Vipera

A cavallo degli anni '10 e '20, uno dei "cavalli di battaglia" di Totò - Antonio Clemente prima di arrivare al successo, è l'interpretazione a sketch della famosa canzone dell'epoca "Vipera", da lui rielaborata in "Vicoli". Racconta, in chiave autobiografica, la storia di un giovane che avendo frequentato una prostituta, contrae una malattia venerea. Totò, come nella miglior tradizione dell'avanspettacolo, la canta con tanto di catena e lucchetto all'altezza della patta del pantalone.

Inoltre Totò, vestito da donna in modo esagerato, con piume e paillettes, faceva della femmina fatale. Così combinato, si pavoneggiava in scena imitando Francesca Bertini e fissando il pubblico con occhi languidi, da "seduttrice", finché la "vipera" diventava "’na gallina spelacchiata", si attaccava a una tenda che regolarmente veniva giù, facendolo cadere e suscitando l'ilarità del pubblico.

La grossolana caricatura ebbe buon successo tra il pubblico e viene successivamente riscritta col nuovo titolo "Biscia" e qui vediamo sul palco il Totò disarticolato e snodato che, appunto, fa il verso al rettile.

In verità, questa parodia Totò l'aveva vista recitare da Nino Taranto all'Orfeo di Napoli appena rientrato dal servizio militare e ne era rimasto affascinato, fino al punto da ricopiarne i versi, che erano:

Ella indossava un abito un po’ strano
ed era all'angolo di un vicolo fermata
e mi faceva cenno con la mano,
come volesse farmi un imbasciata, poi mi portò in un vicolo,
io d’amore ero quasi cotto, entrammo nel palazzo 78.
Vicolo, Vicolo,
palazzo di colei
dove lasciai parecchi soldi miei...
Che brutto vicolo!
Che brutto vicolo!
Malridotto, ahimè, così...

Il testo era stato scritto dal cosiddetto "comico elastico” Peppino Palmieri e per questo motivo Nino Taranto aveva pregato Totò di non rivelare a nessuno che quei versi glieli aveva dati lui, ma, se fosse stato messo alle strette, di affermare che li aveva ricopiati senza il suo permesso.

Totò, che era entrato nel camerino di Taranto con il solito cappotto da soldato, era un po' meno giovane del collega, ma i due, ancora poco più che ragazzi, si capirono subito e diventarono da quel momento amici fraterni per tutta la vita.

Successivamente Totò elaborò un'altra parodia di "Vipera”, dal titolo ancora più chiaro, "Biscia" e proprio dovendo imitare i movimenti del serpente, iniziò con questa rappresantazione parodistica a muovere la testa, il collo, le spalle e tutto il corpo, come farà poi per il resto della sua carriera.

(Fonte: "Vita di Totò" di Ennio Bìspuri)


Vipera, è sicuramente una delle canzoni più note e celebrate di E.A.Mario, al secolo Giovanni Ermete Gaeta (Napoli, 5 maggio 1884 – Napoli , 24 giugno 1961).

Fu pubblicata per la prima volta su spartito nel 1919 e da allora di essa si possono contare decine e decine di interpretazioni da quelle leggendarie di Anna Maria Fougez e Ines Talamo degli anni venti sino alla più recente di Milly che ne fece una sua personalissima rivisitazione negli anni sessanta.

Sicuramente suggestive e emotivamente perfette quelle degli anni cinquanta affidate alle importanti e popolarissime voci di Aurelio Fierro e Luciano Virgili.

Vipera rappresenta per così dire la chiave di svolta della canzone italiana :
il punto di non ritorno tra la sceneggiata, sulla falsa riga del melodramma e la canzonetta da racchiudere nei pochi minuti di una incisione discografica.

Brano sicuramente non facile da interpretare fu un importante banco di prova per molti interpreti della canzone che qui cercheremo di racchiudere in una rapidissima carrellata:

- Anna Maria Fougez (che abbiamo in archivio ma di cui non conosciamo i dati discografici)
- Ines Talamo su disco Columbia D4733 . Numero di matrice 70130
- Aurelio Gabrè su disco Parlophon B7554 . Numero di matrice 43161
- Luciano Virgili con Orchetsra diretta dal M°.G.M.Guarino su disco La Voce del Padrone MQ-1365 (45 giri)
- Aurelio Fierro su 45 giri Durium LDA6369 .
- Milly su 33 giri RCA Italiana KIS2321870

Singolari inoltre le versione incise nel 1965 dall'attore Franco Nebbia su 45 giri CGD e dagli ex Gufi (Svampa e Patruno) pubblicata nel 1973 su dischi Durium


 


Una delle interpreti di Vipera di E.A. Mario del 1919, fu una tipica interprete da café-chantant come Anna Fougez che negli anni ’20, la trasformò nel proprio cavallo di battaglia. Il serpentello diventa qui l’emblema della donna perfida e seduttrice che incatena il protagonista del brano a sé, mentre la di lui madre ha il sogno premonitore di una vipera vera che morde il figlio al cuore.