapolo di Antonio Pietrangeli. Il 14 luglio dello stesso anno sposa l'indossatrice Erminia Ferrari, dalla quale avrà tre figli: Roberta nel 1956, Luca nel 1958 e Giovanna nel 1961. Altri ruoli cinematografici da ricordare in questo primo periodo sono quello dell'amico che aiuta Teddy Reno a trovare una soubrette teatrale conosciuta a Napoli nel film Totò, Peppino e la... malafemmina diretto da Camillo Mastrocinque (1956) e i suoi primissimi ruoli da protagonista nelle commedie Caporale di giornata di Carlo Ludovico Bragaglia e Carmela è una bambola di Gianni Puccini, entrambe del 1958.

Sul piccolo schermo appare per la prima volta nel 1956, nello sceneggiato L'Alfiere diretto da Anton Giulio Majano, ma è nel 1959 (annata chiave della sua carriera) che ottiene un importante successo di pubblico con la sua partecipazione a Canzonissima, con la regia di Antonello Falqui, accanto a Delia Scala, Paolo Panelli e il ballerino e coreografo statunitense Don Lurio. In questa trasmissione crea la macchietta del "barista di Ceccano", la cui battuta tormentone "Fusse che fusse la vorta bbona" entrerà nel linguaggio comune. Riesce persino a convincere l'amico Marcello Mastroianni, ciociaro anch'egli, notoriamente restio ad apparire in televisione, a esibirsi in una scenetta insieme a lui.

Il doppiaggio

Parallelamente all'attività attoriale, si cimenta anche come doppiatore, prestando la propria voce, tra gli altri, a Robert Mitchum in Sette settimane di guai (Johnny Doesn't Live Here Anymore) di Joe May (1944), a Bud Abbott in Africa strilla, a Earl Holliman ne Il pianeta proibito (Forbidden Planet) di Fred M. Wilcox (1956), quindi al francese Gérard Philipe e, tra gli italiani, a Franco Fabrizi ne I vitelloni di Federico Fellini (1953), a Sergio Raimondi in Piccola posta di Steno (1955), ad Antonio Cifariello ne La bella di Roma di Luigi Comencini (1955), a Renato Salvatori ne La domenica della buona gente di Anton Giulio Majano (1953) e a Marcello Mastroianni in Parigi è sempre Parigi di Luciano Emmer (1951).

Protagonista della commedia all'italiana

Sull'onda del suo successo televisivo in Canzonissima 1959, nello stesso anno venne chiamato nella parte del meccanico Piedeamaro in Audace colpo dei soliti ignoti di Nanni Loy, sequel del fortunato I soliti ignoti diretto da Mario Monicelli l'anno precedente, rispetto al quale in pratica si trova a sostituire lo stesso Mastroianni nella parte del "tecnico" della sgangherata banda di ladri. Venne inoltre chiamato a prestare la sua voce, con la cadenza ciociara del "barista di Ceccano", come narratore fuori campo, nel film di Mario Mattoli Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi (1960).

Sempre dal 1960, a partire dal ruolo da protagonista sostenuto nel film L'impiegato diretto da Gianni Puccini, diventa una delle colonne portanti della commedia all'italiana. Convince non soltanto in parti comiche o brillanti, ma anche come attore drammatico. I personaggi che interpreta sono uomini fondamentalmente ottimisti, in possesso di una loro dignità e moralità, destinati inevitabilmente alla sconfitta ma non umiliati; grazie alle loro doti di amara ironia, sono spesso in grado di sovrastare il prepotente e ipotetico vincitore.

Interpreta così il rappresentante scambiato per gerarca fascista in Gli anni ruggenti (1962) di Luigi Zampa, il cittadino distrutto da una burocrazia impietosa in Made in Italy (1965), ancora di Nanni Loy, e il cognato dell'editore Alberto Sordi, disilluso dalla civiltà consumistica e diventato stregone in Africa in Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l'amico misteriosamente scomparso in Africa? di Ettore Scola (1968); nello stesso anno appare in compagnia di uno strepitoso Ugo Tognazzi nel film Straziami ma di baci saziami diretto da Dino Risi.

Nel 1969 lo si ritrova protagonista della commedia a episodi Vedo nudo, sempre sotto la regia di Risi, in cui spicca la sua interpretazione di un timido travestito. Nello stesso anno interpreta il calzolaio (convivente more uxorio con una donna ebrea) che alla fine si rivela essere Pasquino, l'autore di invettive in rima contro il Papa nel film Nell'anno del Signore di Luigi Magni: sempre sotto la regia di quest'ultimo, seguirà otto anni dopo l'amara interpretazione di un sacerdote ne In nome del Papa Re.

Nel 1971 interpreta invece in Trastevere - unico film diretto dall'attore Fausto Tozzi - uno squattrinato artista psichedelico ex-agente della polizia della squadra narcotici, lavoro che gli ha procurato la dipendenza dalla droga: in questa pellicola si riconosce già la struttura della vita e del popolo trasteverino odierno.

Nel 1974 interpreta invece l'emigrante italiano in Svizzera costretto a tingersi i capelli di biondo in Pane e cioccolata di Franco Brusati e il portantino d'ospedale idealista in C'eravamo tanto amati, che segna il suo ritorno sotto la regia di Ettore Scola insieme a Brutti, sporchi e cattivi di due anni dopo. Da ricordare anche l'interpretazione del venditore abusivo di caffè sui treni Michele Abbagnano in Café Express (1980), nuovamente di Nanni Loy: a detta di molti la sua interpretazione più intensa e sofferta.

In qualità di attore si aggiudica cinque Nastri d'argento e cinque David di Donatello.

Regista cinematografico e teatrale

Nel 1962 debutta anche dietro la macchina da presa con L'avventura di un soldato, un episodio del film L'amore difficile tratto dall'omonima novella di Italo Calvino, una storia che descrive lo sbocciare di un amore tra un soldato e una vedova nello scompartimento di un treno, tutto giocato sul silenzio e sulla mimica. La sua seconda regia è l'autobiografico lungometraggio Per grazia ricevuta (1971), col quale si aggiudica la Palma d'oro per la miglior opera prima al Festival di Cannes e un Nastro d'argento per il miglior soggetto: il film, oltre al successo di critica, è il più visto della stagione. Ne dirigerà un terzo nel 1981, Nudo di donna, ereditandone anche il tema da Alberto Lattuada che lo aveva iniziato, sulla crisi d'identità di un uomo che scopre una sosia perfetta della moglie dal carattere allegro e disinibito, mentre la consorte è seria e posata.

Sul palcoscenico rientra alla fine degli anni ottanta da protagonista delle commedie, da lui anche scritte e dirette, Gente di facili costumi (1988) e Viva gli sposi! (1989, originariamente pensato per una trasposizione cinematografica), in seguito portati più volte in tournée anche nel decennio successivo.

Geppetto, il commissario e il brigadiere

Sul piccolo schermo fa il suo rientro nel 1971, quando interpreta Geppetto, il padre di Pinocchio nello sceneggiato televisivo Le avventure di Pinocchio di Luigi Comencini. Dagli anni novanta alla morte interpreta numerose fiction televisive dirette perlopiù dal genero Alberto Simone e dal figlio Luca; sono sempre personaggi carichi di notevole umanità, come il commissario Franco Amidei di Un commissario a Roma (1993) e, soprattutto, come il brigadiere Saturnino Fogliani nella serie televisiva Linda e il brigadiere (1997-2000), accanto a Claudia Koll nella prima e nella seconda serie e a Caterina Deregibus nella terza.

Altre attività in ambito musicale, pubblicitario e politico

Molto attivo alla radio, ospite d'onore in trasmissioni di ogni genere, si è esibito, con successo, anche come cantante: nel 1970 la sua versione del classico di Ettore Petrolini Tanto pe' cantà (risalente al 1932) raggiunge le primissime posizioni della hit parade. Più avanti, ottengono successo anche Me pizzica... me mozzica, tratta dal suo film Per grazia ricevuta (1971) e, nello stesso anno, M'è nata all'improvviso 'na canzone, quindi Tarzan lo fa (1978), La pennichella (1980), La frittata, cantata come ospite al Festival di Sanremo 1982, e Canzone pulita, eseguita come ospite al Festival di Sanremo 1983 accompagnato da cinquanta bambini[5]. Nello stesso anno canta la canzone Che bello sta' con te, inserita come colonna sonora (nei titoli di coda) del film Questo e quello di Sergio Corbucci.

Notevole popolarità Manfredi ha trovato anche come testimonial pubblicitario. Esordisce nel 1957 con una serie di Caroselli per i Baci Perugina e per le Caramelle Rossana, e da allora è una presenza praticamente fissa del genere. Tra i Caroselli più noti, quelli per la Pizzaiola Locatelli, per la quale, nel 1961, ha interpretato, al fianco di Giovanna Ralli, la serie Ufficio ricerche idee originali televisive, scritta da Garinei e Giovannini, dove i due attori impersonano due creativi alla ricerca di un'idea pubblicitaria originale, e quello per la Philco, per la quale ha interpretato, tra il 1963 e il 1965, una lunga serie dal titolo L'audace colpo del solito ignoto, che riprende temi e situazioni dei quasi omonimi film di Monicelli e Loy e propone un Manfredi ladro pasticcione e sfortunato.

In questo ambito ottiene il maggiore successo grazie al lungo sodalizio con la Lavazza, per la quale Manfredi è autore e protagonista, dal 1977 al 1993, accanto alla nonna Nerina Montagnani e poi anche alla colf Gegia, di una lunga serie di popolari spot pubblicitari dove renderà popolari i due noti slogan "Più lo mandi giù e più ti tira su!" e "Il caffè è un piacere, se non è buono che piacere è?". Tra gli ultimi impegni, particolare rilievo assume l'essere stato scelto, nel 1999, per promuovere, attraverso una serie di spot finanziati dal Ministero del Tesoro, il cambio di moneta dalla lira all'euro. Nel 1999 incide Non lasciare Roma, brano dalla storia bizzarra: inizia a metà anni '70 con Mario Panzeri che la ideò e che a fine anni '80 la sviluppò coinvolgendo Grottoli e Vaschetti, ma rimase poi incompiuta. Nel 1997 Franco Fasano se ne innamorò e la completò affidando l'arrangiamento a Claudio Zitti che la fece ascoltare a Nino Manfredi, il quale la volle immediatamente registrare. La canzone venne pubblicata, infine, il 16 dicembre 2014.

Nel 1992, in occasione delle elezioni politiche, Manfredi dà per qualche giorno l'impressione di aver accettato una candidatura alla Camera dei deputati con la Lista Pannella. A detta dello stesso Manfredi, anni prima, aveva rifiutato una offerta simile da parte di Enrico Berlinguer[6]. Pochi giorni dopo, però, vi è un ripensamento da parte dell'attore, il quale rinuncia in extremis ad intraprendere la carriera politica che gli è stata offerta[7]. Nel 1970, insieme a Gianni Bonagura, Manfredi aveva anche inciso un disco di propaganda per il Partito Socialista Italiano[8].

L'ultimo ruolo e la morte

L'ultimo suo ruolo fu quello di Galapago nel film, uscito postumo, La fine di un mistero (La luz prodigiosa), diretto da Miguel Hermoso. Manfredi interpreta uno sconosciuto privo di memoria, salvato dalla morte da un pastorello durante la guerra civile spagnola del 1936 e ricoverato per quarant'anni in un manicomio; alla fine, grazie ad alcune ricerche, si scopre la sua identità: quella del poeta Federico García Lorca, che la pellicola immagina miracolosamente sopravvissuto alla fucilazione ad opera dei franchisti. Si trattò di un'interpretazione lodata dalla critica: asciutta, scarna ed essenziale, quasi senza parole, fatta soltanto di sguardi fissi, che gli è valso il Premio alla carriera intitolato a Pietro Bianchi.

Il 7 luglio 2003, subito dopo la fine delle riprese, venne colpito da un ictus nella sua casa romana. Le condizioni si presentarono sin da subito gravi, e venne trasportato d'urgenza all'ospedale Santo Spirito. A settembre un netto miglioramento gli permise il ritorno a casa, ma a dicembre venne colpito da una nuova emorragia cerebrale. Ricoverato questa volta presso l'ospedale Nuova Regina Margherita, non si riprenderà mai più completamente, trascorrendo sei mesi in una continua alternanza di miglioramenti e peggioramenti. Morì a ottantatré anni il 4 giugno 2004, un anno e quattro mesi dopo Alberto Sordi.

Pur essendo ateo dichiarato, ebbe funerali religiosi.[9] Dopo il funerale, celebrato alla Chiesa degli Artisti in Piazza del Popolo a Roma, alla presenza di circa 2000 persone tra volti noti della politica e dello spettacolo e gente comune, l'attore venne sepolto al Cimitero del Verano di Roma[10].


Galleria fotografica

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Riconoscimenti

Premi cinematografici

Festival di Cannes

1971: Premio per la migliore opera prima - Per grazia ricevuta

David di Donatello

1968: Targa d'Oro - Italian Secret Service e Il padre di famiglia
1969: Miglior attore protagonista - Vedo nudo
1970: Miglior attore protagonista - Nell'anno del Signore
1971: David Speciale per l'esordio nella regia - Per grazia ricevuta
1974: Miglior attore protagonista - Pane e cioccolata
1976: Miglior sceneggiatura - Attenti al buffone
1978: Miglior attore protagonista - In nome del Papa Re
1984: Targa speciale
1990: Premio Alitalia

Nastri d'argento

1966: Nomination Miglior attore protagonista - La ballata del boia
1966: Miglior attore protagonista - Questa volta parliamo di uomini
1970: Miglior attore protagonista - Nell'anno del Signore
1970: Miglior soggetto e Migliore sceneggiatura - Per grazia ricevuta
1976: Nomination Miglior attore protagonista - Attenti al buffone
1977: Nomination Miglior attore protagonista - Brutti, sporchi e cattivi
1978: Miglior attore protagonista - In nome del Papa Re
1980: Miglior attore protagonista - Café Express

Globo d'oro

1971: Miglior opera prima - Per grazia ricevuta
1975: Premio alla carriera
1984: Miglior attore - Spaghetti House e Testa o croce
1984: Miglior attore - Secondo Ponzio Pilato

Grolla d'oro

1965: Miglior attore - Il gaucho
1971: Miglior regista esordiente - Per grazia ricevuta
1974: Miglior attore - Pane e cioccolata

Onorificenze

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— Roma, 16 marzo 1994[11]
Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— Roma, 19 dicembre 1978[12]

Dediche

Targa del viale nel Giardino degli Aranci a Roma
L'osservatorio astronomico di Campo Catino, con una cerimonia svoltasi il 5 febbraio 2007 presso il salone dell'Amministrazione provinciale di Frosinone, ha ribattezzato l'asteroide 2002 NJ34 col suo nome, 73453 Ninomanfredi, in sua memoria.
La città di Roma ha dedicato a Manfredi un viale nel Giardino degli Aranci.
A Pastena, nel 2008, è stato istituito il Premio Manfredi per premiare personaggi del mondo dello spettacolo, dello sport e della cultura che si siano contraddistinti per le loro gesta ed etica professionale.[13]
I Nastri d'argento, dal 2009, hanno un premio a lui intitolato.[14]
Il MonteCarlo Film Festival gli ha intitolato il premio come artista più eclettico dell'anno.
A Roma, nel quartiere Ostia, gli è stato intitolato un teatro.
La città di Frosinone, nel 2011, ha lanciato il Festival del Cinema della Ciociaria "Nino Manfredi". Dedicato a Manfredi anche il premio principale della manifestazione, il "Nino D'Oro".[15]
La città di Grosseto gli ha dedicato una via nel nuovo quartiere del Casalone.
Nino Manfredi Sconosciuto : Quella parentesi di una prestigiosa carriera (2014) Docufilm antologico di Lorenzo Bassi. Regia di Franco Longobardi

Teatro

La famiglia dell'antiquario di Goldoni, regia di Alfredo Zennaro, Teatro Quirino di Roma, 17 aprile 1946.
Woyzeck di Georg Büchner, regia di Ettore Gaipa, Teatro Eliseo di Roma, 4 luglio 1946.
Il ventaglio di Carlo Goldoni, regia di Alfredo Zennaro, Teatro Quirino di Roma, 15 aprile 1947.
Quelli di Stralsund di Fritz Stavenhagen, regia di Ettore Gaipa, Teatro Valle di Roma, 19 giugno 1947.
L'uomo e il fucile di Sergio Sollima, regia di Luigi Squarzina, 1947.
Riccardo II di Shakespeare, regia di Giorgio Strehler, Piccolo Teatro di Milano, 23 aprile 1948.
Giulietta e Romeo, di Shakespeare, regia di Renato Simoni e Giorgio Strehler, prima al Teatro Romano di Verona il 26 luglio 1948.
Venezia salva di Massimo Bontempelli, regia di Orazio Costa, Gran Teatro La Fenice, Venezia, 25 settembre 1949.
La dodicesima notte di Shakespeare, regia di Orazio Costa, Castello di San Giusto per il Teatro Verdi (Trieste), 29 luglio 1950.
Le colonne della società di Henrik Ibsen, regia di Orazio Costa, Teatro delle Arti di Roma, 5 novembre 1951.

Rivista

Tre per tre... Nava di Faele, Mario Ferretti, Carlo Silva e Italo Terzoli, regia di Marcello Marchesi, Teatro Sistina di Roma, 1953.
Festival di Age, Scarpelli, Marcello Marchesi, Dino Verde e Orio Vergani, regia di Luchino Visconti, Teatro Nuovo di Milano, 14 ottobre 1954.
Gli italiani sono fatti così di Vittorio Metz, Marcello Marchesi e Dino Verde, regia di Marcello Marchesi, Teatro Lirico di Milano, 6 marzo 1957.

Commedia musicale

Un trapezio per Lisistrata di Garinei e Giovannini, musiche di Gorni Kramer, con Delia Scala, Nino Manfredi, Paolo Panelli, Mario Carotenuto, Eliana Silli, Ave Ninchi e Quartetto Cetra, Teatro Sistina di Roma, 24 ottobre 1958.
Rugantino di Pietro Garinei, Sandro Giovannini, Pasquale Festa Campanile, Massimo Franciosa e Luigi Magni, musiche di Armando Trovajoli, con Nino Manfredi, Lea Massari, Aldo Fabrizi, Bice Valori, Marisa Belli, Toni Ucci, Fausto Tozzi, Carlo Delle Piane, Lando Fiorini e Luciano Bonanni, Teatro Sistina di Roma, 15 dicembre 1962, ..... - Renzo Tian sul Il Messaggero di Roma, " È doveroso iniziare le citazioni da Nino Manfredi senza di lui, senza il suo ritorno al palcoscenico, dopo la lunga assenza, Rugantino non sarebbe quello che è sulla scena: un personaggio inesauribile per comunicativa, estro, forza comica...".

Filmografia

Cinema

Torna a Napoli, regia di Domenico Gambino (1949)
Monastero di Santa Chiara, regia di Mario Sequi (1949)
Anema e core, regia di Mario Mattoli (1951)
La prigioniera della torre di fuoco, regia di Giorgio Walter Chili (1952)
Viva il cinema!, regia di Giorgio Baldaccini ed Enzo Trapani (1953)
Ho scelto l'amore, regia di Mario Zampi (1953)
C'era una volta Angelo Musco, regia di Giorgio Walter Chili (1953)
Canzoni, canzoni, canzoni, regia di Domenico Paolella (1953)
La domenica della buona gente, regia di Anton Giulio Majano (1953)
Ridere! Ridere! Ridere!, regia di Edoardo Anton (1954)
Gli innamorati, regia di Mauro Bolognini (1955)
Prigionieri del male, regia di Mario Costa (1955)
Lo scapolo, regia di Antonio Pietrangeli (1955)
Non scherzare con le donne, regia di Giuseppe Bennati (1955)
Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo, regia di Mauro Bolognini (1956)
Totò, Peppino e la... malafemmina, regia di Camillo Mastrocinque (1956)
Tempo di villeggiatura, regia di Antonio Racioppi (1956)
Susanna tutta panna, regia di Steno (1957)
Femmine tre volte, regia di Steno (1957)
Guardia, ladro e cameriera, regia di Steno (1958)
Camping, regia di Franco Zeffirelli (1958)
Caporale di giornata, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1958)
Adorabili e bugiarde, regia di Nunzio Malasomma (1958)
Pezzo, capopezzo e capitano, regia di Wolfgang Staudte (1958)
Venezia, la luna e tu, regia di Dino Risi (1958)
Il bacio del sole (Don Vesuvio), regia di Siro Marcellini (1958)
Carmela è una bambola, regia di Gianni Puccini (1958)
I ragazzi dei Parioli, regia di Sergio Corbucci (1959)
Audace colpo dei soliti ignoti, regia di Nanni Loy (1959)
L'impiegato, regia di Gianni Puccini (1960)
Le pillole di Ercole, regia di Luciano Salce (1960)
Crimen, regia di Mario Camerini (1960)
Il carabiniere a cavallo, regia di Carlo Lizzani (1961)
Il giudizio universale, regia di Vittorio De Sica (1961)
A cavallo della tigre, regia di Luigi Comencini (1961)
Gli anni ruggenti, regia di Luigi Zampa (1962)
I motorizzati, regia di Camillo Mastrocinque (1962)
L'avventura di un soldato, episodio di L'amore difficile, regia di Nino Manfredi (1962)
La Parmigiana, regia di Antonio Pietrangeli (1963)
... E vissero felici, episodio di I cuori infranti, regia di Gianni Puccini (1963)
Scandaloso, episodio di Alta infedeltà, regia di Franco Rossi (1964)
La ballata del boia (El Verdugo), regia di Luis García Berlanga (1964)
Il gaucho, regia di Dino Risi (1964)
Controsesso, episodio Cocaina di domenica, regia di Franco Rossi, ed episodio Una donna d'affari, regia di Renato Castellani (1964)
Le bambole, episodio La telefonata, regia di Dino Risi (1965)
Questa volta parliamo di uomini, regia di Lina Wertmüller (1965)
I complessi, episodio Una giornata decisiva, regia di Dino Risi (1965)
Thrilling, episodio Il vittimista, regia di Ettore Scola (1965)
Io la conoscevo bene, regia di Antonio Pietrangeli (1965)
Made in Italy, regia di Nanni Loy (1965)
Io, io, io... e gli altri, regia di Alessandro Blasetti (1966)
Adulterio all'italiana, regia di Pasquale Festa Campanile (1966)
Operazione San Gennaro, regia di Dino Risi (1966)
Una rosa per tutti, regia di Franco Rossi (anche soggetto e sceneggiatura) (1966)
Il padre di famiglia, regia di Nanni Loy (1967)
Italian Secret Service, regia di Luigi Comencini (1968)
Straziami ma di baci saziami, regia di Dino Risi (1968)
Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l'amico misteriosamente scomparso in Africa?, regia di Ettore Scola (1968)
Vedo nudo, regia di Dino Risi (1969)
Nell'anno del Signore, regia di Luigi Magni (1969)
Rosolino Paternò, soldato..., regia di Nanni Loy (1970)
Contestazione generale, episodio Concerto a tre pifferi, regia di Luigi Zampa (1970)
Per grazia ricevuta, regia di Nino Manfredi (1971)
Roma bene, regia di Carlo Lizzani (1971)
Trastevere, regia di Fausto Tozzi (1971)
La Betìa ovvero in amore, per ogni gaudenza, ci vuole sofferenza, regia di Gianfranco De Bosio (1971)
Le avventure di Pinocchio, regia di Luigi Comencini (1972)
Girolimoni, il mostro di Roma, regia di Damiano Damiani (1972)
Lo chiameremo Andrea, regia di Vittorio De Sica (1972)
Pane e cioccolata, regia di Franco Brusati (1973)
C'eravamo tanto amati, regia di Ettore Scola (1974)
Attenti al buffone, regia di Alberto Bevilacqua (1975)
Brutti, sporchi e cattivi, regia di Ettore Scola (1976)
Il Santo Soglio, episodio di Signore e signori, buonanotte, regia di Luigi Magni (1976)
Basta che non si sappia in giro, regia di Luigi Magni e Luigi Comencini (1976)
Il cavalluccio svedese, episodio di Quelle strane occasioni, regia di Luigi Magni (1976)
In nome del Papa Re, regia di Luigi Magni (1977)
La mazzetta, regia di Sergio Corbucci (1978)
Il giocattolo, regia di Giuliano Montaldo (1979)
Café Express, regia di Nanni Loy (1980)
Cocco mio (Gros calin), regia di Jean-Pierre Rawson (1980)
Nudo di donna, regia di Nino Manfredi (1981)
Spaghetti House, regia di Giulio Paradisi (1982)
Testa o croce, regia di Nanni Loy (1982)
Questo e quello, regia di Sergio Corbucci (1983)
Il tenente dei carabinieri, regia di Maurizio Ponzi (1986)
Grandi magazzini, regia di Castellano e Pipolo (1986)
I picari, regia di Mario Monicelli (1987)
Secondo Ponzio Pilato, regia di Luigi Magni (1987)
Napoli-Berlino, un taxi nella notte (Helsinki Napoli All Night Long), regia di Mika Kaurismäki (1990)
In nome del popolo sovrano, regia di Luigi Magni (1990)
In viaggio con Alberto (Alberto Express), regia di Arthur Joffé (1991)
Mima, regia di Philomène Esposito (1991)
L'olandese volante (De Vliegende Hollander), regia di Jos Stelling (1995)
Colpo di luna, regia di Alberto Simone (1995)
Grazie di tutto, regia di Luca Manfredi (1997)
La Carbonara, regia di Luigi Magni (1999)
Una milanese a Roma, regia di Diego Febbraro (2001)
Apri gli occhi e... sogna, regia di Rosario Errico (2002)
La fine di un mistero (La luz prodigiosa), regia di Miguel Hermoso (2003)

Televisione

Il successo, regia di Franco Enriquez (1954)
L'Alfiere, regia di Anton Giulio Majano (1956)
Graditi ospiti, regia di Paolini e Silvestri (1958)
Le avventure di Pinocchio, regia di Luigi Comencini (1971)
Io Jane, tu Tarzan, regia di Enzo Trapani (1989)
Julianus barát, regia di Gábor Koltay (1991)
Un commissario a Roma, regia di Luca Manfredi, Ignazio Agosta e Roberto Giannarelli (1993)
Dio ci ha creato gratis, regia di Angelo Antonucci (1998)
Meglio tardi che mai, regia di Luca Manfredi (1998)
Linda e il brigadiere, regia di Gianfrancesco Lazotti e Alberto Simone (1997-2000)
Una storia qualunque, regia di Alberto Simone (2000)
Un difetto di famiglia, regia di Alberto Simone (2001)
Chiaroscuro, regia di Tomaso Sherman (2001)
Le ragioni del cuore, regia di Anna Di Francisca, Luca Manfredi e Alberto Simone (2002)
La notte di Pasquino, regia di Luigi Magni (2003)
Un posto tranquillo, regia di Luca Manfredi (2003)
Regista e sceneggiatore
L'amore difficile, episodio L'avventura di un soldato (1962)
Per grazia ricevuta (1970)
Nudo di donna (1981)

Doppiatore cinematografico

Robert Mitchum in Sette settimane di guai
Bud Abbott in Africa strilla
Marcello Mastroianni in Parigi è sempre Parigi
Gérard Philipe in Fanfan la Tulipe, Le belle della notte
Renato Salvatori ne La domenica della buona gente
Franco Fabrizi ne I vitelloni
Antonio Cifariello ne La bella di Roma
Sergio Raimondi in Piccola posta
Alberto De Amicis ne Il bidone
Earl Holliman ne Il pianeta proibito
Ennio Girolami ne Le notti di Cabiria
Mike Bongiorno ne I miliardari
Voce narrante in Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi
Bobo ne L'apetta Giulia e la signora Vita

Prosa radiofonica Rai

Angeli e colori di Carlo Linati, regia di Pietro Masserano Taricco, trasmessa il 15 maggio 1950.
Sei personaggi in cerca d'autore di Luigi Pirandello, regia Orazio Costa, trasmessa il 4 gennaio 1951.
Scontro nella notte, dramma di Clifton Oderis. con Tino Buazzelli, Anna Proclemer e Nino Manfredi, regia Mario Ferrero 1951.
Giallo in jazz, di Gino Magazù, con Stefano Sibaldi, Luisa Rossi, Nino Manfredi 1956.
L'ispettore generale, di Nicolai Gogol con Nino Manfredi e Bice Valori regia di Anton Giulio Maiano 1958.

Varietà radiofonici Rai

Trasmissione Primavera, Incontro con i giovani d'oggi, presentano Nino Manfredi, Gianni Bonaugura ed Edmonda Aldini, complesso diretto da Aurelio Ciarallo, secondo programma estate 1955.
Rosso e nero n° 2 di Faele, Antonio Amurri, Sergio Ricci e Carlo Romano, regia di Riccardo Mantoni, orchestra diretta da Riz Ortolani, presentano Nino Manfredi, Paolo Ferrari e Gianni Bonagura con Corrado, 1955-1956.
Il labirinto di Mario Brancacci, Dino Verde, Bernardino Zapponi, regia di Nino Meloni, con Nino Manfredi e Isa Bellini e la Compagnia del Teatro comico musicale di radio Roma 1955-1956. « Teseo rincorre Arianna per questo labirinto ed ogni volta per ritrovarla deve risolvere gli enigmi che gli vengono proposti, gli ascoltatori lo aiuteranno da casa...»[16]

Varietà televisivi Rai

Canzoni da guardare, con Tina De Mola, Elena Giusti, Carlo Dapporto, Ray Martin, Rino Salviati, Gianni Bonagura, Paolo Ferrari, Nino Manfredi, Raffaele Pisu, 2 puntate dall'8 marzo 1954 al 19 aprile 1954, programma nazionale.
La piazzetta, con Diana Dei, Alba Arnova, Paolo Ferrari, Nino Manfredi, 1956.
Canzonissima di Garinei e Giovannini con la collaborazione di Dino Verde e Lina Wertmüller, regia di Antonello Falqui, orchestra diretta da Bruno Canfora, con Delia Scala, Nino Manfredi e Paolo Panelli, coreografie di Don Lurio, 1959-1960.
Spettacolo di Varietà, regia di Antonello Falqui, orchestra diretta da Gorni Kramer, presenta Nino Manfredi dal Teatro Impero di Varese alle ore 22:05 di mercoledì 31 maggio 1961.
Ha condotto anche L'Attesa, lo speciale de La Banda dello Zecchino per la festività natalizia, andato in onda la notte del 24 dicembre 1998.

Opere letterarie

Proverbi e altre cose romanesche, Quart, Musumeci, 1983. ISBN 88-7032-137-1.
Viva gli sposi! Appunti di vita coniugale, Milano, Rizzoli, 1984. ISBN 88-07-14083-7.
La vera alimentazione mediterranea, Quart, Musumeci, 1985. ISBN 88-7032-215-7.
Nudo d'attore, in collaborazione con Antonio Cocchia, Milano, A. Mondadori, 1993. ISBN 88-04-33207-7.

Discografia

33 giri

1971 - Per grazia ricevuta (It, ZSLT 70002; con Guido e Maurizio De Angelis)
1971 - Trastevere (It, ZSLT 70005; con Guido e Maurizio De Angelis)
1972 - Nino Manfredi (It, ZSLT 70008)
1976 - Tanto pe' cantà (RCA Lineatre, TNLT 33014)
1982 - Nino Manfredi Hit Parade International (Armando Curcio Editore)

CD

2003 - I grandi successi (BMG, 0828765184724; ristampato nel 2004 con il titolo Tanto pe' cantà e altri successi)

45 giri

1963 - Roma nun fa' la stupida stasera (con Lea Massari)/Ballata di Rugantino (CAM, CA-2467)
1965 - Queste parole son mandorle amare/Tu non sei madame Curie (RCA Italiana, PM-3315)
1970 - Tanto pe' cantà/Affaccete Nunziata (It, ZT-7003)
1970 - Dialogo tra due elettori al disopra di ogni sospetto (con Gianni Bonagura)/Noi siamo (canta Anna Casalino) (disco propaganda PSI)
1971 - Per grazia ricevuta/Me pizzica... me mozzica (It, ZT-7010)
1971 - W S.Eusebio (La processione)/Me pizzica... me mozzica (It, ZT-7014)
1971 - Il gigante e la bambina/Me pizzica, me mozzica (It, ZT-7019; sul lato A canta Ron)
1971 - Trastevere/Kerry (It, ZT-7024; lato B strumentale, suonano Guido e Maurizio De Angelis))
1971 - Trastevere/M'è nata all'improvviso una canzone (It, ZT-7026)
1971 - M'è nata all'improvviso una canzone/Storia di Pinocchio (It, ZT-7030)
1972 - Storia di Pinocchio/Andrea Pinocchio (canta Andrea Balestri) (It, ZT-7031)
1972 - Girolimoni/Fataltango (It, ZT-7039)
1973 - Cuore con la 'Q'/Almeno una volta all'anno (It, ZT-7042)
1978 - Tarzan lo fa/Tarzan lo fa (versione strumentale) (Fonit Cetra, SPB-55)
1979 - La panzanella/La panzanella (versione strumentale) (Pull, QSP-1027)
1980 - La pennichella/Lei non sa chi sono io! (Durium, LD AI-8080)
1982 - La frittata/La ballata di sedie e poltrone (CBS, CBS A 2032)
1982 - Un filo/L'arpa di Soho (CAM, ZBCAM 7300)
1983 - Canzone pulita/Canzone pulita (versione strumentale) (Best Sound, BS 101)
1983 - Che bello sta' con te/Per Daniela (Adagio) (It, ZBT 7349)
1991 - Viale del re/La ballata di Ciceruacchio (It, VINX 259)


Note

  1. ^ a b G.P. Brunetta, Il cinema italiano contemporaneo: Da “La dolce vita” a “Centochiodi”, Laterza, Bari 2007 - ed. dig. 11-2015
  2. ^ Teche RAI Consultato il 18 agosto 2016
  3. ^ Treccani - Enciclopedia del Cinema (2003) - Scheda di M. d'Amico - Consultato il 18 agosto 2016
  4. ^ Manfredi, Saturnino, detto Nino, treccani.it. URL consultato il 28 febbraio 2016.
  5. ^ Gli introiti ricavati dalla vendita del disco furono devoluti alla ricerca sul cancrovivasanremo.com, festival.vivasanremo.com. URL consultato il 22 marzo 2010.
  6. ^ Elezioni: Nino Manfredi candidato con Pannella
  7. ^ Manfredi: meglio i film che Pannella
  8. ^ Dialogo tra due elettori al di sopra di ogni sospetto
  9. ^ L'addio di Roma a Manfredi: «Eri uno di noi»
  10. ^ Repubblica.it/spettacoli_e_cultura: Manfredi, stamattina i funerali lungo applauso per l'ultimo addio
  11. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  12. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  13. ^ A Pastena il premio «Nino Manfredi», Il Tempo, 25 settembre 2010. URL consultato il 2 ottobre 2011.
  14. ^ Premio Nino Manfredi ai Nastri d'Argento, Best Movie, 23 aprile 2009. URL consultato il 2 ottobre 2011.
  15. ^ Carlotta De Leo, La Ciociaria è un Festival, Corriere Della Sera, 28 settembre 20111. URL consultato il 2 ottobre 2011 (archiviato dall'url originale il ).
  16. ^ Il Radiocorriere TV n° 47 1955