Antonio Clerment e le capriole a pagamento

Capriole a pagameno

Antonio Clerment/Totò presumibilmente nel 1915, aveva preso parte agli spettacoli organizzati da Mimì Maggio, eseguendo numeri staccati di varietà che venivano dati nella terza e ultima parte dei programmi del Teatro Orfeo per almeno sette mesi, da ottobre a tutto aprile.



I programmi avevano il seguente svolgimento: dopo il primo tempo dedicato allo sviluppo di un bozzetto drammatico ricco di canzoni, e a un secondo tempo quasi sempre costituito da una farsa con Pulcinella, arriva il momento dell’arte varia. Totò eseguiva, nella terza parte del programma, oltre a qualche macchietta imparata pescando nel repertorio di Villani, numeri “acrobatici”, in particolare quelli del “morto vivo” e quello delle “capriole a pagamento” da uno, due e tre soldi. Il “prezzo” saliva in relazione alle difficoltà dell’esecuzione delle capriole concordate. Gli spettatori che “impostano” la richiesta dovevano poi lanciare il “corrispettivo” in palcoscenico. L’incasso, come era capitato al piccolo Viviani quando interpretava lo “scugnizzo”, era di assoluta pertinenza del protagonista.


Riferimenti e bibliografie:

"Tempo di Maggio: Teatro popolare del '900 a Napoli" (Nino Masiello), Tullio Pironti Editore, Napoli, 1994