Totò e... Aroldo Tieri

Ero il fidanzato geloso

L'incontro con Totò è avvenuto quando la mia posizione cinematografica era già avanzata. Qualche volta ho fatto delle partecipazioni anche minime perché mi voleva molto bene e aveva piacere che partecipassi comunque ai suoi film. Qualche film con Totò me lo ricordo con piacere, qualche altro me lo ricordo quasi con vergogna. Allora si facevano perché si era nell'immediato dopoguerra e avevamo bisogno di soldi. Si può dire che ci si sarebbe potuti rifiutare di fare certi film, ma era difficile. Non è che con questo voglio giustificare le mie malefatte cinematografiche.

Adesso sono moltissimi anni che non faccio cinema, posso rifiutare anche perrché le mie vecchie amicizie sono un po' scomparse; ma alcuni registi che adessso vanno per la maggiore allora facevano film con Totò, oggi parlano, sono inseriti politicamente e non fanno più film di serie B.

Oggi farei del cinema diverso, più decoroso. Forse in un altro paese la mia faccia ispirerebbe delle stoorie diverse, ma in Italia sanno utilizzare solo i grossi nomi che fanno cassetta.

Un personaggio quando facevo cinema l'ho inventato: il fidanzato geloso, nevrastenico. Totò è stato uno dei ricordi più dolci, più professionalmente seri perrché era una persona di una grandissima civiltà. Si è fatta molta polemica sul fatto se era principe o no: lo era comunque senz'altro nella sua grande generosità, nella sua disponibilità verso gli altri. Mi voleva molto bene, mi stimava moltissimo come attore. Mi ha regalato una delle sue prime registrazioni di poesie con la dedica. Era uno dei miei amici, anche se in genere non ho amici attori. Totò è stato un amico caro e sincero, uno dei ricordi più importanti della mia vita. Con lui facevamo i film in presa diretta e lì veniva fuori tutto l'estro di Totò, la sua fantasia. Abbiamo lavorato insieme come buoni professionisti, o meglio come buoni artigiani.

Aroldo Tieri

"Totò" (Orio Caldiron) - Gremese , 1983


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