Tino Buazzelli


Totò era un degno rappresentante della grande comicità all'italiana basata sul lazzo linguistico e sulla mimica corporea. Non si metteva al servizio di una situazione comica, ma faceva nascere continuamente nuove situazioni comiche. Appparteneva al grande ramo del teatro napoletano, anche se non si può dire che fosse un Pulcinella perché gli mancava la frustrazione del Pulcinella: era invece un vincitore e un prepotente, qualcosa di mezzo tra Pulcinella, Sciosciammocca e il "miles gloriosus". Era un comico italiano, un comico friace appartenente alll'antica tradizione latina. Creatore estemporaneo, andava a braccio, inventava.
Come compagno era delizioso. Era un uomo pieno di umanità, perché veniva dal varietà e non dall'accademia, aveva conosciuto la fame dell'attore, si era formato a contatto del pubblico, aveva subito le malversazioni della sfortuna e della fortuna. La sua stessa aspirazione alla nobiltà mi è sempre parsa legittima; nasceva forse dal gusto comico che sapeva mettere nella vita di ogni giorno. Se Totò fosse vissuto in un'altra nazione forse avrebbe fatto cose più importanti.
La riscoperta che se ne è fatta dopo la morte è stata troppo tardiva ed esclamativa. Sono stato suo grande ammiratore sin dai tempi del teatro, dove l'ho visto spesso, e dove ha dato probabilmente le cose migliori di sé. Quando nel '50 ho fatto due film con lui, "Le sei mogli di Barbablù" e "Tototarzan", avevo appena cominciato a fare teatro e ho accettato volentieri queste due occasioni di lavorare con Bragaglia e con Mattoli. Non eravamo giovani dispregiatori, credevamo ancora nella tradizione, capivamo i mestieri e le arti degli altri, ci consideravamo degli apprendisti. Per me Totò è stato - non dico un maestro, me l'impediva la mia presunzione personale - ma un grande fenomeno da osservare. - Tino Buazzelli

Agostino "Tino" Buazzelli (Frascati, 13 luglio 1922 – Roma, 20 ottobre 1980) è stato un attore italiano di teatro, cinema e televisione, e pittore.

Biografia

Dopo aver conseguito il diploma dell'Istituto Magistrale, studiò all'Accademia d'arte drammatica[1] diretta da Silvio D'Amico dove conseguì il diploma nel 1946 e iniziò la carriera di attore teatrale nel 1947 con la compagnia Maltagliati-Gassman, ottenendo subito ottimi giudizi critici nelle sue interpretazioni di lavori teatrali quali Don Giovanni di Molière, Erano tutti miei figli di Arthur Miller, Casa Monastier di Dennis Aniell e L'aquila a due teste di Jean Cocteau, prima di diventare capocomico.

Era sposato con la soubrette del teatro di rivista milanese Ermellina Banfi[2].

Dotato di una dizione inconfondibile e di un timbro di voce caldo e armonioso, Buazzelli seppe trarre partito dal contrasto tra la sua stazza ingombrante e l'eleganza del gesto e della parola per creare un tipo umano insieme vigoroso e ombroso, a tratti sognante, capace di passare naturalmente dal comico al drammatico.

L'obesità favorì la neoplasia che lo condusse alla morte a soli 58 anni[3].

Teatro

Considerato tra i migliori interpreti brechtiani del Novecento, è ricordato per l'interpretazione di Galileo Galilei nella Vita di Galileo diretto da Giorgio Strehler nella stagione 1962/1963 al Piccolo Teatro di Milano. L'incontro con Strehler risale al 1952, quando il regista lo chiamò per mettere in scena Elisabetta d'Inghilterra di Ferdinand Bruckner, Il revisore di Nikolai Gogol e Sei personaggi in cerca d'autore di Pirandello.

Nel 1955 Lucio Ardenzi lo coinvolge in una tournée nell'America del Sud,[4] Brasile, Argentina e Uruguay, organizzata con l'appoggio del Ministero dello Spettacolo. Fra i partecipanti attori del calibro di Enrico Maria Salerno, Luigi Vannucchi, Anna Proclemer, Giorgio Albertazzi, Renzo Ricci, Eva Magni, Glauco Mauri, Davide Montemurri, Franca Nuti, Isa Crescenzi e Bianca Toccafondi. A parte il Re Lear di Shakespeare, che vedeva riuniti nello stesso spettacolo tutti gli attori principali della compagnia, il repertorio era tutto italiano: Corruzione al palazzo di giustizia di Ugo Betti, Beatrice Cenci di Alberto Moravia in prima mondiale, Il seduttore di Diego Fabbri.

Tornerà sul palcoscenico del Piccolo Teatro di Milano solo nel 1959, con Platonov di Anton Cechov. Esordisce nel cinema nel 1948 interpretando una piccola parte nel film Il cavaliere misterioso, diretto da Riccardo Freda. In seguito apparirà in più di 20 film in svariati ruoli, spesso da comprimario e talvolta anche come "spalla" di comici affermati quali Totò e Renato Rascel.

La televisione

Nel 1954 Buazzelli esordisce in televisione, apparendo in una riduzione per il piccolo schermo negli Spettri di Henrik Ibsen. Sarà proprio il mezzo televisivo che contribuirà in larga parte alla sua notorietà, non solo con la sua partecipazione alle edizioni di Canzonissima del 1961-62 e del 1962-63, ma anche con le sue interpretazioni di sceneggiati tratti da opere teatrali quali Il malato immaginario di Molière per la regia di Silverio Blasi nel 1963, Charlow e le figlie di Turgenev, diretto da Giandomenico Giagni nel 1966, il Circolo Pickwick diretto da Ugo Gregoretti nel 1967 e Tartarino sulle Alpi di Daudet, diretto da Edmo Fenoglio nel 1968.

Assolutamente indimenticabile, e forse insuperato, nella parte del giudice Cust in Corruzione al Palazzo di giustizia di Ugo Betti, diretto da Daniele D'Anza nel 1966.

Nel 1970, oltre che interprete, fu anche sceneggiatore e regista di Papà Goriot, ispirato al celebre romanzo di Balzac. Ancora nel 1978 diede una magistrale interpretazione del protagonista dello sceneggiato Il balordo, tratto dall'omonimo romanzo di Piero Chiara per la regia di Pino Passalacqua. Le sue ultime interpretazioni televisive furono il Faust diretto da Leandro Castellani nel 1977 per la Rai e come conduttore dello spettacolo Il piatto ride per l'emittente privata romana "Video Uno".

Nero Wolfe

Buazzelli raggiunse l'apice della popolarità interpretando il personaggio dell'investigatore privato Nero Wolfe, creato da Rex Stout, in una serie di dieci telefilm trasmessi tra il 1969 e il 1971, diretti da Giuliana Berlinguer, interpretati anche da Paolo Ferrari nel ruolo di Archie Goodwin e Pupo De Luca nel ruolo del cuoco svizzero Fritz Brenner. Lo sceneggiato raggiunse 19 milioni di spettatori di media a puntata, superando persino il Commissario Maigret interpretato da Gino Cervi.

Il teatro: gli inizi

Don Giovanni o Il convitato di pietra di Molière, regia di Orazio Costa, Teatro il Piccolo di Roma, 1945.
La famiglia dell'antiquario di Carlo Goldoni, regia di Alfredo Zennaro, Teatro Quirino di Roma, 17 aprile 1946.
Il ventaglio di Carlo Goldoni, regia di Alfredo Zennaro, Teatro Quirino di Roma, 15 aprile 1947.
Quelli di Stralsund di Fritz Stavenhagen, regia di Ettore Gaipa, Teatro Valle di Roma, 19 giugno 1947.
L'uomo e il fucile di Sergio Sollima, regia di Luigi Squarzina, 1947.
La fiera delle maschere di Vito Pandolfi, 22 agosto 1947.
Tutti miei figli di Arthur Miller, regia di Luigi Squarzina, Teatro Quirino di Roma, 4 novembre 1947.
N.N. di Leopoldo Trieste, regia di Gerardo Guerrieri, Piccolo Teatro di Milano, 28 maggio 1948.
Lorenzaccio di Alfred de Musset, regia di Luigi Squarzina, Teatro Valle di Roma, 1954
La casa dei Rosmer, di Henrik Ibsen, con Raoul Grassilli, Alida Valli,. Tino Buazzelli, regia di Giancarlo Zagni prima al teatro Biondo Palermo 7 gennaio 1956.


Galleria fotografica

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La prosa radiofonica RAI

Edipo Re di Sofocle, regia di Orazio Costa, trasmessa il 2 febbraio 1950.
Giovanna D'Arco di Charles Peguy, regia di Anton Giulio Majano, trasmessa il 15 maggio 1950.
Displaced persons di Vito Blasi, regia di Franco Rossi, trasmessa nel 1951.
Il tacchino dalle gambe di legno di Ugo Liberatore, regia di Mario Ferrero, trasmessa nel 1959.
Pronto, chi spara? di Carlo Manzoni, regia di Nino Meloni, trasmessa nel 1960.
Il calapranzi di Harold Pinter, regia di Giorgio Bandini, trasmessa il 23 febbraio 1962.
Il gioco delle parti di Luigi Pirandello, regia di Flaminio Bollini, trasmessa il 18 giugno 1963.
Corso di lingue di Herrman Mert, regia di Giandomenico Giagni, trasmessa nel 1966.
La rigenerazione di Italo Svevo, regia di Edmo Fenoglio, trasmessa il 24 maggio 1975.

Prosa televisiva RAI

Gli spettri di Henrik Ibsen, regia di Mario Ferrero, trasmessa il 28 ottobre 1954.
Alcesti di Euripide, regia di Guido Salvini, trasmessa il 18 luglio 1956.
I giorni più felici, regia di Tino Buazzelli, trasmessa il 21 aprile 1958.
Corruzione al palazzo di giustizia di Ugo Betti, regia di Ottavio Spadaro, trasmessa nel 1966.

Filmografia

Guarany, regia di Riccardo Freda (1948)
Il cavaliere misterioso, regia di Riccardo Freda (1948)
Vivere a sbafo (1949)
Margherita da Cortona, (1949)
I fuorilegge (1949)
La fiamma che non si spegne, regia di Vittorio Cottafavi (1949)
Le sei mogli di Barbablù, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1950)
La strada finisce sul fiume (1950)
Il conte di Sant'Elmo (1950)
Contro la legge (1950)
Tototarzan (1950)
La bisarca, regia di Giorgio Simonelli (1950)
La folla (1951)
I morti non pagano le tasse, regia di Sergio Grieco (1952)
Il bandolero stanco (1952)
Capitan Fantasma (1953)
Il nemico pubblico n° 1 (1953)
Donne proibite (1954)
Carosello napoletano, regia di Ettore Giannini (1954)
Il cardinale Lambertini (1954)
Il conte Aquila (1955)
Totò all'inferno (1955)
I baccanali di Tiberio (1960)
Il corazziere, regia di Camillo Mastrocinque (1960)
Fantasmi a Roma (1961)
Vino, whisky e acqua salata, regia di Mario Amendola (1963)
I cuori infranti - episodio "La manina di Fatma" (1963)
Chi lavora è perduto (In capo al mondo), regia di Tinto Brass (1963)
Thrilling - episodio "Il vittimista" (1965)
Una vergine per il principe (1966)
Caccia alla volpe, regia di Vittorio De Sica (1966)
Il diavolo nel cervello, regia di Sergio Sollima (1972)
Il balordo (1978)

Premi

Maschera d'Argento, premio della critica rivolto agli attori teatrali (1963).
Premio San Genesio come migliore attore teatrale dell'anno per Mercadet di Honorè de Balzac.

Libri

Il gigante, Malipiero Editore, 1979.

Curiosità

Negli anni '60 si dedicò alla pittura producendo un buon numero di interessanti opere, principalmente olio su tela, usava firmarsi con lo pseudonimo: Vittorio, sul retro delle tele usava scrivere di pugno: Tino Buazzelli ATTORE in Arte Vittorio.
Ricorda Paolo Ferrari (in un'intervista a "Il Resto del Carlino" del 1º giugno 2014) che Buazzelli "era un ciociaro vero. Quando (...) la regia (...) mandava la registrazione per controllare come era venuta una scena, Buazzelli (...) si girava verso di noi e si congratulava da solo per la propria bravura. Agitava la mano nell'aria e borbottava: aho', embè...".

Discografia

Album

Dante - Inferno (Sansoni Accademia Editori, SLI 03, LP) con Tino Carraro, Giorgio Albertazzi, Ottavio Fanfani, Davide Montemurri


Note

  1. ^ Appendice al libro di Maurizio Giammusso, La fabbrica degli attori, pubblicazione (1989) della Presidenza del Consiglio.
  2. ^ Dizionario biografico Treccani http://www.treccani.it/enciclopedia/agostino-buazzelli_%28Dizionario-Biografico%29/
  3. ^ Archivio storico de "L'Unità" http://archivio.unita.it/risric.php?key=tino+buazzelli&ed=&ddstart=20&mmstart=10&yystart=1980&ddstop=23&mmstop=10&yystop=1980&x=19&y=7
  4. ^ Sito ufficiale di Anna Proclemer http://www.annaproclemer.it/proclemer.asp?sezione=seconda&parte=sudamerica