Il Gagà e la Gagarella

Sketch inserito in un quadro della rivista "Volumineide" di Michele Galdieri del 1942. Il quadro si rifà al precedente simile testo "Il Gagà e la signora" inserito nella rivista "Quando meno te l'aspetti" del 1940. La scena riproduce un periodo in cui i "gagà" e le "gagarelle" affollavano i caffè di Via Veneto, inaugurando uno strano gergo, cianciando di cose futilisime e lanciando, al tempo stesso un grottesco modo di vestire. Anna Magnani, Totò e Galdieri portarono così sulle scene la più feroce stroncatura di quel ridicolo mondo.


TESTO

GAGÀ (Totò): Oh, Marfa!...
MARFA (Magnani): Oh, Foffo!...
GAGÀ: Strano eh?... Quando meno te l’aspetti... ritrovi Marfa.
MARFA: ... ritrovi Foffo!...
GAGÀ: Bambina!... E un anno che non ci vediamo, bambina!...
MARFA: Un anno preciso. Cosa avete fatto in tutto questo tempo?
GAGÀ: Tante cose nuove, bambina... prima, l’anno scorso andavo tutte le mattine da Rosati...
MARFA: E adesso?
GAGÀ: Vado da Venchi!...
MARFA: Anch’io l’anno scorso andavo da Venchi...
GAGÀ: E adesso?
MARFA: ...da Rosati!
GAGÀ: Ogni tanto fa bene cambiare un po’.
MARFA: E poi? Che altro c’è di nuovo?
GAGÀ: L’anno scorso fumavo le cicche di Xantia...
MARFA: E adesso?
GAGÀ: Cicche di Moresca... bambina!
MARFA: Ci fu del tenero fra noi... allora dicevo il tele... la bici...
GAGÀ: Che?...
MARFA: Parlavo a metà... no?...
GAGÀ: Già... a metano... Ma adesso non c'è nemmeno più quello!...
MARFA: Mi facevate la corte...
GAGÀ: Non vi ho mai dimenticato, bambina...
MARFA: Anch’io vi ho ricordato qualche volta, Foffo... così... nei crepuscoli arancioni...
GAGÀ: Posso, dunque, ancora sperare?...
MARFA: Foffo, non mi tentate...
GAGÀ: Eppure, mi avete pensato... nei crepuscoli arancioni...
MARFA: Talvolta anche nelle notti d’inchiostro...
GAGÀ: Vi sono apparso in sogno?
MARFA: Ho avuto paura!... E inutile dire... c’è del tenero fra noi...
GAGÀ: Signora, accontentatemi... venite nella mia giovanottiera...
MARFA: Ma siete pazzo? Foffo! Ricordatevi che delusione per me fu quella sera! Se ci ripenso, vomito! Quello stanzino zozzo e sgangherato!
GAGÀ: Non più! Malgrado i tempi assai difficili, lo scannatoio è tutto rinnovato!

(Si apre il siparietto. Parodia di garsonnière)

MARFA: Ah... che fetente!
GAGÀ: E un nido civettuolo ed accogliente! L’ho profumato all’Ambra di Coty!
MARFA (annusando): I gatti chiusi in casa non si lasciano! (scorgendo qualcosa sotto il divano) Eccolo là... Sta lì!...
GAGÀ: La cosa mi mortifica, però riparo subito al malfatto! Guardate qua... l’aspiratore elettrico si «sorchierà» il malfatto del mio gatto!

(Tira fuori un aspiratore elettrico in parodia)

MARFA: Fa tanto freddo... Ho i brividi... Ma non avete qui un termosifone?...
GAGÀ: Corbezzoli! (tira fuori un bacile con carbonella e legna che brucia. Poi adopera una ventola per ravvivare il fuoco) Riscaldamento autonomo!
MARFA: Non ho mai visto un simile puzzone! Che faccia tosta!
GAGÀ: Signora, non sapete quel che costa questo conforto di modernità! Quest’atmosfera bene, aristocratica...
MARFA: Te possino acciaccà! Potreste offrirmi un «Cocktail»... per dirla in italiano un «Arlecchino» vocabolo che ha scelto l’Accademia così, senza un perché... Però è carino.
GAGÀ: Or vi preparo un cocktail da farvi ricreare il «zezzeniello»! Ho gin e whisky nel mio bar portatile...

(Tira fuori il bar portatile)

MARFA: Passano gli anni... e il bar è sempre quello!...
GAGÀ: Oh no... L’ho tutto messo a nuovo... Chiudete gli occhi... Li riaprirete quando dirò tre... uno... due... tre... Eh?
MARFA: Ebbene? Non è sempre un lurido comodino?
GAGÀ: Ma non vedete? Ci sta la luce... Ci stanno gli specchi... E c’è anche lo «sceccher»... (una scatola da citrato di magnesia o un enteroclisma di latta)
MARFA: Per dirla in italiano: sbattitoio.
GAGÀ: Il fatto di sbattere viene dopo. Ecco il ricettario. Scegliete il cocktail che vi piace di più... Volete l’Arcobaleno... frantumato?... O l’Olezzo dei legumi?
MARFA: E dove li trovi i legumi?
GAGÀ: Volete allora i Tre Moschettieri?
MARFA: Preferisco il Visconte di Bragelonne...
GAGÀ: Ma non è un libro che dovete scegliere! E il nome di un cocktail... Ho capito... Ne preparerò uno a mio gusto... Ecco... (versando gli ingredienti nella scatola) Acqua fresca... due parti... Acqua acetosa... due parti... Niente alcool... La scorza di limone non c’è... Fatto (e comincia a sbattere)
MARFA: E questo come si chiama?
GAGÀ: Vent’anni prima... (versa nel bicchiere la miscela) Eh?... Buono no?
MARFA: Ah, che schifezza!
GAGÀ: Ed ora abbandoniamoci all’ebbrezza... In questo nostro paradiso blu...
MARFA: Parola mia d’onore! M’hann’accidere! Qua, non ci vengo più!...
GAGÀ: Mai più?
MARFA: Giuro! Mai più!...